Mo chi cazzo è questo?

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Sabato, 03.15

Fede stava già sul letto, almeno almeno da un'oretta, col petto in alto e le braccia libere sui fianchi. Guardava il soffitto al buio, illuminato fiocamente dal led lampeggiante del suo cellulare. Pensava fosse una pubblicità, una stronzata su Facebook di qualche amico scemo oppure il messaggio della buonanotte della mamma, che dormiva nella stanza accanto con uno sconosciuto e che non aveva mai il coraggio di bussargli alla sua porta, come tutte le mamme normali farebbero.

Fede si sentiva solo e annoiato. Non aveva nessuna voglia di guardare il cellulare, quindi decise di divertirsi con la luce. Con le mani, muoveva le ombre create dal led del cellulare, trasformandole in animali, dinosauri e tutto ciò che gli veniva in mente. In fondo, cazzeggiare con la luce era qualcosa che faceva da sempre, quando era piccolo e non aveva preoccupazioni o pensieri. In quel momento, l'ombra delle sue mani era l'unica cosa che gli facesse almeno un po' di compagnia; così tornava a fa il bambino, libero da ogni pensiero negativo. All'improvviso, lo schermo del cellulare si accese, illuminando per un attimo mezza stanza. Fede si tirò su, prese il cuscino e lo poggiò sullo schienale del letto. Poi si sedette, tirando su il busto, e afferrò il cellulare.

Tre notifiche.

Ah_Nadir ha iniziato a seguirti, la prima.

Videochiamata persa da Ah_Nadir, la seconda. Ah_Nadir vuole inviarti un messaggio, la terza.
"Mo chi cazzo è questo!?"

Fede lo disse ad alta voce, quasi come se volesse coprire il suo nervosismo. Si sentiva teso, ma allo stesso tempo era anche curioso ed emozionato. Non riusciva a capire perché sto Ah_Nadir volesse parlare con lui, eppure sentiva una strana eccitazione nell'aprire la richiesta. Non perse un solo secondo, come se la curiosità fosse troppo forte da sopportare, ma le sue mani erano un po' tremanti mentre si preparava a leggere il contenuto del messaggio.

"M'è partita la chiamata, scusa"

Nadir Ahmad, il misterioso Ah_Nadir per Instagram, era un ragazzo di Roma con origini arabe. A Federico sembrava di averlo visto da qualche parte, forse in giro per la città, ma non riusciva a ricordare esattamente quando oppure dove.

CENTROSESSANTATRE foto pubblicate su Instagram, quasi diecimila follower ed una media di cinquecento like per ciascuna foto. Si chiese cosa mai potesse volere da lui, un ragazzo apparentemente così popolare e con migliaia di seguaci. L'idea di essere al centro dell'attenzione di qualcuno che sembrava così distante dalla sua cerchia sociale lo lasciò confuso e leggermente inquieto, ma senz'altro eccitato.

I suo occhi erano chiaramente azzurri! Quanti arabi c'hanno gli occhi azzurri? Fede continuò a sfogliare le foto di Ah_Nadir, scrutando ogni dettaglio e cercando indizi che potessero rivelare il motivo di tutto ciò. L'ossessione per la privacy e il senso di vulnerabilità iniziarono a farsi strada nella mente di Federico, mentre cercava di decifrare il puzzle apparentemente insensato che stava affrontando. In quel momento, la stanza di Federico era pervasa da un silenzio rotto solo dal lieve ronzio che proveniva dal caricatore del suo cellulare. Sentiva una sorta di urgente bisogno di rispondere a quel messaggio, anche se non poteva ancora comprendere appieno le intenzioni del ragazzo.

"La smetti di guardare il mio profilo?"
"Cosa?"

Federico rispose con un tono frettoloso e agitato, sentendosi colto alla sprovvista, come se qualcuno avesse violato il suo spazio più intimo. Il pensiero di essere spiato lo faceva sentire inquieto e vulnerabile. Iniziò a scorrere rapidamente il profilo di Ah_Nadir, cercando di capire se avesse lasciato qualche traccia di essere stato lì a curiosare. Un like messo per sbaglio, un commento aggiunto distrattamente. Niente. Mentre navigava tra le sue foto, una sensazione di panico crescente gli bloccò il respiro. Era possibile che esistesse un'applicazione in grado di avvisarte se qualcuno passava troppo tempo a guardare il tuo profilo? Quella notizia lo terrorizzava. No, impossibile. Fede se lo ripeteva in continuazione, no, non è proprio possibile.

Nun mer ricordo che vordì essere umanoDove le storie prendono vita. Scoprilo ora