Quella notte la passai a rigirarmi nel letto, pentendomi amaramente di quello che avevo fatto a Wooyoung. Wooyoung Jung, il ragazzo che mi fissava ubriaco come se avesse voluto farmi sua, o farmi e basta. Avevo avuto paura che mi facesse del male, mi ero difesa, come una fuorilegge. Come una fuorilegge cresciuta da un gruppo di ragazzi selvaggi e non dalla sua famiglia.
Sentii dei passi dalle scale. Perché erano ancora interessati a me? Perché ci tenevano che rimanessi nutrita, idratata o qualunque cosa volevano, quando avevano tutti visto quello che avevo fatto ieri sera? Forse mi sto facendo troppe paranoie, un maschio non l'avrebbe mai pensato, mi dissi mentre mi avvolgevo nel lenzuolo del letto.
"Buongiorno," disse una voce subito dopo che la porta si aprì con uno scricchiolio che già da quello si capiva la muffa persistente che infestava la porta e in generale quasi tutta la cantina. Era una voce familiare, il problema era che l'altra sera era più acuta. No, non poteva essere... Perché era venuto? Perché non mi odiava?
"Wooyoung? Che cosa..." dissi, completamente scioccata quando riconobbi la voce. Sì, era proprio lui, il ragazzo che avevo tentato di picchiare l'altra sera perché non avevo saputo controllarmi. Mi sentivo tremendamente colpevole, e adesso che lui era qui con me, la sensazione era mille volte peggio.
"Sì, Jiselle. Volevo parlarti," rispose lui, si sedette sul letto e mi fece cenno di alzarmi e sedermi vicino a lui. Obbedii, era l'unica cosa che potevo fare per ottenere almeno in parte il suo perdono.
Lo fissai attentamente per cogliere ogni suo minimo movimento, cambio d'espressione o gesto che avrebbe potuto rivelarmi qualcosa. Ero abbastanza brava a leggere le persone, esattamente come i libri. Poi attesi che cominciasse il suo discorso in religioso silenzio, anche se non sapevo cosa aspettarmi da lui.
"Quindi, prima di tutto. Volevo dirti che anche se ero ubriaco ieri sera, intendevo veramente dirti che eri bellissima. Non pensare che te l'abbia detto perché ho bevuto" disse lui, e già con questo mi spiazzò. Cominciamo bene, mi dissi mentre mi avvicinavo progressivamente al ragazzo. Il suo calore mi attirava come se fossi stata una falena attratta dalla luce.
Lui mi prese sottobraccio ma non fece in tempo a dire un'altra frase che un altro ragazzo entrò dalla porta, evidentemente stava cercando il suo amico che stava dedicando del tempo che non credevo di poter meritare. Quando mi ripresi almeno leggermente dallo shock di Wooyoung, guardai l'altro.
Era Yeosang, che, ancora con i capelli abbastanza disordinati da come aveva probabilmente dormito, sporgeva la sua testa dalla porta della cantina. Quando ci vide così insieme, fece un sorrisetto storto ed entrò nella mia stanza a sua volta. Non riuscivo a smettere di chiedermi perché lo stavano facendo.
"Di che parlate di interessante?" domandò, più con fare canzonatorio che seriamente. Si vedeva chiaramente dalla sua faccia, forse non voleva neanche nasconderlo, che adorava vedermi assieme ad altri ragazzi, se non con lui. Quello peggiorò tutto nella mia testa, ma, fortunatamente per me, nessuno seppe dei pensieri che stavo formulando nella mia mente in quel momento, accanto a Wooyoung e a Yeosang.
Quest'ultimo si passò una mano tra i capelli, mettendoli a posto almeno un po'. Poi fece un gesto come per zittire l'altro ragazzo, che cominciò immediatamente a sentirsi a disagio, tolse il suo braccio dalle mie spalle con uno scatto, quasi come uno spasmo. Mi voltai verso di lui, sorpresa, ma non mi mossi.
"Abbiamo visto che sai sparare." Yeosang diede inizio ad una conversazione, che, per fortuna, distrasse sia me che Wooyoung. Annuii lentamente. "E anche molto bene," aggiunse dopo, facendomi diventare sia imbarazzata che lusingata. Non ricevevo molti complimenti, figuriamoci su come sparavo. Quasi nessuno mi aveva vista sparare, a parte quei ragazzi.
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JEALOUS BOYS
Fanfiction____________________________________ La sorella perduta di Lee Know, che faceva parte di una ricca famiglia sud coreana, viene rapita dagli otto ragazzi più temuti delle Strickland: gli Ateez. Si scoprono essere possessivi, gelosi e attaccati ai sol...