Libero.
Draco Malfoy era finalmente libero. Non aveva sentito male, la condanna che era convinto di ricevere non era mai arrivata. E sebbene dovesse rinunciare all'utilizzo della bacchetta per qualche tempo, era finalmente libero da suo padre.
O meglio erano entrambi liberi. Perché anche sua madre non avrebbe più dovuto vedere quell' uomo che aveva rovinato la vita di entrambi. Ed era tutto merito (purtroppo) di Potter.
-Potter.
Ancora quella piattola che gli gira intorno? Sembra una biscia arpionata a un ramo.-
Guardando nella direzione di Harry si trovò ad assistere alla scena della piccola di casa Weasley che saltava in braccio al prescelto, mentre lui stesso era intento a farsi spiegare come sarebbe stata la sua vita da lì ai prossimi 10 mesi.
-Disgustosa.-
Si ritrovò a pensare, insieme al fatto che Potter avesse un pessimo gusto.
X: "..è tutto chiaro?"
Dra: " Ehm.. no mi scusi, può ripetere?"
X: "Allora. Le è severamente vietato utilizzare la propria bacchetta, che verrà requisita e restituita solo al termine dei dieci mesi. Non può assolutamente lasciare il paese in questo periodo, pena la reclusione ad Azkaban di 2 anni. Per spostamenti e materializzazione dovrà sempre essere accompagnato. A fine di ciò le sarà imposta una traccia magica che ci dirà sempre dove si trova. Ora è tutto chiaro? "
Dra: "Sì signore."
X: "Bene può andare. Ci vediamo a febbraio."
Durante tutta la conversazione, Draco aveva continuato a guardare Potter, che dopo una lunga chiacchierata con i Weasley e dopo essersi -finalmente- scollato la piattola dal braccio, si era ora fermato a parlare con...sua madre?
Di che stavano parlando?
Sperò vivamente che non gli stesse raccontando del loro incontro, o questa volta l'Eroe non avrebbe potuto salvarlo da Azkaban, perché sarebbe morto prima.
Non poteva lasciare che la madre scoprisse tutto, o si sarebbe colpevolizzata a vita per quello che gli aveva fatto Lucius dopo aver solo supposto dove potesse essere andato quella volta.Il capofamiglia Malfoy, infatti lo aveva scoperto. Draco aveva preso in prestito la bacchetta della madre, quando i due non erano in turno di guardia al loro accampamento, e stavano riposando. Ma al suo ritorno, suo padre si era svegliato e si era infuriato. I segni sul suo volto erano solo la prova più evidente delle conseguenze che aveva subito. Gli altri erano nascosti dagli abiti.
Si avvicinò a passo svelto verso la fonte delle sue preoccupazioni.
Dra: "Pottah!"
Nar: "Oh Draco, giusto in tempo! Stavo per dire al signor Potter che accettiamo la sua generosa offerta. Vivremo a Grimmauld Place per qualche tempo, fino a quando non riusciremo a stabilizzarci in una nuova dimora!"
Drac: "Tu, COSA?!?"
Disse con una voce più stridula di quanto volesse.
- Qualcuno mi dica che non ho sentito quello che ho appena sentito....Per Merlino, era meglio finire ad Azkaban!
Nar: ".... tu assicurati di ringraziare il signor Potter."Il biondo guardò la madre allontanarsi come se fosse un alieno. Poi si girò con lo stesso sguardo verso Harry, e lo trovò sogghignante.
Erano tutti impazziti?Dra: "P-potter? Che diamine sta succedendo?!"
Har: "Hai sentito tua madre."
Dra: "Credimi,vorrei tanto non averlo fatto. Ma si può sapere che diamine hai per la testa?!"
Har: "Qualcosa non va, coinquilino?"
Dra: "Qualcosa?! Tu-rgg-"
Draco era a un passo dal crollo mentale.
Pur ritenendosi molto intelligente, non riusciva a comprendere le dinamiche che si alternavano nella mente del suo interlocutore. L'assurdità di quella situazione lo stava portando a un black out cerebrale, dal quale non si sarebbe ripreso tanto facilmente.Dra: " Tutto! Tutto non va. Ma sei impazzito? Che significa che vivremo a Grimmauld Place? Sarai lì anche tu?"
Har: "Beh è ovvio. È casa mia, e sono maggiorenne ormai. Non posso certo vivere....dove ho vissuto finora."
Dra: "Io non capisco. Perché? Perché lo stai facendo? E perché hai testimoniato anche per me? Perché mi hai aiutato?" Disse avvicinandosi al minore e parlando sempre con voce più bassa._Già perché lo hai aiutato, Potter?_
-Per Morgana, come è possibile che tu appaia ogni volta che c'è Malfoy di mezzo?!-
_Oh per favore, se non ci fossi io a farti prendere coscienza delle tue grifondorate, questa ff durerebbe 800 capitoli._
-Cosa?-
-Cosa?-Dra: "Cosa "cosa"?"
