CAPITOLO 19 Il buon nome sopra ogni cosa

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Annabelle 

Il capannone dove lavora Loid Vanish non sembra avere particolare importanza tanto meritare di avere della sorveglianza. Sembra abbandonato, non c'è nessun oggetto, nessuna merce al suo interno che possa giustificare questo controllo. 

Ruby lancia un'occhiata a Conrad prima di scendere dalla macchina, per poi rivolgersi verso di me, sospirando. Appena Lucas e Michael hanno saputo che mi sarei aggiunta anch'io a questa fase dell'indagine, non erano particolarmente felici di vedermi esposta in questo modo, particolare che ha messo in allarme anche Marcus e James. Secondo questi ultimi, non era necessaria la mia presenza, in quanto il ruolo della procura non è quello di ricercare prove, ma solo di presentarle in aula. Marcus, soprattutto, è fortemente contrario a questa escursione: di sera tardi, in un capannone quasi abbandonato e deserto; la sua fantasia ha galoppato lontano. 

"Avvocato Morgan, non si allontani mai da noi. Non resti da sola e non provi a fare niente che possa compromettere la sua sicurezza." Questo discorso mi fa drizzare ogni pelo del braccio. "Ci siamo intese?"

Ora comincio a preoccuparmi, visto che è la stessa Ruby a infondermi insicurezza. 

"Perché siete tutti così preoccupati?" chiedo confusa. "Cosa potremmo trovare qui? Topi? Scarafaggi?"

"Spaccio di droga." mi corregge Conrad. "Questo capannone si trova a metà strada tra due gang rivali di New York, sospettiamo che possa essere una sorta di luogo neutro dove le bande si incontrano. Ecco perché il proprietario ha optato per una sorveglianza costante del posto."

Ah. Ecco perché erano tutti preoccupati. Meglio non dirlo a Marcus. 

"Sembra che sia tranquillo da quando è stata instaurata la vigilanza, ma non è il caso di abbassare la guardia." conclude la sua partener, aprendo la portiera, seguita da Conrad e da me. Apre il portabagagli della macchina e mi chiede con un gesto della mano di togliere il giubbotto pesante. "Prenda questo, per ogni evenienza."

Mi porge un giubbotto anti proiettili e, in secondo, mi pento di aver detto di sì a cuor leggero a questa visita. Devo avere una faccia strana visto che Conrad ride un po' divertito nell'osservarmi. Mi toglie il giubbotto dalle mani e apre gli strap, indicandomi come tenere le braccia per infilarlo. Con decisione, tira i lacci affinché il giubbotto anti proiettili sia perfettamente aderente alla mia figura, schiacciandomi leggermente il seno in questa operazione. Lo osservo concentrato nell'allacciare ogni strap, fino a battere le mani sulle mie spalle, sorridendomi spavaldo. 

Cerco Ruby rimasta poco lontano, impegnata a mandare un messaggio radio alla centrale, avvertendoli della nostra posizione attuale, come da prassi. 

"Ora è perfetto." conclude Conrad, smuovendo il ciuffo di capelli color fuoco. "Questa è solo una precauzione, sei un civile in questo momento."

"Grazie." Una domanda continua a balenare nella mia mente, dopo aver saputo del rischio di questa missione notturna. "Sapevi la situazione quando mi hai chiesto se volessi aggregarmi?"

"Sì, lo sapevo, ma non sembri il genere di donna che si fa spaventare da queste cose." risponde e mi aiuta a infilare la giacca, in modo che non rimanga incastrato negli strap del giubbotto. "E poi ci siamo noi a proteggerti in ogni caso. Non ti preoccupare, Ruby è eccessivamente in allarme per qualsiasi cosa, ma non succederà nulla stasera, se non avere le risposte che vogliamo."

Non è diverso dal giro di pattuglia che Marcus ha fatto la settimana scorsa con Lucas e Michael.  

"La centrale ha voluto che mantenessi le comunicazione aperte per ogni evenienza. "spiega Ruby, tornando da noi, mentre il suo partner accende la sua radio, connettendola alla stessa frequenza. "Niente colpi di testa, Conrad. Hai già fatto l'eroe una volta, ora basta."

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