Capitolo 15

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Dopo essere entrata in camera, mi chiudo in bagno per pensare a quanto successo. Mi lego i capelli in una coda disordinata e mi strucco, per poi infilarmi un pantalone della tuta largo e una canotta corta con una felpa a zip. Quando sono pronta per uscire, rimango un paio di secondi a guardarmi allo specchio. I miei occhi verdi sono lucidi dalle emozioni contrastanti provate poco fa, e vedere quanto somigliano a quelli di mio fratello e di mia madre non mi aiuta per niente. Mi levo con la manica della felpa una lacrima che rischia di uscire e esco dal bagno. Astoria sta rifacendo il suo letto e si gira un attimo per rimirarmi. Mi lancia uno sguardo torvo e si rigira.
"Lasciane un po' per noi comuni esseri umani" sussurra prima di spostare la gatta, che intralciava il rifacimento del letto, essendoci sdraiata sopra.
Inarco un sopracciglio incuriosita. "Come, scusa?"
Astoria mi guarda imbarazzata, come se si fosse appena resa conto di averlo detto ad alta voce. "Sei più bella di quando sei truccata, è ridicolo" borbotta guardando da un'altra parte, strappandomi un sorriso sincero.
Mi abbandono sul letto guardando il soffitto quando sento il pelo di Primula sfregare le mie caviglie, facendomi intendere che era salita sul letto. Alzo lo sguardo e le sorrido, gelosa della vita che conduce. Il massimo delle sue preoccupazioni sarà se mangiarsi le crocchette al topo o all'uccellino stasera. Magari li avessi anche io questi dilemmi.
Dopo mezz'ora, Astoria si alza dal suo letto e si abbandona sul mio, dove io sono rannicchiata sotto le coperte già da un pezzo. Ero sul punto di addormentarmi quando la sua voce squillante mi toglie ogni torpore.
"Forza Isa, non lasciare che i commenti di certi soggetti ti buttino giu. Andiamo a fare un giro" dice tendendo la sua mano verso di me speranzosa. Io mi faccio coraggio e mi alzo. Trenta secondi ed eravamo già fuori dalla porta.
"Aspetta" dico prima di chiudere totalmente la porta "E Hogsmeade? Non dovevamo andare a fare una gita questo pomeriggio?"
Astoria mi ha raccontato che all'inizio di ogni anno portano gli studenti a fare compere e ad ammirare la piccola cittadina di Hogsmeade, piena di maghi e a neanche un'ora da Hogwarts. Mi aveva raccontato che tipo di negozi potevo trovare e non vedevo l'ora di andare a Mielandia per provare dolcetti magici (si, ero cresciuta in un ambiente di magia ma non avevo mai visto l'ombra di un dolce) e ai Tre manici di Scopa con i miei amici.
"Ci andiamo verso sera, abbiamo ancora due orette libere prima di doverci iniziare a preparare" mi dice Astoria serena. "Dai, andiamo."
Mi ero portata un libro e la mia coperta perchè avevo tutta l'intenzione di rannicchiarmi in un posto caldo e leggere tutto il tempo, ma appena arrivata nella sala capii che sarebbe stato difficile. Un gruppetto di ragazze ci stava fissando e ridacchiando tra di loro, mentre molti altri studenti mi stavano guardando cercando di non dare nell'occhio, quasi fossero intimoriti da me dopo il comportamento di poco prima. Questo pensiero mi fece sorridere. Meglio così, meno gente mi avrebbe disturbato con le loro inutilità. A primo impatto potevo sembrare una stronza a cui non fregava nulla di nessuno, ma questo solo perchè con il tempo ero diventata estremamente brava a nascondere la me reale. Un tempo ero più morbida, ma la mia vita e gli avvenimenti accaduti mi avevano portato progressivamente a indurirmi, e mai sarei tornata indietro.
Mi abbandonai sull'unico divano libero, mi stesi la coperta addosso e mi concentrai nella lettura. Lo devo ammettere, avevo letto la trama del Ritratto di Dorian Gray e mi aveva incuriosito, quindi avevo preso proprio quel libro. Dopo neanche due minuti sento un gran vociferare e senza alzare la testa mi rendo conto che sono entrati i ragazzi, che si avvicinano verso il divano. Alzo lo sguardo appena, perché erano più rumorosi del solito, e molti studenti si erano ammutoliti quando erano entrati, il che era strano. Tutto ha un senso quando vedo Mattheo torreggiare in mezzo a loro, intento a parlare con Regulus e Draco. Sbarro gli occhi, rendendomi conto che il libro che sto leggendo me l'ha dato proprio lui. Non posso contare sull'aiuto di Astoria, già intenta a lanciare sguardi languidi a Blaise, che ricambia volentieri e sta iniziando ad avvicinarsi a lei. Sprofondo il più possibile dentro la mia copertina e cerco di nascondere la copertina del libro, poi mi rimetto a leggere. Mi alzo il cappuccio per far intendere a tutti che non ero in vena di parlare. I ragazzi però non sembrano aver colto il segnale, perchè Theodore sprofonda nel mio divano, seguito da Draco. Blaise era poco lontano avvinghiato ad Astoria. Non mi giro a guardare Regulus e Mattheo, ma riesco a percepire la loro presenza poco lontana da me, su due pouf verdi.
