CAPITOLO 17 Perdersi

27.7K 1.1K 17
                                    

Annabelle

In macchina, Marcus non ha detto una parola. Mi ha tenuto la mano per tutto il tempo, lasciandola solo quando doveva scendere per rientrare in casa.

Sento l'agitazione scorrermi nelle vene, sostituendo il sangue. Ho il cuore che batte a mille per ciò che sta per succedere e lui lo sa, in qualche modo riesce sempre a capirmi.

Chiude la porta di casa a chiave e si appoggia su di essa, rimanendo fermo a guardarmi. La casa è ancora quasi al buio, c'è solo la lampada in sala a fare atmosfera. Accarezza il dorso della mano, che ormai è suo ostaggio, con il pollice. Riconosco quel genere di tocco, quel richiamo: è lo stesso di quando mi ha baciato sotto la pioggia la prima volta.

Faccio un passo come quella sera e lui ne fa uno per venirmi incontro, staccandosi dalla porta. Faccia a faccia, sono costretta ad alzare la testa per mantenere il contatto visivo e ne approfitta, mettendo la mano libera sul mio collo. Fa un altro passo e inspira profondamente, mettendo la mano che aveva intrappolato sul suo petto.

Abbandono la borsa che cade a terra, producendo un suono forte, mentre lui fa scorrere il cappotto pesante sulle mie braccia, lasciandolo cadere. Faccio lo stesso con il suo giubbino e stringo il suo maglione per tenerlo più vicino. Posa la mano sul mio addome e indietreggio, saltando il cappotto, senza mai staccare gli occhi dai suoi. Mi lascio prendere in braccio e mi ritrovo seduta sul tavolo poco dopo. Snoda le stringhe degli stivaletti e li scalcio, quando non sono più allacciati, così come lui fa così con le scarpe.

Inizia il nostro rituale, quello che quando lui prende qualcosa di mio, io faccio altrettanto, fino a riempire il pavimento di abiti sparsi disordinatamente. L'ultimo indumento rimasto a entrambi è il nostro intimo. Mi bacia il collo e inclino la testa per dargli facile accesso, mentre gli stringo le braccia tra le mani. Boccheggio alla ricerca di ossigeno, lo stesso che lui ruba a ogni contatto, chiudendo gli occhi in estasi. 

Lo faccio indietreggiare e gli prendo la mano, andando verso la camera. Lo obbligo a sedersi sul letto, gli salgo a cavalcioni e gli prendo il viso tra le mani. Bacio lievemente le sue labbra morbidi, finendo per portare le dita nei suoi capelli scomposti, mentre mi stringe con forza tra le sue braccia. Mi graffia la schiena, slaccia il reggiseno e lo aiuto a disfarsene, lasciando che lo lanci nella stanza senza interrompere il contatto delle labbra.

Avidi cerchiamo l'altro, mai sazi completamente, seguendo il ritmo incalzante dei nostri cuori che non smettono di battere forte in un cassa toracica, a volte, troppo stretta.

Mi muovo su di lui provocante e, accoglie questo gesto, avvicinandomi ancora di più. Vengo buttata sul letto senza nemmeno rendermene conto: un secondo prima sono su di lui, quello dopo la schiena è sul materasso e Marcus è sopra di me.

Solleva una delle mie gambe per farsi spazio e si sistema in mezzo, continuando a baciarmi la pelle ormai bollente. Ansimo non riuscendo a trattenere nessun verso e questo lo carica di più, lo eccita tanto da essere più deciso.

Lascio che faccia di me ciò che vuole.

Mi lascio andare completamente tra le sue braccia, al suo tocco e alle sue labbra. La punta della lingua inizia un percorso sui miei seni che mi offusca la mente, non permettendomi più di fare pensieri razionali. È come essere stati in pausa fino a ora, come se il mondo avesse smesso di girare fino a questo particolare momento, ritrovandoci a riprendere il ritmo senza averlo mai interrotto davvero. Tra di noi c'è come un filo che ci lega anche a distanza, uno che ci impedisce davvero di essere separati e sono certa che lo senta anche lui questo vincolo.

Non capisco bene cosa fa fino a quando la luce sul comodino non si accende. Seppur fioca, la luce mi fa sbattere le palpebre per qualche secondo, il tempo di abituarmi. Resta sospeso su di me, come di solito io faccio con lui, godendomi il panorama del suo viso proprio sopra il mio. Le sue mani sono all'altezza delle mie spalle e le braccia ben tese evidenziano molto bene le fasce di muscoli. Provo a toccargli il viso, ma prende tra le sue le mie mani, una alla volta, bloccandomi.

Ti appartengo Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora