CAPITOLO 26 La famiglia

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Annabelle

La Vigilia di Natale.

Da noi era l'occasione di riunire tutta la famiglia per una grande cena che si sarebbe conclusa con giochi da tavola e film a tema per ogni età.

Con la scomparsa di Elisabeth le cose sono cambiate notevolmente e la morte dei nonni non ha aiutato a far rinascere lo spirito delle feste. Negli ultimi anni eravamo solo noi tre seduti a questo grande tavolo vuoto, a scambiarci regali che già sapevamo quali fossero, a ricordare le persone che non c'erano più.

Mamma aveva smesso persino di fare i suoi grandi addobbi, diceva che non aveva più grande interesse visto che non c'era mai nessuno ad apprezzarli e lo so che per lei è stato doloroso.

Il Natale era la sua festa preferita, come lo era per Elisabeth.

Vederla ora, sorridente e indaffarata nella preparazione della cena della Vigilia con le altre ragazze, dopo aver decorato tutta la casa e aver fatto un enorme albero pieno zeppo di luci e palline colorate, mi riempie il cuore di gioia. Lauren saltella al ritmo di musica rock natalizia, mentre Maria canta con mamma tenendo in mano il mestolo. Persino una donna mite e tranquilla come Maria, sembra diversa in questo contesto. Lucas e Michael hanno fatto fatica a riconoscerla a volte, tanto che il primo si è ritrovato spesso a fissarla sbigottito per certe frasi o comportamenti.

È l'effetto Lauren, dice Jason. La pazzia che ti colpisce e ti stravolge, ma anche mamma non è da meno in quanto follia.

Così come mamma è seguita dalle donne del gruppo, papà è tampinato dagli uomini che non lo lasciano solo nemmeno per un secondo.

Si sono rintanati nel suo studio a casa per discutere di casi, tra poliziotti e procuratori, un modo per conoscersi più velocemente, ha detto. Mi ha sorpreso Marcus che non ha avuto il minimo tentennamento nel seguirlo. La cosa mi ha sollevato parecchio visto quanto era agitato: non dormiva bene da giorni, ma ieri notte, dopo la chiacchierata con mio padre a tu per tu, è crollato in un sonno profondo.

In questo periodo si fa prendere troppo dall'ansia.

Mentre tutti sono divisi, non so nemmeno come abbia fatto a ritrovarmi qui, davanti alla porta della mia vecchia camera, quella che condividevo con Beth.

Sono anni che non ci entro, non ho mai avuto il desiderio di rimetterci piede, timorosa di quello che sarebbe potuto succedere, ma forse stare lontana da New Orleans per un po' e il caso Blake, ha fatto rinascere in me quella voglia di riconnettermi con lei.

Eppure tentenno.

Resto con una mano sulla maniglia senza abbassarla, mentre l'altra impegnata a tenere la porta senza spingerla.

"Dovresti proprio leggerlo questo libro. Sono certa che ti piacerebbe..."

La voce di Beth mi fa scattare con la testa e mi manda in affanno, come se non riuscissi più a respirare correttamente. Serro gli occhi, cercando di non immaginarla lì, accanto a me.

"Che ne dici di cambiare il colore della stanza? Non lo vorresti più chiaro?"

La sua risata riecheggia nel corridoio e riapro gli occhi nel sentirla così vicina, come se fosse accanto a me.

"Ti va di uscire? Dai, andiamo a dar fastidio a Lauren!"

Non appena ho rimesso piede in questa casa, ho risentito la sua presenza, come se mi stesse dando il bentornata a casa e la cosa mi ha scosso e non rassicurato. Papà deve aver notato il mio cambio di umore, seppur lieve, motivo per cui ieri ha spinto mamma a voler uscire da qui a ogni costo.

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