Furono le sue attenzione, le sue delicate carezze e il suo dolce sorriso a farmi innamorare di lui.
Ero sempre stata la ragazza che osservava gli altri innamorarsi, senza mai capire cosa significasse davvero la parola amore, finché un giorno non dec...
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Non era la prima volta che rimanevo priva di ogni indumento, a coprire io mio corpo, davanti a Sanemi. In quel momento però mi sentivo così piccola davanti al suo corpo così muscoloso e massiccio. Le sue mani si muove al lungo le mie gambe con carezze delicate. Ogni suo tocco era come una piuma che mi solleticava la pelle. Sapevo cosa stava per accadere, e avresti dovuto forse aver paura, o ansia, eppure mi sentivo così leggera. Non c'era altro posto, che tra le sue braccia, dove volessi stare. Le sue labbra mi solleticavano la pelle del seno, con piccoli morsi e baci umidi. Non avevo smesso di sorridere. Ci eravamo spogliati così rapidamente che solo dopo che lui mi aveva stesa sul suo futon. Credevo che sarebbe andato dritto al punto, invece, accarezzava ogni centimetro del mio corpo. Le mie mani scivolavano tra i suoi capelli, e forse quel gesto passionale lo spinse a fare un primo passo. Forse, era lui ad avere paura, forse era lui a provare ansia. Mi sembrava quasi surreale come possibilità, Sanemi aveva avuto altre donne, ed era piuttosto evidente. Eppure non accennava alcun atto sessuale nei miei confronti. Strinsi i suoi capelli e lo spinsi davanti a me. I suoi occhi grigi mi guardavano, sentivo il dolore che aveva provato quando ero in coma e per la nostra lontananza. Percepivo il suo amore entrare nel mio petto. I suoi avambracci si posarono ai lati della mia testa per sorreggere il suo peso. Mi fiondai sulle sue labbra, unendo le nostre lingue ormai sincronizzate. Un bacio veloce ma d'impatto, così almeno speravo.
"Avevi detto che avresti fatto l'amore con me solo quando sarei diventata umana, ora lo sono..voglio fare l'amore con te"
La sua testa si posò nell'incavo del mio collo. Ci fu qualche secondo di silenzio e poi qualcosa iniziò a bagnare la mia pelle. I suoi singhiozzi riempirono la stanza, e le sue braccia mi sollevarono per cingermi a lui. Accarezzai la tua testa.
"Ehi, cosa succede?"
Si fermò. Lo sentii riprendere fiato e rimanere in silenzio.
"Ho avuto così tanta paura di perderti..ora non mi sembra vero che tu sia davvero qui, non riesco a capire se è un sogno"
Presi il suo volto, poggiai la mia fronte sulla sua e lasciai un piccolo bacio sul suo naso.
"Sono qui, nuda nel tuo letto, e non vado da nessuna parte"
Le sue labbra si premettero sulle mie per poco poi di due secondi, finché i suoi occhi non tornarono a guardarmi.
"Io voglio fare l'amore con te, ma.."
"Ma..?"
Lo guardai interrogativa. Non capivo cosa volesse dirmi, e questa suspense mi metteva ansia. Sentivo il mio cuore battere veloce nel mio petto, avevo come la sensazione che sarebbe potuto fuoriuscire dal mio corpo da un momento altro. Non ero più abituata a questo tipo di emozioni, ero felice ma allo stesso tempo ero spaventata.
"Prometti di non ridere?"
Annuì mentre rimanevo in attesa delle sue parole.
"Non riesco a farlo.."
Lo guardai interrogativa.
"Dai Ichika, cerca di aiutarmi, è già imbarazzante così.."
Portò di nuovo la sua testa nell'incavo del mio collo. Credevo di aver capito, ma non ne ero certa. Passai la mano sul suo petto, accarezzai i suoi addominali scolpiti fino ad arrivare alla sua intimità, che a quanto pare non voleva collaborare.
