Capitolo trentatre.

92 6 0
                                    

'Jonathan?'
'Ehi, ciao Keziah'
'Stai bene?' Chiedo preoccupata
'Si certo, perché non dovrei?' Dice cercando di sembrare disinvolto
'Mmh, non saprei. Pensavo di vederti in camera al mio risveglio, sei tipo scappato' dopo la lunga e pesante serata di ieri al mio risveglio pensavo di trovarlo stravaccato sul letto della stanza degli ospiti ma quando vado lì vedo un letto vuoto e fatto di tutto punto, ammetto di esserci rimasta male

'Si scusa, avevo da fare'
'Alle cinque del mattino?' Chiedo stupita
'Mi hanno chiamato' e anche se è dall' altra parte del telefono riesco a percepire la sua alzata di spalle
'Ce l'hai con me?' Chiedo dopo qualche attimo di silenzio
'No Keziah no, non ce l' avrò mai con te' dice e sembra veramente sincero
'Mi dispiace per ieri'
'A me dovrebbe dispiacere, tu sei stata fantastica, io avrò detto qualcosa di talmente stupido ed imbarazzante per quanto ubriaco ero' dice tra le risate
'Dico per Liam' dico e c'è qualche secondo di silenzio sosseguito da dei rumori di sottofondo
'Non ti preoccupare Keziah, ma ora scusami, devo andare'
'Oh okay, ci vediamo domani a lavoro'
'Si si, ciao' dice frettoloso e chiude la chiamata.

La giornata prosegue tranquilla con l'arrivo di Nicole e la visita di Ellona che mi dice quanto le manca Ed e io le racconto cosa ha fatto Liam la sera prima e lei non crede alle sue orecchie, anche io non volevo crederci quando l'ho visto ma era così.

Dire che Liam mi manca è un eufemismo ma per via del mio orgoglio non riesco a scrivergli o a rispondere ai suoi molteplici messaggi che dicono quanto gli manco, quanto mi ama e quanto è dispiaciuto per quello che è successo. Sono appena entrata al negozio che ricevo l'ennesimo messaggio da Liam che chiede dopo una settimana dell'incidente al Red se mi può accompagnare a casa sperando in una mia possibile affermazione che però non arriva perché non rispondo, sospiro mettendo via il cellulare

'Ciao bellissima" mi saluta Emily
'Ehi' dico semplicemente
'Anche oggi niente Jonathan?' Chiedo guardandomi in torno
'Sua sorella è di nuovo in ospedale, povera ragazza sta veramente male e lui è l'unico che può prendersi cura di lei veramente'
'Sorella?' Chiedo confusa
'Si, Jeneth'
'Perché in ospedale?'
'È malata di cancro al cervello da ormai tre anni, non te ne ha mai parlato?' Chiede guardandomi seria
'No, mai' dico perplessa
'Strano...'
'Dici che posso andare a trovare Jeneth in ospedale dopo il turno?' Chiedo
'Si, certo che puoi' mi sorride.

'Scusi, mi può indicare la dipendente più gnocca?' Chiede qualcuno dietro alle mie spalle, mi giro per vedere la faccia di questo infame e con mia grande sorpresa vedo Niall che inizia a ridere come un idiota
'Dovevi vedere la tua faccia da 'chi cazzo è questo?!' Si tiene lo stomaco da quanto ride
'Ah ah, molto divertente Niall. Che ci fai qua?'
'Volevo venire a trovarti' dice alzando le spalle
'Ti ha mandato Liam?'
Pronunciare il suo nome mi da una sensazione di vuoto
'Diciamo di si' dice più serio
'Capisco' dico iniziando a muovermi nel reparto C
'Keziah, é preoccupato per te, non rispondi ai messaggi, alle chiamate, vuole sapere almeno se stai bene' dice facendomi fermare nei miei passi
'Mi hai vista, no? Puoi dirgli che sto bene' dico ricominciando a camminare
'Non fare la difficile, lui ti ama'
'Cosa pensi Niall?! Che io non lo ami più del mio respiro? Potrei morire per lui, dannazione' alzo un pò il volume di voce ma poi ricordo di essere a lavoro e mi guardo in giro per vedere se ho attirato l'attenzione di qualcuno ma fortunatamente sono tutti avvolti dai loro pensieri

'Ha fatto e detto cose che mi fanno ferita ma la sto superando, quando mi passa lo chiamo, okay?' Dico più tranquilla
'Va bene, Keziah. Ehm, prendo questo' dice prendendo un cd a caso, andiamo alla cassa e gli faccio il conto
'Niall!' Lo chiamo
'Si?'
'Lui sta bene?' Chiedo
'Non del tutto' dice prima di uscire dal negozio.

Finisco il mio turno, aiuto a sistemare, saluto i ragazzi ed esco dal negozio, vado nel parcheggio a cercare la mia macchina ma dopo cinque minuti buoni ricordo che Ellona mi ha accompagnato a lavoro e quindi niente macchina

Someone like you || Liam Payne.Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora