Annabelle
Oggi è il giorno della testimonianza di Sally. L'abbiamo preparata alle possibili domande della difesa, ma quando si è alla sbarra, non si è mai preparati abbastanza a ciò che avverrà.
Ruby resta al suo fianco e Conrad prova a smorzare la tensione con una delle sue battute sciocche, ma Sally è troppo nervosa: si sposta continuamente i capelli dietro l'orecchio per poi liberarli e fare di nuovo la stessa cosa. Batte il piede nervosamente sul pavimento, stringe i pugni nervosamente e prova ad ascoltare i discorsi dei detective, ma la vedo che è distratta.
"Qualsiasi cosa sia successa, non dimenticare mai quanto sei forte..."
Le parole di Marcus continuano a risuonare nella mente, alternate al discorso con Melanie.
Raggiungo Sally, facendo cenno ai detective di lasciarci un attimo. Ruby trascina via Conrad quasi con la forza, tanto che lui si lamenta del colpo al braccio che ha preso. Poso la mano sulla gamba traballante di Sally che si limita a sospirare agitata. Si morde il labbro e distoglie lo sguardo altrove, come se avesse paura di affrontarmi.
"Potrei dirti che non sarà così difficile." bisbiglio e lei, lentamente, si volta verso di me. "Ma mentirei. Sarà dura e proveranno a farti passare per la colpevole, però voglio che resti concentrata su un solo pensiero: è lui quello dalla parte del torto, è lui quello che deve sentirsi in colpa, non tu. Nonostante sarà dura, spero che alla fine non ti pentirai di oggi."
"Mi farà a pezzi, vero?" chiede timidamente e mi limito ad annuire. "Sarò un disastro, non saprò gestire le emozioni e farò stupidate, come andare a pranzo con lui credendo davvero che volesse dare una spiegazione umana a ciò che avesse fatto. La verità è che non so che cosa ho fatto, non credevo nemmeno che quella fosse violenza... Sono così stupida. Credevo di essermela cercata, essendoci uscita volontariamente."
"C'è questa malsana convinzione, dettata dalla nostra stessa società malata, che una donna deve sempre prevedere ogni cosa, ogni possibile scenario e in caso le succedesse qualcosa, la colpa è solo sua, per non essere stata abbastanza intelligente da capire la situazione."
Sally si sentiva così in colpa e si vergognava talmente tanto da non riuscire nemmeno a comprendere la violenza subita. Forse era la sua stessa mente che stava provando a proteggerla e quando l'amica l'ha messa davanti alla realtà tutto il castello che aveva creato è andato distrutto.
"Te lo ripeterò ancora mille volte, Sally: non è stata colpa tua e tu non sei stupida. Hai subito un trauma e non sapevi come affrontarlo." Le stringo la mano e le sorrido. "Sei abbastanza forte da affrontarlo e dire la tua versione della storia. L'importante è solo questo: che tu possa parlare e che tu sia libera di farlo. Non permettere a nessuno di zittirti."
Lei ascolta attentamente ogni mia parola. "Grazie, avvocato Morgan."
"Un'altra cosa: quando sarai in difficoltà, guardami. Cercami sempre e mi troverai."
Ci alziamo non appena veniamo chiamati in aula per l'arrivo del giudice. Erik Kane e Fallen sono già seduti dalla loro parte, mentre Sally aspetta fuori. Ruby resta con lei, mentre Conrad entra con me. Prendo un respiro profondo, sedendomi al mio posto. Erik Kane mi rivolge un'occhiata ambigua, mi fissa fino al momento in cui non mi fermo. Mi chiedo a cosa stia pensando per guardarmi in questo modo, ma la cosa mi mette i brividi. Ancora faccio fatica a credere che abbia dato vita a Marcus, uno degli uomini più premurosi e gentili che abbia mai conosciuto.
"Spacca tutto, mi raccomando." Sento sussurrare dal ragazzo dai capelli rossi dietro di me e, anche se non lo vedo, lo sento che si sta sporgendo. "Fagli il culo a quello stronzo!"
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Ti appartengo
Romance#2 della Kane Series Quando ti innamori per la prima volta, può capitare che qualcosa vada storto. Annabelle, dopo la delusione per Marcus, ha imparato la lezione e deve ricomporre i pezzi di sé per ritrovare il suo equilibrio. Ma il giovane e sedu...