20 - Un patto pericoloso

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PENELOPE

Insieme a Pietro, nei seguenti due giorni, abbiamo realizzato il piano insieme per l' incontro con Tony.

Pietro è riuscito ad avere un appuntamento presso il porto industriale, cosicché gli uomini dei Ricci possano osservare tutto sopra a dei container ed eventualmente attaccare appena qualcosa non va secondo il piano.

Il mio unico compito è quello di distrarlo ed attirare la sua attenzione su di me. È tutto ciò accadrà proprio stasera, ed è stasera che probabilmente non tornerò più indietro.

Tony Castro vuole me e se lui vuole questo, allora è probabile che possa allontanarlo per sempre da Napoli. Questo piccolo dettaglio non lo sa nessuno, né i Di Salvo né tantomeno Ciro, che se lo venisse a sapere non me lo permetterebbe.

Con Ciro non ho ancora avuto modo di parlare dopo l'incontro avvenuto due giorni fa. È arrabbiato perché non mi vuole in mezzo ad un piano pericoloso.

Appena arrivata all' ospedale non penso più a ciò che accadrà, penso solo a passare gli ultimi momenti insieme ai miei amici. Prendo l'ascensore e salgo al terzo piano, le porte si aprono e proseguo per il corridoio intravedendo Taylor e Wanda che conversano, mentre Nina è seduta a sorseggiare il contenuto del bicchiere con il morale triste, con accanto Anita e Kubra. Pino e Filippo cercano di prendere qualcosa al distributore e conversano tra loro.

«Ragazze...» attirando la loro attenzione su di me e sedendomi sulla sedia accanto a Kubra. «Sapete se il medico ha detto qualcosa riguardo alla situazione di Carmine» chiedo, sperando in buone notizie.

«Ci ha solo detto che non è in gravi condizioni, ma che ci vorrà ancora del tempo» risponde Kubra e annuisco.

I ragazzi vengono verso di noi prendendo posto, nessuno proferisce parola preferendo rimanere in silenzio. Sento la vibrazione del cellulare, lo prendo e noto un messaggio da parte di Pietro per ricordarmi dell'incontro di stasera e che vuole vedermi prima. Mi alzo dalla sedia e mi avvio nella stanza di Carmine. Entrando, osservo Ezio guardare davanti a sé e appena si accorge di me solleva lo sguardo.

«Vieni qui» mi dice, non me lo faccio ripetere due volte e mi siedo affianco a lui. Appoggio la testa sulla sua spalla, siamo noi tre. Ormai loro due sono diventati la mia famiglia.

«Noi tre saremo di nuovo insieme» commenta, stringendomi la mano forte e ricambio. Solo che appena mi dice questo, so per certo che è una cosa che non posso promettere. Farò di tutto affinché possano essere liberi.


CIRO

Stringo il lavabo fino a che vedo le mie nocche diventare bianche. Sono arrabbiato per la decisione di Penelope e sono due giorni che non ci rivolgiamo la parola e questo mi rende più nervoso. Non posso stare senza di lei e ho bisogno di sentirla vicino e sapere che sta bene.

Non ho nemmeno partecipato all' organizzazione del piano che Pietro ha ideato, ho passato la maggior parte del tempo a casa di Edoardo.

Passo entrambi le mani sul volto e sui capelli, facendo un respiro. Prendo il cellulare e scrollo sulla rubrica alla ricerca del numero di Penelope. Lo guardo, ma senza cliccarci sopra.

Qualcuno mi interrompe bussando alla porta e sinceramente non voglio essere disturbato da nessuno in questo momento.

«Sono io Ciro» la voce di Rosa:«avanti apri, altrimenti chiamerò uno di loro per sfondare la porta».

Sbuffo e mi avvicino girando la chiave, aprendo. Esco e la sorpasso, senza degnarle di uno sguardo. Lei non ha colpe, ma il mio umore non è dei migliori.

DINASTIE || Ciro Ricci Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora