5. Non scappi

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Jimin uscì in fretta e furia dalla sua abitazione, si sentiva un ragazzino del liceo. Gli sudavano le mani e l'ansia iniziava a farsi sentire, eppure non capiva il perché. Yoongi l'aveva rimbambito.

Camminò per qualche isolato e arrivò fuori al bar dove si sarebbero incontrati. Diede un'occhiata all'orologio, era in anticipo di venti minuti. Si guardò intorno e vide Yoongi appoggiato ad un palo. Quest'ultimo lo notò e gli si avvicinò.

"Vedo che sei in anticipo anche tu!" disse Yoongi e subito iniziò a ridere. Sfoderò quel suo sorriso che aveva incantato Jimin dall'inizio.

Proprio come la sera prima, questa volta però era Jimin a fissare un po' troppo Yoongi.

Si ricompose e abbozzò un sorriso "Entriamo?" domandò, l'altro annuì.

Si accomodarono ad un tavolo e ordinarono due cappuccini, uno con cacao per Jimin e l'altro con cannella per Yoongi.

Iniziarono a parlare del più e del meno, dell'università, dei loro interessi e i due sentivano la tensione sciogliersi via via che la conversazione andava avanti. Si trovavano davvero in sintonia e ne furono entrambi grati.

Jimin si scusò per il comportamento della sera prima ma non scese nei dettagli, spiegando a Yoongi che Minho era semplicemente un suo ex che non si era arreso alla dura realtà di essere stato mollato. Yoongi, dal canto suo, non fece troppe domande per non pressarlo. Aveva capito che c'era dell'altro sotto ma avrebbe aspettato che Jimin si fosse sentito pronto per parlarne.

"Jimin?"

"Mh?"

Yoongi sorrise alla scena che aveva davanti, Jimin stava bevendo il suo cappuccino e non si era accorto di una goccia di latte scorrergli sul mento. Istintivamente allungò il braccio e gliela raccolse con il pollice, facendo così andare a fuoco le guance a Jimin.

"Scusa, avrei dovuto usare un tovagliolo!" disse Yoongi, grattandosi il capo, imbarazzato.

Jimin scosse la testa "Non è un problema, anzi grazie. Cosa volevi dirmi?"

"Oh, mi domandavo, sai... I-ieri mi hai chiesto una cosa prima di andare via e-" iniziò a dire, un po' in difficoltà.

"Ti devo un ballo, Yoongi, lo ricordo. Stasera lavoro al locale, se vuoi puoi venire!" Jimin si era accorto del suo imbarazzo e decise di parlare per lui.

L'altro annuì subito freneticamente "Lo dico agli altri, ti raggiungiamo lì allora!"

Rimasero a parlare un altro po' prima di salutarsi e darsi di nuovo appuntamento la sera.

Jimin tornò a casa per studiare, avrebbe dovuto sostenere un esame la settimana dopo e doveva dare il massimo. Yoongi invece andò in centrale di polizia per frequentare il tirocinio che aveva stabilito con suo padre. Gli piaceva come lavoro, e poi sarebbe stato un onore seguire i passi di suo padre, che era appena diventato il nuovo sceriffo della città. Anche lui aveva una passione però, ovvero scrivere e comporre canzoni. Il suo genere si basava sul rap e hip hop, ma qualcosa di classico non mancava.

Aveva parlato con Jimin di questo e aveva scoperto che lui amava la danza. Yoongi aveva già in mente qualche base da provare con lui. Moriva dalla voglia di vedere quel ragazzo ballare, sicuro che sarebbe stato incantevole.

La sera arrivò presto e Jimin si trovava alla sua solita postazione quando, proprio come un déjà-vu, vide arrivare i suoi amici con Yoongi.

"Sto avendo un déjà-vu!" commentò uno di loro, dando voce ai pensieri di Jimin. Un ragazzo con i capelli neri, il braccio tatuato e il piercing al labbro.

"Jungkook, come sei prevedibile!" gli rispose Taehyung, scompigliandogli i capelli e rubandogli un bacio sulle labbra.

Taehyung e Jungkook facevano coppia fissa ormai da due anni, lavoravano nello stesso ristorante e vivevano anche insieme da un anno. Jungkook era il più piccolo del gruppo, anche se non si notava. Era alto, di grossa corporatura e molto maturo per la sua età.

"Stavo per dirlo anche io, in effetti." disse il ragazzo con i capelli viola, Jin, il cugino di Yoongi.

"Sei sempre il solito, hyung!" questa volta a parlare era stato un ragazzo dai capelli color platino, che non era presente la sera prima, il suo nome era Namjoon "Ringrazia che Hoseok lavori la sera, altrimenti ti avrebbe già mandato a quel paese!" rise dando un colpetto sulla schiena a Jin.

"Io già vi sopporto durante la settimana all'università e dopo i corsi, devo farlo anche qui!" esclamò Jimin alzando gli occhi al cielo.

"Ora ci sono io, però!" si intromise Yoongi, facendo il finto offeso.

"Credimi, forse è l'unica cosa positiva! Questi qui sono insopportabili, imparerai a tue spese." Jimin fece la linguaccia ai suoi amici quando vide le loro bocche prendere la forma di una 'o' e questo scatenò una risata generale.

I ragazzi ordinarono poi da bere e questa volta Yoongi optò per il Whisky.

A differenza della sera precedente, i cinque ragazzi aspettarono che Jimin finisse di lavorare, così da potergli fare compagnia. La conversazione fu gradevole e il tempo volò, così tanto che Jimin nemmeno si accorse che il suo turno era ormai finito.

"Ragazzi, vado a cambiarmi e torno, vi raggiungo in pista!" disse sfilandosi il grembiule e dirigendosi agli spogliatoi. Uscito di lì si ritrovò Yoongi fuori ad aspettarlo.

"Non vorrei che scappassi di nuovo." Yoongi aveva un'espressione seria ma i suoi occhi luccicavano.

"Mai." gli prese la mano e lo trascinò fuori, sulla pista da ballo, contenti entrambi di poter ballare e questa volta senza essere interrotti.

Hennessy and night.Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora