CAPITOLO 26

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Logan

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Logan

12 ore prima.

«Shh, non fare rumore» bisbiglia Nic. Si sporge oltre la mia spalla con qualche difficolta e a me viene da ridere perché siamo chiusi nel mio bagno e lo scroscio dell'acqua copre ogni altro suono.

Nessuno potrebbe sentirci, ma la sua espressione timida è così carina che non dico niente. Sorrido e basta.

Le alzo il mento con le dita e la bacio ancora, mentre l'acqua calda della doccia scorre su di noi come una cascata. La treccia rossa è attorcigliata attorno alla spalla di Nic. Sembra un serpente. È magnifica e sensuale. Una specie di Dea con la pelle di porcellana e le labbra rosse come ciliegie succose.

Non so come ho fatto a non notarlo finora ma ho intenzione di recuperare il tempo perso a partire da adesso.

Mi chino a baciarle il collo. Il sapore di Nic è irresistibile. Scatena dentro di me una guerra di emozioni e desideri che non ho mai provato. Dolcezza e passione. Innocenza e lussuria. Non so da che parte cominciare.

Voglio dare e prendere tutto quello che non ho mai preteso con nessuna. Baci, abbracci e appuntamenti, ma anche sesso, sesso, sesso.

Voglio scoparla, ma fare anche l'amore.

Voglio dormire con lei, stringerla e consolarla, ma anche tenerla su di me con la bocca incollata a ogni centimetro del mio corpo.

Voglio sentirla ridere dopo l'orgasmo, ma anche urlare il mio nome.

Cristo, voglio ogni cosa.

«Mi fai impazzire, Nic. Sei un sogno.» Mi giro di schiena al soffione per proteggerla dall'acqua che le schiaffeggia il viso.

Lei mi sorride, mi abbraccia, bacia il centro dei pettorali e scende giù. Lecca gli addominali, si inginocchia davanti a me. Sembra piccolissima vista dall'alto, mentre afferra delicata il pene ormai completamente eretto.

«Non l'ho mai fatto, prima. Non so se ne sono capace.» Morde le labbra insicura, ma è così bella mentre gli occhioni azzurri mi scrutano dal basso, che penso che qualunque cosa mi farà sarà meglio di ogni altra abbia mai sperimentato. «Cosa devo fare?» Mi masturba gentile e io mi sento già pronto a esploderle in mano. «Vuoi che...»

Annuisco. «Prendilo in bocca» dico roco e lei prima mi guarda timida, poi sorride maliziosa.

Si avvicina tenendo gli occhi fissi nei miei e io penso che verrò da un momento all'altro perché il suo sguardo mi sta scopando senza che il corpo mi tocchi, ma poi la lingua sfiora l'erezione, le labbra inghiottono la punta e io...

«Alza il culo!»

La voce di mio padre si intrufola nella mia testa, mi sveglia anche se non ne ho voglia e l'aria fredda che impatta sul mio torace disintegra il sogno in un secondo.

FINO ALLA RIVA - Per sempre insiemeDove le storie prendono vita. Scoprilo ora