Mi rimetto a leggere, cercando di sembrare indisturbata, quando percepisco un braccio intorno alle mie spalle. Sgrano gli occhi girandomi di scatto, per vedere un Theodore sorridente che mi guardava.
"Ehi" mi disse continuando a sorridermi.
Il suo sorriso era così convinto che non avevo il coraggio di respingerlo, quindi gli sorrido a mia volta e rimango vicino a lui e riabbasso lo sguardo sul libro.
"Ti senti meglio?" mi dice dopo un po'.
Alzo lo sguardo, cercando di renderlo il più incoraggiante possibile. "Si, decisamente."
"Devi lasciarle stare certe persone, parlano senza pensare e feriscono le persone" dice mentre abbassa la voce.
Io abbasso lo sguardo e inizio a guardarmi le mani. "Certo, figurati se mi interessa di certi commenti" sussurro, ma lui non ci casca.
"Sono serio, è normale che ti abbiano ferito quelle frasi, e non è sempre negativo mostrarsi deboli" continua guardandomi negli occhi un po' troppo, facendo quasi cadere la mia maschera di orgoglio.
Apprezzo molto la sua preoccupazione, ma mi rende un po' troppo emotiva, quindi appoggio la testa allo schienale e lo guardo. "Grazie davvero, ma sto bene. Ora, vuoi stare qui o essere cacciato a malo modo? Perchè sappi che non sono così concessiva, di solito certe avances verrebbero cacciate in malo modo dalla sottoscritta."
Lui scoppia a ridere. "Certo, è una occasione che non mi perderei mai".
Gli sorrido e faccio per rimettermi finalmente a leggere, ma vedendo lo sguardo tagliente di Mattheo rispondo volentieri, alzando poi gli occhi al cielo e rimettendomi a leggere, ancora più accovacciata contro Theodore.
Dopo poco chiudo il libro, alzando lo sguardo verso gli altri, ancora intenti a parlare.
"Come ci andiamo a Hogsmeade?" chiedo io.
Mi risponde Blaise. "Andiamo con dei carri trainati da dei Thestral."
Lorenzo sospira. "Dai, stai scherzando? L'ultima volta che ero vicino a uno mi ha pestato i piedi quattro volte. Mi fanno troppa paura."
Draco ride divertito. "Già, che strano che qualcosa ti faccia paura"
Lor sorride e si gira dall'altra parte. "Dai smettila."
"I Thestral? Bellissimi! Ne avevo uno quando ero piccola, si chiamava Oswald" intervengo io, facendo raggelare tutti e alzare lo sguardo dritto nei miei occhi a Mattheo, provocandomi una sfilza di brividi lungo la spina dorsale. Interviene nel silenzio Regulus.
"...Bellissimi? Li puoi vedere?" chiede cupo.
Mi rabbuio immediatamente. Li posso vedere e questo non dovrebbe esser una novità per loro, visto che sanno di chi sono figlia, ma non sanno che ho anche altri motivi per poterli vedere. Ma questo non glielo dirò.
"Per ovvi motivi si li posso vedere, e non sapete cosa vi perdete" dico mettendomi sulla difensiva, e solo con quella risposta gli altri sembrano svegliarsi.
"Quindi Isa, sei ancora convinta di presentarti alle qualifiche per la squadra di Quidditch?" dice Blaise per alleggerire l'aria.
Mi metto dritta, solo per poi rendermi conto che Theodore aveva stretto la presa con fare difensivo, guardando gli altri con la mascella stretta. Mi ritrovo a sorridergli spontaneamente, cercando di tranquillizzarlo. Lui mi guarda, più sereno, e allenta la presa, senza però spostare il braccio.
"Certo che si, non saranno di sicuro una manciata di ragazzini a farmi cambiare idea" dico io cercando di provocarli.
"Mi sembra che abbiano una ragione più che valida per dire certe cose alle bambine, i ragazzini" dice Riddle. Gli altri si ammutoliscono, e io alzo lo sguardo pieno di astio verso di lui. Non mi dovrebbe neanche rivolgere la parola. La sua forse era solo una stupida provocazione, ma io non era in vena di scherzi con lui. Rispondo più duramente di quanto avevo previsto.
