She is back

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«Allora sei veramente tu»

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«E se non fosse veramente lei?» mi parla Nanami con il suo solito tono calmo, quasi languido, mentre pulisce le lenti dei suoi occhiali

«Non lo so, non so cosa fare» mi guarda con un cenno degli occhi per poi rimettersi la montatura sul setto nasale; accavalla le gambe ancora una volta portando un braccio steso sullo schienale del divanetto del mio ufficio

«Vuoi correre da lei e dirgli che la morte di Toji per metà è colpa tua? Che non avrebbe mai dovuto lasciare il Giappone? O che sei semplicemente un codardo?» nella sua voce si noto una nota amara, anzi irritazione 

«No ricominciamo questo discorso. So di essere stato un codardo in passato, che non sono riuscito a proteggere uno dei miei più grandi amici e che ho perso la ragazza che amavo» mi getto le mani nei capelli frustato, tirandone qualche ciocca. Nanami mi guarda con un'espressione illeggibile 

«Al diavolo» si alza in piedi di scatto lanciando le braccia al vento, si dirige verso la porta, non mi guarda nemmeno «Vedi di non farla e fartela scappare di nuovo» detto questo sparisce dietro alla porta del mio studio chiusa con un tonfo sonoro. 

Mi getto a peso morto sulla sedia della scrivania, sospirando rumorosamente mentre mi strofino gli occhi dopo aver tolto la benda. 

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Guardo mia sorella ansante, che cerca di riprendere l'equilibrio dopo aver parato uno dei colpi. Continuo ad attaccarla, cercando di dargli modo di contro attaccare. Prova, è un colpo fiacco, si regge al suo bastone in legno; è ricoperta da sudore e gli tremano leggermente le braccia e le gambe per lo sforzo. 

«Senti è meglio che per oggi ci fermiamo» mi avvicino a lei e l'aiuto a sorreggersi 

«Ma io- voglio im-parare-» 

«Si come vuoi, ma il tuo corpo che tu lo voglia o no è sfinito e non ti conviene continuare» le dico mentre l'accompagno nella nostra stanza, non mi risponde; controllo se è svenuta ma prima di farlo mi parla con voce flebile 

«D'accordo» con quella vocina mi ricordò il miagolio di un gattino di poche settimane, sorrisi ma non aggiunsi altro fino quando non arrivammo in camera. 

Entrate in stanza, con quelle poche forze che si è ripresa, si trascina verso il letto per poi lasciarsi cadere sulle morbide coperte mentre mi siedo alla scrivania. 

«Sono stanca» aggiunge la bionda, il suono è ovattato dal materasso 

«Vatti a fare una bella doccia calda e fatti una bella dormita» le consiglio mentre controllo se qualcuno mi avesse chiamato. La vedo annuire con la coda dell'occhio, alche mi alzo e raccolgo il borsone precedentemente preparato per andare in palestra. 

«Io vado un po' in palestra se avessi bisogno chiamami. Quando torno ti porto la cena ok?»

Lei tira su un braccio e mi fa 'ok' con il pollice, così esco di camera con tutta la tranquillità che si possa desiderare. Entro nel salone comune dei dormitori, prima di girare l'angolo vedo spuntare la figura imponente di mio padre. 

' Ed io che pensavo che avrei dovuto girare mezzo mondo per trovarlo '

«Papà- richiamo la sua attenzione per poi avvicinarmi a lui e posargli la mano sinistra sulla sua spalla destra -Senti io vado un paio di ore in palestra» con la coda dell'occhio noto uno degli anziani «Oh mi scusi per la poca eduzione ma non l'avevo proprio notata, sono desolata ad avervi interrotto» mi poso la mano destra sul solco dei seni che spunta dal mio top sportivo e mi inchino mentre i lunghi capelli corvini mi cadono in avanti mentre mi sporgo, sento il corpo di mio padre irrigidirsi sotto la mano che ho poggiato su di lui. 

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⏰ Ultimo aggiornamento: Jan 19 ⏰

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Smoking with you ff | Satoru Gojo x readerDove le storie prendono vita. Scoprilo ora