"È la prima volta che mi capita, non sei tu, sono io"
"Non fa niente, sei stanco, e avevi tanti sentimenti che avvolgevano il cuore"
Le sue labbra mi lasciarono umidi baci sul mio collo. Si adagio al mio fianco, e io mi accoccolai al suo fianco. I riflessi della luna entravano dalla finestra. Eravamo entrati che il sole era ancora alto e ora era notte inoltrata. Non avevamo cenato e non avevamo dato alcun cenno di vita agli altri compagni. Non mi importava, tutto ciò di cui avevo bisogno era al mio fianco. Mi lasciai cullare dal suo respiro e dalle sue carezze, fino a cadere in un sonno profondo.
Sentivo le sue mani che accarezzavano le mie gambe, e brividi si creavano ad ogni suo passo sulla mia pelle. Mi voltai verso di lui, mantenendo sempre gli occhi chiusi, ancora avvolta dalle braccia di Morfeo. La sua mano salì fino alla mia intimità, che accarezzò con attenzione e dedizione. L'eccitazione saliva nonostante il sonno non volesse ancora abbandonarmi. I miei occhi si spalancarono appena infilò un dito dentro di me, e un gemito mi sfuggì dalle labbra. Lo guardai sorridere compiaciuto. Si spostò sopra di me, e io lo circondai con le mie braccia. I nostri nasi si sfiorarono. Non avevamo bisogno di parole, c'eravamo noi due soltanto. Mi guardò, come per chiedere il permesso, e con un mio sorriso, con la sua intimità si avviò verso la mia. Speravo che non avrei provato alcun dolore, credevo che bastasse rilassarsi e invece mi sbagliavo. Graffiai la sua schiena. Un dolore al basso ventre nj colpi come se stessero cercando di tagliare la mia pelle con una lama affilata, che spingeva e spingeva, nel tentativo di bucare. I suoi movimenti si fermarono, mentre le sue parole e carezze cercano di rassicurarmi. Non mi ero resa conto che stessi piangendo finché non sentii il freddo colpire le mie guance. Faceva male, eccome, ma il desiderio di fare l'amore con lui era più forte.
"Continua a muoverti"
Lo vidi mentre cercava di capire il mio stato d'animo e la mia soglia del dolore. Ora ero umana, e tutto era diverso. Ero debole e potevo soffrire, e lui lo sapeva, era più attento ad ogni movimento. Era come se fossi diventata di porcellana ai suoi occhi. I suoi movimenti ripresero, e il dolore lo seguì, ma ad ogni spinta sembrava affievolirsi, oppure ero io che iniziavo ad abituarmi a quella nuova sensazione. Le sue labbra si unirono alle mie e le nostre lingue presero a danzare un ballo romantico e passionale. Le sua mani stringevano le mie gambe intorno al suo bacino e le mie unghie graffiavano la sua schiena. I suoi movimenti si fecero poco più veloci finché non si fermò, i suoi respiri accelerarono, e i suoi gemiti cessarono. Mi guardò, e io sprofondai di nuovo nei suoi occhi.
"È normale non venire la prima volta, ma ora rimedierò"
Bloccai la sua mano, diretta alla mia intimità. Cercai di farlo adagiare sul futon, per coccolarmi al suo fianco. È vero non ero venuta. Il piacere era alto, ma il dolore ancora c'era. In quel momento volevo solo stare tra le braccia dell'uomo che amavo. Mi abbracciò, mentre mi concentravo sui battiti veloci e accelerati del suo cuore.
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Lo so non è lunedì. Forse è il caso che cambi giorno della settimana, perché con i nuovi orari a lavoro non riesco proprio a pubblicare.
In nostri amori hanno avuto la loro prima volta. Ogni volta che rileggo la loro storia mi esce un sorriso. Che ne pensate?
Volevo dirvi che nelle prossime due settimane non pubblicherò nessun capitolo perché partirò per una metà meravigliosa 🇯🇵!!!!