"Non pensavo fossi abbastanza sveglio per seguire una conversazione che non parli di farsi una tipa, ma penso tu abbia capito già che io faccio quel cazzo che mi pare. Tu e il tuo 'bambina' ve ne potete andare gentilmente a fanculo." dico io acida.
Lui si alza dal pouf e si avvicina. La tensione è alle stelle, riesco a percepirla nell'aria. Gli altri ci stanno guardando, ma non riesco a prestare attenzione alle loro espressioni facciali. Vedo solo la figura di Mattheo avvicinarsi pericolosamente a me. Ha un odore piacevole, purtroppo, a parte l'odore insopportabile di sigaretta. Noto solo adesso alcune cicatrici sulla sua faccia, più di una persona normale. I segni bianchi sul suo viso incorniciato dai ricci scuri si intersecano creando un'insieme caotico ma armonioso, che rende la sua faccia incredibilmente attraente.
"Non so se la reginetta di 'stocazzo si è mai sentita dire queste verità, ma il mondo non gira intorno a te, bambina" sibila a un centimetro dal mio naso, facendomi sussultare e tornare violentemente alla realtà. Continua a guardarmi ma percepisco solo a questa vicinanza che non è veramente arrabbiato. Riesco a vedere il dispiacere nel suo sguardo, ma faccio comunque finta di non sentire il suo "scusa" sussurrato così piano che solo io lo avrei potuto sentire. Di sicuro non mi faccio zittire da Mattheo Riddle.
Mi alzo a mia volta, facendolo indietreggiare e inarcare le sopracciglia concedendosi uno sguardo curioso. Gli punto il dito contro, più irritata che mai, e ricomincio a parlare.
"Sei tu il 'bambino' viziato, Riddle. Non ti puoi permettere di andare dalle persone e trattarle con questa superiorità. Cerchi di essere così stronzo solo per nascondere la dura verità: sei un senzapalle."
Lo sguardo di Mattheo cambia velocemente, le sue narici si aprono e chiudono velocemente e noto del nervosismo nel suo sguardo. Avanza velocemente verso di me. "Senti un po', tr-" ma non riesce a continuare il suo teatrino perché Theodore si alza di scatto e si mette tra noi due, dandomi le spalle ma mettendomi una mano sul braccio.
"Lasciala stare Mattheo, non mi sembra il caso di mettersi già nei casini. O sbaglio?" dice ostentando più coraggio di quanto possedeva.
Segue un piccolo momento di silenzio interrotto solo da Riddle che tira fuori una sigaretta dalla sua tasca  e se la accende mettendo una mano a conca davanti alla sigaretta. Una volta accesa prende un tiro e quando espira si mette a ridere silenziosamente.
"Non iniziamo l'anno così, Theodore. Penso che l'angelo qui presente si sappia difendere da sola. Deve solo capire il suo posto qua dentro" sputa il riccio, squadrandomi dall'alto al basso. Detto ciò, si allontana lentamente per uscire poi dalla sala comune.
Solo a quel punto mi rendo conto che avevo trattenuto il fiato per tutto quel tempo, così come tutte le altre persone della stanza. Alzo gli occhi al cielo. Come al solito avevamo dato spettacolo, e avevo dato ancora più materiale di cui parlare ai pettegoli.
Mi abbandono sul divano, seguita da Theodore che mi guarda preoccupata.
"Sei veramente un portento per creare dei casini Isa" dice lui sospirando e grattandosi la nuca.
Lascio andare una risata liberatoria e lo guardo sorridente. "Incute veramente meno paura di quanto pensa, Nott. Ti ringrazio veramente, ma non devi più prendere le mie difese. Posso affrontare queste cose con tutta la serenità del mondo."
Theodore mi guarda, decisamente più calmo di prima. Mi rivolge un piccolo sorriso che mi scalda il cuore. Era molto raro che qualcuno fosse genuinamente preoccupato per me, forse venire a Hogwarts era stata una buona idea dopotutto.
A tal proposito, Sento Astoria depositarsi sul divano, proprio accanto a me. Mi guarda con una faccia strana.
"Che c'è?" chiedo io divertita.
"Volevo da tanto un'amica così, sei come un regalo di natale anticipato" dice facendomi scoppiare a ridere e dimenticare per un attimo quanto accaduto.
"Penso che le persone qui non abbiano ancora capito che io faccio le cose come voglio, dove voglio e quando voglio. Questo è solo l'inizio, signori e signore." dico io, rivolgendole un occhiolino che la fa ridacchiare.
Tutte le chiacchere e le risate cessano quando entra nella stanza Piton, con il suo solito sguardo atono (dico sul serio, potrebbe farsela una risata ogni tanto, in particolare quando rischio di far esplodere l'aula). Quando regna il silenzio ci comunica che da li a un'ora saremmo usciti per la nostra uscita a Hogsmeade.

Not the Chosen One - La sorella nascostaDove le storie prendono vita. Scoprilo ora