|𝐂𝐚𝐩𝐢𝐭𝐨𝐥𝐨 𝟖|

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Pov. Toni

All'improvviso mentre scendiamo le scale con lei che va avanti ignorandomi quasi come vendetta, anzi sono certa che lo sia come la situazione che si è creata prima che entrava in bagno, sentiamo un botto seguito dopo poco da un altro e se lei si blocca io sgrano gli occhi pensando a tutti i possibili scenari che possono aver scatenato quei due rumori. Senza neanche guardarci ci attiviamo entrambe scendendo i gradini che mancano fino ad arrivare in cucina. Non appena Cheryl raggiunge la soglia scoppia a ridere e pur non riuscendo a staccare lo sguardo dalla scena che mi si è schiantata davanti mi godo quel suono così cristallino e spensierato della sua risata.

<Ma siete cretini?> Con la coda dell'occhio noto che si sposta leggermente per poggiarsi al montante della porta continuando a ridere a pieni polmoni e in realtà avrei potuto anche seguirla se non fosse che sono presa più dalla perplessità di come sono finiti entrambi per terra e quel plumcake tenuto come un trofeo da Crystal in alto.

<Mi voleva prendere un pezzo di plumcake!> Si quella faccia imbronciata e bambinesca causata da un dolce è proprio da una Crystal con il ciclo e con le voglie, anni e anni di esperienza. Scuoto leggermente la testa facendo qualche passo avanti verso quei due sentendo Cheryl che alle mie spalle si calma velocemente forse a causa proprio dei miei movimenti.

<Grave errore quando ha il ciclo.> Commento senza rivolgermi a nessuno, ma è quasi palese che mi sto rivolgendo a Malachai. Non volendoci pensare prendo Crystal sotto le braccia facendo forza con le mie per aiutarla ad alzarsi sorpresa del fatto che lo accetta senza fare repliche.

<Biondina hawaiana che ne dici di gustarti il tuo plumcake in salone? Topaz tu potresti apparecchiare mentre noi prepariamo la colazione.> Sollevo di scatto la testa lasciando libera Crystal per voltarmi verso quei due che sono l'uno affianco all'altra. Noi di là e loro qui?

<Vediamo chi se la cava di più?> Non si può dire che non la conosce, non appena le fa quella domanda un sorriso di sfida compare sia su di lui che si di lei.

<Preparati a perdere.> Come potevi sbagliarti, lei che si tira indietro? Giusto uccidendola lo farebbe. Mi ritrovo però in difficoltà non appena entrambi si voltano verso di me e Crystal che è rimasta ferma al mio fianco senza muoversi e non so neanche se mi sta guardando, non ce l'ho fatta a girarmi.
<Forza! Altrimenti pranzeremo invece di fare colazione.> Probabilmente dall'esterno per chi non la conosce potrebbe sembrare che vuole solo che si fa come dice lei, ma... ho capito. Il suo è un modo per lasciarmi sola con Crystal e...

<Le parlerò.>

Già. Avevo deciso di parlarle e Cheryl pur incazzata con me mi sta dando la possibilità di farlo. Decido di cogliere in tempo l'occasione e inizio a prendere tutto ciò che può servire dai tovaglioli ai bicchieri. Nel voltarmi e prendere anche l'acqua sento alle spalle uno schiarimento di gola al che mi giro nuovamente accorgendomi di Cheryl con in mano una bottiglia di succo, in vetro.

<I...>

<Anche questo, grazie.> Mi interrompe mettendo in cima al cumulo che si è creato di cose anche quella bottiglia e io cerco di non sgranare gli occhi mentre prego qualsiasi cosa che non mi cada altrimenti mi farà il culo a striscioline.
<Non fare mosse azzardate e vacci piano, se sento un rumore ti faccio a pezzi peggio di quegl'idioti nei tuoi match.> Violenta e subdola. Decisamente violenta e subdola. Apro la bocca per replicare quando con un occhiata storta richiudo la bocca pensando bene alle sue parole, lei... Oh... Violenta e subdola in difesa di Crystal. Si riferisce a lei...
Annuisco un minimo e poi senza dire nulla esco dalla cucina per andare in salone trovando Crystal che sta piegando il centro tavola che ha appena tolto per... aiutarmi. Non mostro alcuna reazione esterna, ma dentro di me un piccolo germoglio, non meritato, di sollievo spunta da quel gesto. Poso tutto su una credenza e poi sfilo dal basso la tovaglia che dopo averla aperta provo a mettere da sola al primo tentativo, ma a quanto pare anche lei è contro di me perché si piega all'ultima parte andando sotto.

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