Il terzo giorno sembrava scomparsa. Sapevo che era in casa solo per il fatto che non era uscita di camera e di tanto in tanto arrivava dalla finestra un grido stonato, parole di canzoni che conoscevo bene.
Non avevamo parlato da quando era andata a letto la sera prima.
Chiusi il libro e mi alzai dalla sedia a sdraio, lanciai un'occhiata al balcone con la tenda tirata.
Devo parlarle?
Provavo disagio all'idea di affrontarla. Se mi avesse domandato il perché del raptus del pomeriggio prima, non avrei potuto rispondere.
Mi gettai di nuovo sulla sedia, evitando del tutto il problema. Si sarebbe cullata tra le note degli 'Y●EL●L' e forse sarebbe arrivata a pensare che il mio gesto era stato solo una follia. E lo era stato.
Quando tornai a guardare l'orologio era l'ora di pranzo; riposi il libro e mi diressi verso le scale. Almeno per mangiare, avrei dovuto affrontarla.
A metà scala un rumore familiare di freni di macchina, proveniente dall'esterno, bloccò la mia salita. Con un piede su un gradino e la mano che stringeva il corrimano, aspettai a orecchio teso i suoni successivi. Ci fu qualche secondo di silenzio seguito lo sbattere di una portiera.
Dalla curva della scala non potevo vedere la finestra della sala che dava sull'esterno, trattenni il respiro. Meno di un minuto dopo un familiare grido euforico e il rumore di frangersi d'acqua giunsero dal giardino. Mi portai la mano tra i capelli e buttai fuori l'aria trattenuta. «Nathan.»La porta della camera di fangirl si aprì con un botto e lei si affacciò sulla scala affannata, rossa in volto, indicando fuori col braccio teso. «C'è Nate fuori che fa il bagno! Nudo!» Stava saltellando come la sua amica Janine e aveva gli occhi fuori dalle orbite.
«Lo so. Per me non è una novità.»
«Ma è nudo!» protestò sottovoce continuando a sbracciarsi. «Nuota! E come ha fatto a entrare?»
Sbuffai.
È una fortuna che Sharon non ci sia, ci metterebbe al rogo come eretici, tranquillanti o meno.
«Lo so che è nudo» ripresi con calma, «Nate è un ottimo nuotatore e se ti interessa, anche un bravo scalatore di cancelli e di siepi.»
Scelsi di non dare spiegazioni sul fatto che il mio amico amava avvertire tutto di sé galleggiare mentre era in acqua.
Le voltai le spalle per andargli incontro ma la pressione delle dita di Juno sul gomito mi fermò.
«Ma ne stai parlando come se fosse normale!» Sussurrò.
Alzai la testa e la contemplai da dietro la spalla: aveva ancora la faccia arrossata.
«Con Nate è normale. Non solo, ti conviene evitare di stare vicino alla piscina quando c'è lui, perché è capace di tirarti dentro con i vestiti addosso. Tutti sono stati trascinati dentro da lui, prima o poi.»
Anche se casa nostra non è frequentata da molta gente.
Tornai sui miei passi. La sua mano si appoggiò furtiva sulla mia schiena e la sua testa fece capolino dal mio fianco.
«Accidenti sei rapida quando vuoi, fangirl.» Notai, caustico.
«Che cosa vuoi fargli?»
«Niente! Cosa vuoi che faccia? Piuttosto stai qui se non vuoi vederlo nudo.»
La lasciai indietro e scesi lungo le scale.
Nate era già in sala e si stava rimettendo le mutande sulle quali c'era scritto 'compagno di giochi'.
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Pink Sapphire
General Fiction«Anche i tuoi regali devono avere dei nomi complicati. Lo zaffiro però è blu. L'ho visto nei libri». «È uno zaffiro speciale. Si trova solo in India. Invece di essere blu, è rosa. Ma è comunque uno zaffiro». I Simmons nascondono un segreto, e Juno s...