Domandò a sua volta il platinato, ancora in attesa di una risposta.
Il moro fin troppo preso dal suo dialogo interiore, si era lasciato sfuggire quella domanda a voce alta, e avrebbe fatto bene a sbrigarsi nel rimediare, o Malfoy lo avrebbe preso per ancora più pazzo di quello che già non credesse.
Har: "Ehm..no niente "
Dra: "Attendo ancora una risposta, Potter."
Har: "Senti non lo so va bene?"
_E come potresti sapere qualcosa, sarebbe una novità assoluta!_
-Merlino dammi tu la forza o l'Avada kedavra me lo lancio da solo!-Dra: "Io non ho bisogno della tua pietà, Potter."
Har: "Stai diventando scontanto Draco, sapevo lo avresti detto. E prima che tu dica altro, no, non è pietà è solo che.."
Dra: "Solo che?"
Har: "Solo che, ho riflettuto molto. Su di te, sulla guerra e onestamente non riesco a colpevolizzarti di niente. Ho pensato a cosa avrei fatto io al tuo posto, nella tua situazione. Non sono arrivato ad una risposta, ma sono sicuro che a parti inverse avrei voluto che qualcuno facesse lo stesso per me. Non mi costa niente. "_Però, sempre più bravo a pararti il culo vedo._
-Che fai? Prima mi insulti e poi mi elogi? Sei un tantino bipolare. E poi non mi sto parando il culo, lo penso davvero.-
_Oh lo so, do solo a Cesare quel che è di Cesare._
-Chi è Cesare?-
_Sai che c'è? Lascia perdere. Uh guarda, il biondino sta per piangere di nuovo._Dra: "Io non capisco, non capisco davvero."
Disse portandosi una mano sul viso, ormai con gli occhi lucidi.
Dra: "Sono stato orribile con te! Con i tuoi amici, con tutti. Come puoi fare tutto questo per me?"
Har: "Hey no, non piangere.."
Dra: "N-non sto piangendo e non provare a fare come l'ultima volta!"
Har: "Draco, io penso solo che tu sia una buona persona a cui sono capitate cose cattive."
Dra: "...molto saggio da parte tua.."
Har: "Me lo disse una volta Sirius quando...beh non importa quando. Fatto sta che la guerra è finita e direi sia il caso di finire anche la nostra. Tu che ne dici?"
Il moro porse la mano al suo rivale con un sorriso mesto. Il biondo, ancora intento a trattenere le lacrime, guardò prima la mano che gli era stata tesa, poi volse lo sguardo sugli occhi di giada. Quella mano, non sapeva nemmeno lui quanto l'avesse desiderata in quegli anni. Al primo anno la desiderava per compiacere suo padre e per renderlo orgoglioso di lui, nell'ultimo anno invece la desiderava come un appiglio alla salvezza, una fune per tirarlo fuori dall'incubo che era diventata la sua vita. La guardò ancora per qualche secondo, poi la afferrò. Entrambi i ragazzi sentirono una piccola scossa elettrica a quel contatto, e sorrisero, guardandosi negli occhi.
Dra: "Sappi che mi sdebiterò Potter, potremmo anche aver deposto le armi ma non voglio nessun tipo di debito con te."
Har: "Va bene, va bene."
Dra: "Ora che hai dei coinquilini come farai a ricavarti del tempo da solo con la Weasley femmina? Non sembra una tipa che ti lascia molto spazio vitale, e per Salazar, non voglio che mia madre ascolti le vostre indecenze notturne." Disse con fare scherzoso mentre terminavano la stretta di mano in modo da sdrammatizzare la situazione, come se non avessero posto fine a una faida lunga 7 anni .
Har: "Tranquillo, non sentirete nulla."
Dra: "Oh quindi preferite vedervi da lei? Perché sai, io non posso muovermi da solo, quindi difficilmente avrai casa libera."
Har: "Mi ha lasciato."
Dra: "Ah."
Nar: "Draco, Signor Potter, noi siamo pronti per andare. Quando vuole lei."
L'intervento di Narcissa pose fine a quella conversazione in maniera provvidenziale.
Harry non sapeva come sarebbe andata quella falsa riga di un esperimento sociale, ma la faccia di Draco in quel momento era impagabile e valeva tutte le pene.
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La mia Epifania
FanfictionLa guerra contro il male è finita, ma quella contro se stessi è appena iniziata. Ambientata dopo la disfatta del signore oscuro, Harry si troverà a far fronte alla realtà. La guerra ha impiegato la maggior parte delle sue risorse, sia fisiche che m...