Nathan entrò in camera mia in pantaloncini e canottiera da basket. Ci stava molto meglio che Sean, senza dubbio. Le sue gambe erano lunghissime, dritte e muscolose anche se le braccia facevano un po' impressione, mi faceva un effetto strano vedere le vene appena al di sotto della pelle.
Mentre preparavo il quaderno, si sedette sulla scrivania.
Si dondolava da una parte all'altra, canticchiava qualcosa per conto suo e sorrideva.
Però, il suo viso si fece preoccupato dopo qualche minuto, quando si accorse che secchione mi spiegava filosofia in maniera noiosa. Le sue spalle si abbassarono un po', ma subito dopo riprese a sorridere «Mick, leggi qualche brano, invece di spiegare.»
Lui gettò gli occhi al soffitto sospirando. «Nate, siamo all'inizio.»
«Allora glielo dico io. Scricciolo devi sapere che~»
Un dito arrivò a chiudergli la bocca. «Shhh! Niente spoiler. Prometto che te lo leggo in greco, ma per favore, lasciami andare avanti.»
Stesi le braccia sopra la testa e mi stirai «Il greco è veramente una lingua strana» gli lanciai un'occhiata «A volte faccio fatica a credere che era una lingua vera.»
Nate alzò un paio di volte le sopracciglia «Vero? Sembra di vivere in un mondo magico.» Riprese a guardare secchione. Ogni tanto faceva smorfie strane, stringeva gli occhi e sospirava, batteva la matita sulla scrivania e appoggiava la guancia sul pugno chiuso col gomito appoggiato a un ginocchio. Guardava l'orologio e di nuovo Michael. A fine serata sembrava aver perso tutta la vitalità iniziale. Lo capivo perfettamente. Quella sera, 'Mick' non aveva fatto la trasformazione in Spider-Man. Era rimasto il solito, normale, noioso, secchione.
Ma in tutto quel tempo, Nate mi aiutò a prendere appunti.
Lo osservavo mentre con la biro lasciava, lento, delle lettere strane di fianco alle mie frasi. «Ma davvero esistono uomini che scrivevano così?»
«Perché tu non hai mai sentito come si pronuncia l'egiziano.» rispose lui senza staccare gli occhi dal foglio.
Eppure, non mi sembrava proprio il tipo che passava le giornate sui libri, da vedere fisicamente. «Ma tu studi con lui?»
«No. Al liceo non era obbligatorio saper leggere il greco, bastava sapere quello che volevano i professori, come quello che stai facendo tu.» Nate alzò lo sguardo e roteò la matita passandola da un dito all'altro come un giocoliere. «Ma Mick faceva una classe speciale, sapeva già leggere metà dell'epica greca, e anche libri scritti in latino, sapeva scrivere in greco, e me l'ha insegnato.»
«È stato lì che mi sono appassionato alle lingue antiche.» intervenne secchione.
Nate sorrise e gli brillarono gli occhi mentre indicava mio cugino. «Sai che una volta ha scritto una canzone pop col testo in greco?»
«Nate...» Il suo viso era diventato bianco di colpo, e stava in piedi rigido come una delle statue egiziane dei suoi libri.
Quella cosa mi colpì allo stomaco. Anche io lo avevo fatto, qualche giorno prima. La mia immaginazione corse veloce nel futuro e mi vidi con i capelli legati indietro, una frangetta anonima, gli occhiali e vestita come comandava la nonna, a fare la secchiona come Michael. Mi spinsi via dalla scrivania con le mani storcendo il naso e scuotendo la testa. L'immagine mi aveva mandato dei brividi di disgusto lungo la schiena.
Non diventerò mai così!
Alzai lo sguardo verso secchione. Avevo perso la pazienza, era troppo per i miei gusti. EL raccontava dei suoi dolori, delle sue sfide. Secchione mi aveva aiutata, ma di certo non aveva mai passato il dolore che avevo provato io. O EL. Non con Nathan vicino. «C'è qualcosa che non sai fare? O sei perfetto davvero? Sei un mostro.» non poteva essere senza difetti, e io non ci tenevo a diventare una noiosa secchiona.
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Pink Sapphire
General Fiction«Anche i tuoi regali devono avere dei nomi complicati. Lo zaffiro però è blu. L'ho visto nei libri». «È uno zaffiro speciale. Si trova solo in India. Invece di essere blu, è rosa. Ma è comunque uno zaffiro». I Simmons nascondono un segreto, e Juno s...