Usai ogni attimo per perdermi nei suoi occhi, a cercare di conoscere le sue paure, a rincorrere quei mostri che non le permettevano di dormire, leggere quei pensieri e istinti che l'avevano spinta a cercarmi. Nel suo sguardo c'era terrore, esitazione, eppure sembrava mutare quando era concentrata su di me, come se provasse calma quando ero presente.
Abigail non parlò, si limitò a mordicchiare leggermente quelle labbra magnetiche, spingendomi a concentrarmi su di esse e a lottare con il mio desiderio di azzerare le distanze e baciarla.
Quello strano silenzio mi avvolse e dopo un po' cedetti un minimo ai miei desideri: con i pollici asciugai le sue lacrime, poi scesi leggermente con la mano destra e sfiorai il suo labbro inferiore con le mie dita, cosa che mi mozzò il fiato.«Hai le guance rosse.» mi fece notare facendomi solo sentire più calore.
«E gli occhi lucidi.» aggiunse, facendomi sospirare.
«E anche...»
«Abigail!» la richiamai. Chinai leggermente lo sguardo e per un attimo mi persi in ciò che quella camicia sbottonata mi lasciava intravedere.
Scesi con le mani e abbottonai un singolo bottone.«Mi stai distraendo.» dissi, cercando di giustificarmi.
«Anche David ti stava distraendo?» mi chiese, facendomi provare puro stupore. Si stava comportando in modo strano, diverso dal solito. Era sempre stata particolarmente sincera e senza filtri ma quella sera sembrava essere anche senza freni.
«David? No, direi proprio di no.» le risposi, facendola riflettere.
«Perché?» mi chiese. Ridacchiai leggermente quando mi fece quella domanda, poi giocherellai un po' con la sua camicia e infine raccolsi il coraggio necessario per guardarla dritta negli occhi.
«Perché non sei tu.» le risposi, senza esitare. Abigail mi guardò per un po' senza dire nulla ma infine sfoggiò un piccolo sorriso che mi fece fermare il battito.
Ci guardammo per un po', avvolte da quel silenzio che stava creando una strana intimità, così vicine da poter sentire l'una il respiro dell'altra, a pochi centimetri di distanza da ciò che avrebbe potuto cambiare tutto.«Non stai respirando bene.» disse, con la sua solita sincerità. Ridacchiai leggermente e annuii.
«Lo so bene, Abigail.» le risposi, cercando di raccogliere tutte le mie forze per evitare di guardare le sue labbra. Mi chiedevo che tipo di bacio le piacesse.
«Mi chiedevo...» iniziai a parlare, pronta a farle quella domanda, ma quando incontrai i suoi occhi mi sentii come se mi stessi sciogliendo sotto il suo sguardo.
«Questa stanza viene utilizzata da persone che vogliono stare... sole?» chiesi, completamente a caso.
«Intendi fare sesso?» chiese, senza alcun filtro, facendomi strozzare con la mia stessa saliva. Annuii ed evitai di guardarla in viso.
«No, questa stanza viene usata per conversazioni private. Se sei interessata ad altre stanze, non sono molto distanti, solo un paio di...»
«N... No, non so nemmeno perché te l'ho chiesto. In realtà stavo guardando la tua faccia, poi le tue labbra e allora... mi chiedevo se avessi un tipo di bacio che preferisci e...» in quel momento il cellulare iniziò a vibrare, così lo tirai fuori dalle autoreggenti e tremai tutta quando mi resi conto del fatto che avessi lo sguardo di Abigail addosso.
Cercai di ignorare quelle sensazioni, portai lo sguardo sullo schermo del cellulare e sudai freddo quando lessi il nome di David.«David? Che succede?» parlai, dopo aver aperto la chiamata. In quel momento Abigail incrociò le braccia al petto e alzò un sopracciglio.
«Sei ancora nel locale? Non ti vedo.» disse, preoccupato. Negli ultimi anni era stato decisamente più attento nei miei confronti ma quella sera sembrava particolarmente agitato.
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Stitches - May We Meet Again Sequel
RomanceATTENZIONE - Sequel di May We Meet Again. Nel tessuto fragile dell'animo umano, le ferite emotive si insinuano come spine velenose, lasciando segni indelebili che sfidano il tempo e la guarigione. Queste ferite interiori, come sottili lame affilate...