10. Dolce melodia

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I due ragazzi si ritrovarono qualche giorno dopo a casa di Yoongi, nel suo studio, il posto per lui più intimo e segreto, dove nessuno era mai entrato prima, prima di Jimin. Era strano, ma sentiva che quel ragazzo potesse aprirgli il cuore e sbirciarci dentro e non gli avrebbe detto nulla, l'avrebbe lasciato fare. Jimin, dal canto suo, si sentiva come onorato di poter intravedere un pezzetto della vita di Yoongi in quella stanza. Magari avrebbe potuto capire un po' più di lui. I due ragazzi con il tempo stavano legando sempre di più, anche se nessuno dei due ancora capiva cosa fossero. Una coppia? Due semplici amici? Si ponevano spesso questa domanda, una domanda che però rimaneva nei loro pensieri, alla quale nessuno dei due dava voce. Si godevano quello che avevano e che stavano costruendo, pensando che magari a loro un'etichetta non sarebbe servita in quel momento.

Jimin rimase incantato dall'ordine e dalla bellezza di quella stanza. Le pareti erano sui toni del nero/grigio e il pavimento bianco in marmo. C'erano tastiere, una chitarra acustica e una classica, due computer, vari microfoni e altra apparecchiatura. Infine, in fondo alla stanza, un bellissimo pianoforte.

"Wow, Yoongi, è pazzesco!" esclamò stupito Jimin "Cosa suonerai per me?" chiese passando in rassegna ogni strumento con lo sguardo.

Yoongi si fermò dietro di lui, sentiva il suo respiro sul collo e questo gli causava un piacevole solletichio "Quello." rispose indicando proprio il pianoforte, a Jimin brillavano gli occhi. Quando era più piccolo prese qualche lezione di pianoforte, ma le abbandonò presto per dedicarsi completamente alla danza. Una scelta di cui un po' si pentì, aveva sempre voluto saper suonare bene uno strumento.

Yoongi si muoveva lentamente, sembrava anche un po' teso. Andò a sedersi sullo sgabello a due posti davanti il pianoforte e fece segno a Jimin di sedersi accanto a lui.

"Tutto bene, hyung?" gli chiese quest'ultimo, vedendo le mani dell'altro tremare leggermente.

Yoongi annuì e iniziò a pigiare i tasti del pianoforte. I suoi movimenti erano talmente fluidi che Jimin quasi stentava a credere che le mani grandi e possenti di Yoongi potessero risultare così delicate ed eleganti mentre suonava.

Era una melodia dolce, sembrava quasi una ninna nanna, e il ragazzo dai capelli rosa si trovò perso nei suoi ricordi. Era simile alle canzoni che sua madre era solita cantare per farlo addormentare quando era un bambino e un senso di calore gli invase il corpo. Ascoltava quella melodia ad occhi chiusi e attentamente, volendone assaporare ogni nota. Yoongi aveva davvero delle mani d'oro.

"Jimin?" lo chiamò.

Jimin aprì gli occhi di scatto, non si era accorto che Yoongi avesse smesso di suonare.

"E'...bellissima, Yoongi, davvero. Hai un talento incredibile, mi hai ricordato tante cose belle del mio passato." disse guardandolo negli occhi.

L'altro però non riusciva a reggere quello sguardo e così abbassò la testa, gli occhi fissi sulle sue mani perché quelli di Jimin erano talmente luminosi che sembravano un cielo pieno di stelle. Si trovò ad arrossire senza nemmeno accorgersene.

"Mi sento sempre a disagio se devo suonare per qualcuno." sospirò "Diciamo che quello che compongo lo tengo per me." ammise.

"Nessuno ha mai ascoltato qualcosa?" gli chiese incredulo.

"Solo i miei genitori e qualche parente, tra cui Jin." il suo sguardo era ancora rivolto verso il basso.

Jimin gli si avvicinò un po' di più e gli alzò il viso con una mano che gli andò ad accarezzare la guancia "Invece sbagli, sei bravissimo Yoongi. Dovresti far conoscere te stesso al mondo lì fuori, perché meriti! Hai una traccia di questa melodia? Vorrei iniziare subito a pensare ad una coreografia."

Yoongi rimase a bocca aperta, nessuno gli aveva mai detto queste cose e nessuno si dimostrava così interessato a qualcosa di suo. Allungò le braccia verso Jimin e lo abbracciò fortissimo "Grazie, Mimi." sussurrò, facendosi piccolo piccolo in quella stretta.

Jimin sorrise a quel dolce nomignolo, che solo a Taehyung era consentito usare, ma sentirselo dire da Yoongi lo rallegrò. Lo strinse ancora più forte "Esigo quella traccia." gli ricordò.

Yoongi annuì e gli disse che gliel'avrebbe inviata in serata, ma che in quel momento voleva solo riempire di baci quel ragazzo per cui si era preso una gran bella cotta.

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⏰ Ultimo aggiornamento: Jan 19, 2024 ⏰

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