Mi ci volle un po' a riprendermi da tutta quella situazione e dal turbine di emozioni che provai. Quel fievole, sfuggente abbraccio mi era rimasto addosso e mi aveva trasmesso parte del dolore di Abigail. Mi era inoltre sembrato come se lei più di tutti sentisse il bisogno di un contatto e proprio per questo ci aveva provato, senza riuscirci appieno. C'erano ancora infinite ferite che le impedivano di vivere come desiderava, c'era ancora tanto sangue che sgorgava da esse, il dolore era troppo forte e i punti di sutura utilizzati forse non erano adatti alle sue ferite, forse non facevano altro che celare la reale gravità di quelle dell'anima.
Ogni volta che la guardavo, nonostante tenesse sempre una postura eretta e sicura, mi sembrava di vedere un apparente intero che in realtà aveva perso fin troppi pezzi, senza mai ritrovarli. Rattoppava i buchi ignorando il dolore o cercando di ingannarlo, senza capire quanto tutto ciò la stesse frantumando ancora di più. Aveva lo sguardo spento, bisognoso di conforto, che continuava a guardarsi intorno nella speranza di rivedere chi aveva portato luce nella sua vita dannata.
Ci misi un po' di tempo a decidermi a spegnere i pensieri e muovermi ma infine sospirai, uscii dal bagno, andai nella camera di Raegan e non provai stupore quando trovai Abigail proprio lì, seduta vicino al letto.«Ti ho preparato qualche fetta biscottata con marmellata. Spero ti piaccia l'albicocca.» disse non guardandomi nemmeno. Era un po' impacciata quando doveva mostrare affetto ma quel gesto era ben pensato e l'apprezzai davvero molto.
«L'adoro. Grazie.» la ringraziai sorridendo per poi sedermi ed iniziare a gustare le fette biscottate che aveva posato sul comodino.
Non avevo mangiato molto in quell'ultimo periodo e il mio stomaco non sembrò particolarmente felice di quel cambiamento, ma nonostante tutto raccolsi le mie forze e cercai di mangiare.«Quindi... com'è andata?» chiese Faith rompendo il silenzio che si era creato.
«Cosa succede quando sanguini e ti agiti in una vasca piena di squali affamati?» chiesi a Faith suscitando il suo interesse.
«Li attiri.» rispose giocherellando con la sua fasciatura.
Continuai a mangiare le fette biscottate e cercai in ogni modo di ignorare la nausea. Il mio corpo cercava in ogni modo di rifiutare quel cibo.«Raegan non può tenere le redini, al momento. Io... non sono particolarmente apprezzata all'interno del gruppo e Scarlett è ancora un punto interrogativo.» parlò Abigail senza mai staccare gli occhi dalla sua amica che ero certa vedesse più come una sorella.
«L'incontro è stato organizzato per trovare una risposta a quella domanda.» dissi storcendo il naso.
«Il punto di domanda ci ha protetto da attacchi più... diretti. Non potevano rischiare ma hanno attuato degli azzardi che li ha fatti sbagliare. Specialmente Daniel, lui... sembra particolarmente frettoloso e ha subito affermato di volere il libero accesso al porto, posizione decisamente utile quando si vogliono attuare piani poco... legali.» spiegò Abigail.
«Sapevi chi fosse Cecilia? Per quale motivo non l'ho mai vista nelle varie documentazioni? Avrei potuto reagire meglio se avessi saputo...»
«Non sei andata nel panico, non hai perso il controllo ed era una cosa che si aspettavano da te.» mi rispose posando i suoi occhi su di me. Sembrava quasi orgogliosa.
«Ah giusto, per loro sono una puttana bipolare e... una testa calda.» dissi provocando un verso quasi divertito da parte di Faith.
«Beh... a volte essere sottovalutati aiuta. Il primo appellativo spingerà qualcuno ad azzardare in quel senso e...»
«Cecilia ha già cercato di farlo. E sì, sapevo chi fosse. Quel giorno era al casinò perché voleva discutere d'affari con Raegan ma poi sei entrata in gioco tu e hai attirato l'attenzione di entrambe. Non si parla molto di lei perché fino ad ora non è mai stata un problema ma... non preoccuparti, abbiamo abbastanza materiale per farla esitare. Infatti, come hai notato, non ha amato i metodi di Daniel.»
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Stitches - May We Meet Again Sequel
RomanceATTENZIONE - Sequel di May We Meet Again. Nel tessuto fragile dell'animo umano, le ferite emotive si insinuano come spine velenose, lasciando segni indelebili che sfidano il tempo e la guarigione. Queste ferite interiori, come sottili lame affilate...