XLI.

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Hermione sentiva come se si fosse tolta un macigno dal petto.

Era riuscita nel suo intento, e non era stato nemmeno così difficile.

Prima di cadere nel circolo vizioso dell'autocompiacimento, il biondo decise che fosse meglio interromperla.

Dra: "Ora però....come sistemo il casino che ho combinato?"
Her: "Nulla di più semplice.
Vai da lui, gli chiedi di poter parlare, gli dici che ti dispiace e che ne sei innamorato... e poi lo baci. Fine."
Affermò, con sguardo fiero e braccia incrociate, ad affermare la serietà contenuta nelle sue parole.

Dra: "MA-... COL CAZZO CHE GLIELO DICO! TU SEI MATTA GRANGER!"

La riccia rise di gusto.
Beh, almeno ci aveva provato.
Her: "Ma come no?
Che scusa credi di potergli propinare?
Guarda che, a Harry, non piacciono le bugie!"
Dra: "Ma poi lo bacio dove?!
No, no stammi a sentire: tu leggi troppe Fanfiction!
Tra l'altro, ti sei dimenticata di come il salvatore del mondo magico non sia gay!"
Her: "Oh, suvvia Malfoy, non essere così sciocco..."
-Avresti dovuto osservarlo meglio al 4°anno, ma immagino che entrambi foste distratti da Diggory allo stesso modo.- Pensò la ragazza, prima di soffermarsi su un altro dettaglio.
Her: "Aspetta, come sai cosa sono le fanfiction?"
Dra: "Non è una cosa che ti riguarda." Disse, incrociando adesso lui le braccia al petto, e puntando il naso verso l'alto.

Her: "Ok, ok. Ma tornando a noi, la prima fase, fino alla parte dove ti scusi, non è opzionale. E guai a te se inventi bugie.
Mi raccomando Malfoy.
Harry c'è rimasto davvero male, e se vuoi provare ad aggiustare le cose, la sincerità è fondamentale."
Dra: "Argh! E va bene, ma niente confessione e niente bacio!"
Her: "Si sì, come ti pare!"

Dopo qualche minuto di silenzio, il biondo pose un'ultima domanda.

Dra: "Tu...sei davvero sicura che mi perdonerà, facendo così?"
Her: "Più che sicura."

In verità, Hermione, era sicura che il moro lo avrebbe perdonato anche se avesse solo iniziato a parlargli  di nuovo, come se nulla fosse mai successo.

Draco aveva Harry completamente tra le dita della mano, e non se ne rendeva minimamente conto.

Ma Harry era pur sempre il suo migliore amico, e Draco lo aveva ferito, quindi quella sarebbe stata la sua personalissima vendetta... e in ogni caso meglio non lasciargli troppa consapevolezza del suo potere.

Si avviò verso la porta, soddisfatta del proprio lavoro.
Dra: "Grazie, Granger. E sappi che....mi dispiace. Per ogni cosa.
Non vi meritavate nulla di ciò che vi ho fatto passare, a te specialmente.
È... da un po' che volevo dirtelo, ma non ne ho mai avuto il coraggio.
Beh, per quel che vale..."

La ragazza si girò di nuovo verso il ragazzo, sorridendo commossa e con le lacrime agli occhi.
E rispose con una singola parola.

Her: "Vale!" Prima di uscire e chiudere la porta di quella stanza.

Lasciato solo con sé stesso, il biondo tirò un sospiro di sollievo.

Aveva capito finalmente ciò che voleva, e sapeva come fare per ottenerlo.

Ovviamente, il chiedere scusa a Harry era una cosa a dirsi, e tutt'altra cosa a farsi.

Perché il ragazzo dagli occhi color giada era uscito, abbattuto e sconsolato, deciso a voler andare avanti e ad arrendersi, probabilmente per la prima volta nella sua vita.
E il biondo non ne aveva la minima idea.

Così come non aveva la minima idea di quando sarebbe tornato.

Fu per questo che, quando lo cercò per casa, non lo trovò.

