CAPITOLO 7 Nonostante tutto - Prima parte

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Annabelle

"La vuoi la cazzo di verità? Mi hai fottuto alla grande, tanto che l'unica cosa che voglio è essere tuo!"

Ho dovuto chiedere una pausa al giudice che non ha avuto particolari problemi a rimandare le poche sedute della mattinata. Non ero in grado di entrare in aula. Mi sono fermata in bagno e l'unica cosa che riesco a fare è piangere come una disperata.

Questo è quel genere di pianto che ti fa dimenticare ogni lacrima precedente, questo è quello dirompente e incontrollabile. Non riesco a reggermi in piedi e sono costretta a rimanere accovacciata.

"Annabelle?" La porta si apre lentamente, ma non appena mi vede a terra, Lucas si sporge subito per prendermi, stringendomi a sé. Non sapevo chi altro chiamare. "Va tutto bene, sono qui. Che cosa è successo eh?"

"Io... Io... Ho... Gli ho detto... delle co-se... orri-bi-li..." confesso e lui mi solleva di peso, per farmi sedere sui lavandini.

"Ok, andiamo per gradi. Per prima cosa respira." Inspira ed espira per permettermi di seguirlo. "Perfetto, bravissima, continua a respirare."

"Lucas, io..."

"Ora dimmi cosa è successo, si può risolvere tutto. Racconta."

"Ero... Arrabbiata, volevo capire perché. E gli ho vomitato addosso tutto e lui... Lui non lo so. Non lo so, mi è sembrato a pezzi, ma non lo so... Non riesco a capire, a leggerlo... Non riesco a fidarmi di me stessa e faccio cose orribili. Io... Ho detto cose orribili."

Un paio di persona entrano nel bagno delle donne e Lucas le caccia via in modo nervoso.

"Ok, ora torna a respirare piano." Mette due dita sul collo e guarda l'orologio, contando i battiti. "Sono alti, Annabelle, andrà tutto bene. La possiamo risolvere, sai?"

"Non so cosa fare!"

Sì che lo so.

"Sì che lo sai. Hai paura, solo questo." dice sicuro, come se mi leggesse dentro. "James è con lui, penso che la procura abbia disertato l'aula oggi."

"Perché James è con..." Lui mi guarda dritto negli occhi con una serietà disarmante e ci leggo la sincerità. "Sta ma-le davvero?"

Lucas annuisce lievemente. "Annabelle, ascolta il mio consiglio: dagli la possibilità di parlarti e lo capirai. Marcus Kane è tante cose, ma ho avuto l'impressione che tu avessi sbloccato in lui qualcosa che l'ha fatto evolvere."

"Come un pokemon." sdrammatizzo e lui sorride, pizzicandomi la guancia. "Sto malissimo."

"Lo so." bisbiglia e mi asciuga le lacrime. "Sei un panda. Sistemati un attimo e poi andiamo."

"Dove?" domando subito. "Nel pomeriggio devo essere di nuovo qui."

"La risolviamo ora, Annabelle. Chiamo James e mi metto d'accordo per farvi incontrare." Scuoto la testa per dire di no, terrorizzata all'idea di rivederlo. "Ah, così dici a me di essere coraggioso e poi tu te la svigni a gambe levate? Ma te lo scordi, cocca. Andiamo."

"Dimmelo." gli dico. "Dimmi perché parteggiate tutti per lui? Perché siete convinti che ci sia qualcosa di più? Perché, nonostante tutto, mi spingi ad andare?"

Lucas sospira. "Perché mi spingi verso Maria? Perché spingi Maria a essere indulgente con me? Perché intercedi quando faccio stronzate?"

"Perché voi vi amate e non ve lo dite." sussurro e lui annuisce.

"Indovina un po' chi è nella nostra stessa situazione?" domanda scherzoso, sistemandomi i capelli. "Stai male perché non riesci a fidarti, soprattutto di te stessa, ma devi capire che certe emozioni, certe reazioni, non possono essere finte. Lui che non riesce a dormire nel suo stesso appartamento, tu che scappi nel vostro luogo dei sogni, lui che ti insegue sapendo di non avere tante speranze, tu che lo rifiuti ma che stai male allo stesso modo. Dacci un taglio e accetta la parte di te che, nonostante il tradimento, ama ancora Marcus. Non sei stupida o debole, se lo ammetti."

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