15} Buona luna

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«Stanotte... rimani con me,» disse, quasi senza pensarci, ma con una serietà che non poteva essere ignorata. La sua richiesta era priva di qualsiasi malizia, eppure portava con sé un peso che entrambi avvertirono immediatamente. Zoro non stava chiedendo la presenza di T/n per motivi superficiali o per qualche impulso fisico, ma perché, in quel momento, sentiva il bisogno di non essere solo. Voleva qualcuno accanto, qualcuno che potesse comprendere il caos che stava vivendo dentro di sé.

T/n rimase per un attimo in silenzio, sorpresa dalla sua richiesta. Conosceva Zoro abbastanza bene da sapere quanto fosse riservato e quanto odiasse mostrare qualsiasi forma di vulnerabilità. Il fatto che le stesse chiedendo di rimanere con lui indicava quanto fosse profonda la sua inquietudine, quanto avesse bisogno di qualcuno di cui fidarsi in quel momento.

«Va bene,» rispose lei con dolcezza, senza fare domande. Non c'era bisogno di ulteriori spiegazioni, né di giustificazioni. Sapeva che la cosa migliore che potesse fare era semplicemente essere lì, per lui, senza complicare ulteriormente la situazione.

Passarono alcuni minuti in silenzio, prima che Zoro aggiungesse, con un tono leggermente più insicuro, quasi in imbarazzo: «E... non prendere quelle pillole stanotte.» La sua richiesta era velata, ma carica di significato. Lui sapeva dell'abitudine di T/n di prendere quelle pillole per sopprimere certi sentimenti e emozioni. Anche se non aveva mai espresso apertamente il suo pensiero al riguardo, quella notte sentiva il bisogno di vedere T/n senza quelle barriere artificiali. Forse era egoistico da parte sua, ma desiderava che in quel momento lei fosse autentica, che non nascondesse nulla dietro l'effetto di quelle pillole.

T/n abbassò lo sguardo, riflettendo sulla sua richiesta. Le pillole erano diventate una sorta di protezione per lei, un modo per mantenere il controllo su ciò che sentiva, per evitare di lasciarsi travolgere da emozioni che temeva potessero complicare tutto. Tuttavia, guardando Zoro, vide nei suoi occhi una sincerità e una vulnerabilità che la colpirono profondamente. Non c'era nulla di malizioso nella sua richiesta, solo il desiderio di affrontare insieme quello che stavano provando, senza nascondersi più.

«Non le prenderò,» rispose infine, con un leggero sorriso. La decisione le costò, ma capì che era il momento di smettere di nascondersi, almeno per una notte.

Zoro annuì leggermente, visibilmente sollevato dalla sua risposta. «Grazie,» mormorò, e in quella semplice parola c'era tutto: la gratitudine per la fiducia che lei gli stava concedendo, la consapevolezza che stava chiedendo molto, e la rassicurazione che lui sarebbe stato lì, al suo fianco.

La notte si avvicinava rapidamente, e mentre il cielo si tingeva di sfumature viola e arancioni, i due decisero di spostarsi in un angolo più riparato del ponte, lontano dagli sguardi curiosi della ciurma. Nonostante l'atmosfera tesa, tra loro c'era una strana calma, un'intesa silenziosa che rendeva quel momento unico. T/n si sedette vicino a Zoro, appoggiando la schiena contro una delle pareti della nave, mentre lui si accoccolò accanto a lei, con lo sguardo rivolto verso il cielo stellato che cominciava a illuminarsi.

Per un po', rimasero semplicemente a osservare le stelle in silenzio, godendo della reciproca compagnia. Non c'era bisogno di riempire il vuoto con parole inutili; la loro presenza era sufficiente. Il rumore delle onde e il lieve scricchiolio del legno della nave erano gli unici suoni che accompagnavano quella scena, creando un'atmosfera quasi sospesa nel tempo.

Dopo qualche tempo, Zoro si mosse leggermente, girandosi verso T/n con un'espressione che rifletteva una certa indecisione. «Non so come affrontare tutto questo,» ammise infine. «Non sono abituato a dipendere da qualcuno, e non mi piace l'idea di sentirmi così... esposto. Ma con te è diverso. Con te non è solo questione di combattere fianco a fianco o fidarsi durante uno scontro. È qualcosa di più, qualcosa che non riesco ancora a capire.»

Quelle parole, per quanto semplici, furono sufficienti per far vacillare anche le difese di T/n. Era raro che Zoro si aprisse in quel modo, e lei sapeva che stava facendo uno sforzo enorme per riuscirci. Si sentì invasa da un mix di emozioni contrastanti: affetto, confusione, e una crescente consapevolezza che ciò che li legava stava superando i confini della semplice amicizia.

«Nemmeno io so cosa significhi,» rispose lei con sincerità, la voce più bassa e carica di emozione. «Ma non dobbiamo capirlo subito. Forse possiamo semplicemente lasciare che le cose vadano come devono andare, senza forzarci a dare un nome a tutto questo.»

Zoro annuì lentamente, come se stesse valutando le sue parole. «Giusto,» mormorò. «Non serve complicare tutto. Siamo già abbastanza incasinati così.» Il tono con cui lo disse era un misto di ironia e rassegnazione, ma nel profondo si sentiva sollevato. Forse aveva trovato una strada da percorrere, una strada meno spaventosa, perché condivisa.

Il tempo sembrava scorrere più lento quella notte, come se ogni secondo fosse prezioso e volesse essere gustato fino in fondo. Zoro e T/n rimasero fianco a fianco, sentendo il calore l'uno dell'altra, senza sentire il bisogno di parlare ulteriormente. In quel momento, non erano necessari discorsi complessi o rivelazioni drammatiche; bastava sapere che non erano soli in quel cammino incerto.

Ad un certo punto, Zoro si mosse impercettibilmente e, quasi con riluttanza, appoggiò una mano sulla spalla di T/n. Fu un gesto timido, quasi impacciato, ma allo stesso tempo incredibilmente significativo. Non c'era nulla di premeditato, solo l'istinto di avvicinarsi a qualcuno che, in quel momento, rappresentava la sua ancora di stabilità. T/n non disse nulla, ma rispose al gesto spostandosi un po' più vicino a lui, permettendo che il contatto diventasse più naturale.

Era un momento di perfetta quiete, un equilibrio fragile che entrambi temevano di rompere. Ma in quella semplicità, in quel piccolo gesto, c'era una promessa implicita: qualunque cosa sarebbe successa, l'avrebbero affrontata insieme, con la stessa determinazione che mettevano in ogni combattimento.

La notte avanzava, e l'oscurità avvolgeva la nave, ma la tensione che li aveva accompagnati per giorni sembrava lentamente dissolversi, sostituita da una calma nuova, una comprensione silenziosa che andava oltre le parole. Le stelle continuavano a brillare sopra di loro, testimoniando quel legame nascente, ancora fragile ma indubbiamente reale.

Con il passare delle ore, Zoro cominciò a sentirsi sempre più stanco, il peso delle emozioni finalmente lo portava verso una strana forma di serenità. Si ritrovò a chiudere gli occhi, il respiro che si faceva più profondo e regolare. T/n, sentendo il cambiamento, si girò leggermente verso di lui, osservandolo per un momento. Era raro vederlo così rilassato, così in pace. Un leggero sorriso affiorò sulle sue labbra mentre lo osservava cedere al sonno.

Anche lei si sentiva incredibilmente stanca, non solo fisicamente, ma mentalmente. Decise di non combattere contro il sonno e si lasciò andare, chiudendo gli occhi e permettendosi, per la prima volta dopo tanto tempo, di addormentarsi senza l'aiuto delle pillole. La sua mente era stranamente tranquilla, come se la presenza di Zoro fosse sufficiente a tenerla al sicuro da quegli incubi che l'avevano tormentata per tanto tempo.

Quella notte, mentre il mare cullava dolcemente la nave e il vento soffiava leggero, due anime complicate trovarono un momento di pace reciproca, un angolo di serenità nel caos delle loro vite. Non sapevano cosa il futuro riservasse loro, ma quella notte, almeno per un istante, poterono riposare sapendo di non essere soli.

E mentre il mondo attorno a loro continuava a girare, Zoro e T/n si persero nel sonno, fianco a fianco, uniti da un legame ancora indefinito, ma sempre più forte.

Memories    (ZoroxReader)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora