"E' stato coraggioso da parte tua aprirti in questo modo". Jennifer annota un paio di righe sul taccuino che tiene in grembo.
"Sei ufficialmente diventata la psicologa di questa topaia". Lui sta sorridendo ma il viso della donna è così impassibile da smorzare il suo entusiasmo.
"Se posso essere d'aiuto a qualcuno allora si, lo farò senza oppormi"
"Eppure con me hai avuto bisogno di dire subito di no". L'uomo si sporge sulla sedia. Il forte odore di caffé si sposta immediatamente verso di lei in una folata.
"E' rischioso per tutti noi. I miei ricordi stanno lentamente riaffiorando e non è un caso che la mia sensibilità abbia iniziato a vacillare."
"Alcuni di noi forse non sono adatti per investigare troppo sul proprio passato"
"Tu sei tra quelli?"
Benjamin si alza e si tira su i calzoni. Ha sudato freddo durante la seduta e ora le gocce gli scendono lungo la schiena rigando la colonna vertebrale.
"No, figurati. A me non disturba sapere chi ero fuori di qui. Non sono nemmeno sicuro di provare senso di colpa"
Dovresti, pensa Jennifer.
Si trattiene dal dirlo.
Non lo ammetterà mai davanti a lui ma una persona in grado di raccontare di aver violentato bambini senza il minimo pentimento le mette paura.
"Questo è un bene. Il senso di colpa è come un macigno. Molti lo sopravvalutano perché credono che aiuti a far percepire la gravità di una situazione a chi compie un'azione ma è inutile."
"Vuoi anche dirmi che devo imparare a perdonare me stesso?"
Le labbra di Jennifer si tirano in un sorriso forzato.
"Questo va bene per la prossima seduta."
***
"Di nuovo da queste parte, signor Andrew? Come posso aiutarla questa volta?" scherza Alex quando il ragazzo mette piede all'interno della libreria.
"Hai pulito questo posto"
Lei alza le spalle. Non c'é molto altro da fare quando a occuparsi dei bisogni primari c'era già tanta altra gente.
"Ho pensato che ce ne fosse bisogno. Nessuno considera molto questa roba ad eccezione di me e te"
"Forse è il caso di farci una cultura, non credi?"
"Non credo che troveremo molta libertà di scelta qui dentro"
"Che intendi dire?" Andrew estrae un libro dalla mensola. Il vecchio e il mare.
"L'informazione è potere e chi ci ha messo qui non ci vuole dare la possibilità di uscire."
Il ragazzo ridacchia. "Ti aspettavi forse un manuale di sopravvivenza o una guida alla scalata delle pareti? Mi sa che siamo ancora troppo poco forniti per questo."
Alex gli fa una linguaccia.
"Possiamo semplicemente goderci la bellezza di questi libri"
"Si, e poi? Dovrai trovare altro da fare?"
"Potrei sempre dipingere l'intera città" Infila la penne tra i denti e inizia a mordicchiare l'estremità in plastica. Andy sporge la testa verso di lei oltre la pila di volumi che domina la scrivania.
"E' roba tua quella?"
Alex volta il disegno verso di lei, rifinendo a penna gli ultimi bordi.
"E' un drago"
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Sliver
Misteri / ThrillerLa ragazza si sveglia in una casa che non le appartiene. Ricorda solo il suo nome, Alex. Come lei altre ventisei persone sono nella stessa situazione. Sconosciuti, forse pazzi o maniaci o entrambe le cose. Non può fidarsi di nessuno tranne che di sé...