All'inizio, si ricordò delle parole di Hermione, e decise di aspettare il suo ritorno in camera sua, così da poter raccogliere le idee ed il coraggio necessario per parlargli quando sarebbe tornato.

Ma i minuti passavano ed Harry non tornava.

Calò la sera, e anche le donne con il piccolo Teddy tornarono a casa.

Avevano portato il bambino in una passeggiata per i mercatini natalizi, ed avevano passato l'intero pomeriggio fuori.

Ma di Harry ancora nulla.

Draco iniziò a preoccuparsi.
E se gli fosse successo qualcosa? E se quei tizi che avevano trovato lui, e che lo avevano ridotto in fin di vita, avessero attaccato anche Harry?
No...non poteva pensare in quel modo.
-Harry è forte.
È il più forte!
E per di più è armato, lui ha la sua bacchetta con sé, non corre alcun pericolo.-
Si costrinse a pensare, invece.
Doveva avere fiducia.

Però...avrebbero potuto coglierlo di sorpresa...e poi, non poteva essere completamente sicuro che quei delinquenti non avessero anche lui nel mirino.

Per quanto ne sapeva Draco, potevano essere dei semplici teppisti in cerca di rogne, figli di una società che ancora faticava all'accettare che potesse esistere la redenzione...così come poteva esserci qualcosa di più articolato e pericoloso sotto.

Che stessero organizzando un colpo di stato per ribaltare il governo e far tornare il signore oscuro?

Se era così, allora Harry era decisamente in pericolo...

Se era così, poteva sicuramente essergli capitato di tutto.

Se era così-

Fortunatamente, nulla di tutto ciò si avverò.

Perché pochi istanti più tardi, il salvatore del mondo magico fece il suo ingresso, vivo e vegeto dalla porta di ingresso, con il naso rosso e una busta di cioccorane.

E Draco, mandando in fumo il suo piano di aspettarlo in camera, corse da lui, sollevato di vederlo sulle proprie gambe, e con niente di rotto.

Dra: "Harry! Ma dove diavolo eri finito?!"
Har: "D-Draco? Ma cos-"
And: "Oh Harry sei tornato, giusto in tempo. Kreacher ha preparato una cena coi fiocchi! Dato che da domani sarà via fin dopo le vacanze, ha deciso di viziarci per bene! "

Draco era corso da Harry senza pensarci.
Dopo averlo visto entrare con le guance arrossate dal freddo, ma soprattutto tutto intero, non aveva resistito al sollievo che stava provando.
Si era dunque lasciato distrarre via dai suoi pensieri complottisti, per assicurarsi che ciò che stava vedendo fosse reale.

Peccato non avesse calcolato, che Harry non era ancora capace di leggergli nel pensiero, e che quindi lui pensava ancora fosse arrabbiato.
Ed è per questo che rimase spiazzato, quando il moro, dopo essere stato chiamato per cenare, gli passò oltre, evitandolo, e senza degnarlo nemmeno di uno sguardo.

Questo lo congelò sul posto.

Nar: "Dray? Qualcosa non va?"

Faceva male. Terribilmente.
E lui, prima, aveva davvero pensato di poter vivere così?

Oh no...col cazzo che lo avrebbe fatto adesso.

Ricordò le parole della Granger.
-Her:"...Harry c'è rimasto davvero male, e se vuoi davvero aggiustare le cose, la sincerità è fondamentale."-

Sapeva sarebbe stato difficile, ma questa volta, non avrebbe lasciato che la paura e il dolore prendessero il sopravvento sulle sue azioni.

Lui sarebbe riuscito a riallacciare i rapporti con Harry...o almeno ci avrebbe provato in tutti modi.

Dra: "No...no, mamma. Arrivo."

Ma mentre si dirigeva in cucina, non potè che formulare una domanda nella sua testa.
-Ha fatto così male anche a lui?
L'ho fatto soffrire così per tutto questo tempo?
No...dopotutto, a differenza sua, io sono innamorato di lui...-

Raggiunse la tavola, sperando ancora di non avergli arrecato troppo dolore, e cercando di elaborare un piano affinché potesse essere perdonato.

La mia Epifania Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora