𝐂𝐚𝐩𝐢𝐭𝐨𝐥𝐨 𝟕 - 𝐈 𝐂𝐚𝐯𝐚𝐥𝐢𝐞𝐫𝐢 𝐝𝐢 𝐕𝐚𝐥𝐩𝐮𝐫𝐠𝐚

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Lasciate che sia Tom Riddle a rendere drammatico il post mattutino. Harry non vedeva Edvige da diverse settimane e non si aspettava di vederla in quel momento, dato che nessuno che conosceva esisteva ancora, a parte la McGranitt e Silente. Quindi quando la sua bellissima civetta bianca come la neve era scesa in picchiata con gli altri gufi, non aveva potuto fare a meno di essere un po' scioccato. La lettera, si era scoperto, era del giovane Signore Oscuro.

A Harry J. Potter per conto dei Cavalieri di Valpurga

I Cavalieri di Valpurga? A quanto pareva la Cerchia Interna di Tom non si era sempre definita Mangiamorte.

Vai nel corridoio di sinistra del settimo piano stasera, allo scoccare delle sei. Ti incontrerò lì e ti farò entrare.

Voldemort.

P.S: Brucia questo biglietto non appena ne hai la possibilità.

In effetti, nessuno sapeva essere drammatico come Tom Riddle.

Ora Harry era seduto a gambe incrociate sul letto con un orologio evocato dell'Incantesimo Tempus e la bottiglietta di Felix Felicis, a aspettare fino all'ultimo momento, non volendo rischiare di sprecare gli effetti della Pozione.

Cinque e quarantacinque del pomeriggio.

Chiudendo l'orologio e facendolo sparire, Harry tolse il tappo, ne scolò il contenuto e poi, per sicurezza, fece sparire anche la bottiglietta.
Aveva quindici minuti per salire al settimo piano per incontrare Tom.
Se fosse partito ora, sarebbe stato sicuro di arrivare in tempo.

La cosa migliore da fare era ovviamente andare in cucina e rubare una bottiglia di Whiskey Infuocato, o forse più di una.

Qualcosa gli diceva che a Tom non sarebbe importato che lui fosse un po' in ritardo o che il predecessore di Gazza, fortunatamente senza una versione degli anni quaranta di Mrs. Purr, non si sarebbe preoccupato che lui fosse nuovamente fuori per l'ora del coprifuoco.
Dopo essersi fatto strada fino all'ala dei Tassorosso e aver fatto il solletico alla pera, Harry andò in cucina e si ritrovò presto in ginocchio, con gli Elfi Domestici.

Le minuscole creature squillanti lo avevano immediatamente assalito, con i grandi occhi spalancati e le orecchie da pipistrello che sbattevano leggermente mentre si erano precipitati verso di lui. Vederli lo fece sorridere e allo stesso tempo strofinarsi il braccio rotto dal Bolide.

"Buongiorno, signore. Cosa possiamo portarle?"

"Un paio di bottiglie di Whisky Infuocati, se li avete."

"Ne teniamo un po' al Castello, sì signore, ma è solo per gli insegnanti, signore. Non è maggiorenne?"

"Io? No. Ma alcuni degli altri sì."

Almeno così pensava.

"Che cos'è un po' di ribellione ogni tanto se non un bene per te? O così dico io, soprattutto quando è fatta con intenzioni come le mie."

"Quali sono le sue intenzioni, signore?" intervenne un altro degli Elfi Domestici, incuriosito.

"Niente di problematico."

Beh, forse la sua vittima designata la penserebbe diversamente.

"Ho un amico che ha davvero bisogno di rilassarsi ogni tanto, tutto qui. Riddle ha davvero bisogno di sfogarsi di tanto in tanto e pensavo che un bicchiere o due lo avrebbero aiutato a farlo."

"Il signor Riddle, signore?" squittì eccitato il primo Elfo Domestico, iniziando a giocare le mani. "Conosciamo il signor Riddle, signore e pensiamo che lei abbia ragione su di lui."

𝐏𝐫𝐚𝐞𝐜𝐥𝐚𝐫𝐮𝐬 𝐀𝐧𝐠𝐮𝐢𝐬Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora