Forse la coppia su cui ho deciso di scrivere questa storia non è tra le più in voga del momento......ma se Charlotte Magne lasciasse la sua città Natale e si trasferisse a New Orleans incontrando un conduttore radio che la ospita a casa sua? Questo...
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"A che stai pensando...cherì?" L'unica cosa che la mia mente riuscì a captare in tutta quella confusione in testa era la voce di Al, profonda e decisa, dannatamente seducente e passionale. Riportai la testa in avanti accorgendomi che Alastor era nella mia stessa condizione; cercava di contenersi nella ricerca del suo piacere ma con scarsi risultati. Cercai di ritornare lucida nonostante sapessi che la domanda di Al fosse sarcastica.
...A cosa sto pensando?...
Fissai il cuscino del letto matrimoniale su cui eravamo e ancora una volta mi feci quella domanda. A cosa sto pensando? Se mi avesse chiesto che cosa stavo cercando di fare in quel momento, o cosa avevo fatto oggi a lavoro, o semplicemente che ore erano avrei risposto con molta facilità, ma a che cosa stavo pensando non lo sapevo nemmeno io. Senza una motivazione mi partirono davanti tutti i momenti miei e di Al che avevamo avuto fino a quel momento belli e brutti.
"E siamo a due"
"Cosa..."
"La volte in cui ti ho baciata stanotte"
Le parole di Alator mi fecero tornare alla mente tutto quello che era successo quella stessa notte. L'essermi svegliata con le labbra umide, in quel momento fu tutto più chiaro. Cominciai a pensare a quanto fossi stata stupida per tutto quel tempo. Alastor provava davvero quello che provavo anche io per lui e me lo aveva dimostrato, due volte. Tutto quel tempo che avevo perso quando avrei potuto dirglielo prima mi arrivò al cuore come un senso di colpa che non riuscivo a giustificarmi "Quindi? A cosa pensi?" Non cambiò il tono della voce, ma rafforzò la presa nel mio interno coscia, mi trattenni del gemere per rispondergli con tutte le forze che avevo in corpo "A quanto ci abbiamo messo" "Per cosa?" "Per questo-Ah!" Ansimai riportando la testa all' indietro per poi accorgermi che Alastor era arrivato fino a toccare il clitoride. Sentivo lo stimolo dalla mia parte bassa aumentare sempre di più come se prima o poi uscisse qualcosa. Non fu abbastanza perché subito dopo mentre stavo per dire qualcosa ad Alastor sentii qualcosa che si rialzava sotto di me "Argh...Maledizione!" Vidi Alastor affondare ancora di più la faccia contro il mio petto lamentandosi.
"Non c'è la faccio..." disse allontanandosi solo dopo essermi fatta spostare dalla posizione in cui eravamo che notai l'erezione che gli cresceva sotto il tessuto dei pantaloni. I pensieri nella mia mente non erano intenzionati al farmi metabolizzare cosa stesse succedendo in quel momento, l'unica cosa che riuscì a fare in tutto quel trambusto fu solo chiudere gli occhi e lasciarmi spostare e muovere dalle mani calde di Alastor. Mi sentii sbattere sulla superficie del letto tra i rumori di vestiti che cadevano sul pavimento, prima la cintura, poi i pantaloni e le scarpe. Aprii gli occhi per l'ennesima volta e davanti a me c'era la figura di Alastor con indosso solo la biancheria.
...Che sta facendo? Vuole..non-potrebbe...
Cominciò a girovagare per la stanza in cerca di un comodino su cui poggiare gli occhiali, se si trattava di stare senza occhiali era certo che Alastor non sapeva dove mettere mani, teneva sempre gli occhiali e per un periodo cominciai a pensare che li tenesse anche quando dormiva. In quel trambusto continuavo a sentire il bisogno di ciò che non mi sarei mai aspettata di sentire. Volevo che facesse ciò che voleva anche lui, volevo che mi abbracciasse, che mi stringesse, volevo che mi riempisse...volevo il suo corpo, volevo lui. E per un momento fui tentata di chiamarlo, pregarlo di avvicinarsi e...
Tutto ciò non fu necessario perché pochi secondi dopo Alastor si fiondò con tutto il suo peso sul letto avvicinandosi sempre di più a me, lo guardai con occhi spalancati nonostante fosse la cosa che desiderassi di più, come se fossi sorpresa da ciò. Mi prese per la vita con forza avvicinandomi a lui. Un amano calda mi entrò nella biancheria levandomela definitivamente e facendomi provare un leggero brivido di freddo. L'uno su l'altra, tra gemiti e ansimi sapevamo da quanto aspettavamo quel momento; che finalmente si stava accadendo. Senza accorgermi Alastor mi levò anche l'ultimo indumento che vietava ancora il nostro contatto che fu reso possibile dopo questo. Le coperte che diventavano ancora più aggrovigliate e umide dall'umidità creata nella stanza e dalle corde dense e lunghe di sperma che uscivano dai genitali di Al. Me lo sentivo ovunque a dosso: tra le mani, sul torace, mi colava dalle gambe, persino tra i capelli unti e già bagnati dal sudore.
Sotto di lui con le gambe aperte dove affondava la lingua nella mia intimità mi sentivo così piccola più del solito. Ma in un modo diverso, era piacevole e soddisfacente. Volevo che quel momento non finisse più e che durasse per tutta la notte forse per giorni o anni chissà. Più lui affondava se stesso dentro i miei buchi e più io ansimavo dal piacere parallelo con il dolore.
"Non- c'è la faccio"
"Devi farlo cherì"
"No...è troppo-ah! Grande non-Al!"
"Io invece ci sto comodissimo" Agli ansimi che risuonavano numerosi nell'aria si aggiungevano i movimenti delle assi del letto che sembrava quasi per cedere, cercai di resistere il più possibile ma l'evidente tremore delle gambe non aiutò parecchio. Percepii lo spostamento da parte di Alastor lasciando la mia parte bassa priva di un riempimento, che provocò un mio ennesimo gemito "Aspettami qui" lo guardai con incredulità. Non sarei scappata neanche col pensiero volevo solo stargli stretta "Non andrei da nessuna parte..." queste furono le ultime parole che dissi prima di addormentarmi pesantemente.