Annabelle
"E poi, ha continuato a parlarmi, come se fosse ancora qui, come se non... L'avessi uccisa."
Il tormento del senso di colpa è una di quelle emozioni che ti logorano l'anima, la peggiore di tutte. Marcus è un uomo adulto, grande e grosso, sicuro di sé, eppure davanti a me, ora, c'è il ragazzo giovane e spaventato, ancora immaturo sui sentimenti e su cosa dovrebbe provare. Lo si capisce dal modo in cui mi guarda, così timoroso dei miei pensieri da camminare in punta di piedi nel parlare per paura che possa dire qualcosa che lo mandi in frantumi tra le mie mani.
Scelgo la strada del silenzio, ma gli faccio capire che sono ancora qui, stringendogli la mano.
"Avevo una partita, una stupidissima partita, non c'era nemmeno nulla di particolare, ma lei è sempre venuta a ogni incontro per non farmi mancare il suo sostegno." inizia a raccontare e smette di guardarmi come se non riuscisse a sostenere i miei occhi. "Ma quella sera mio padre le ha chiesto di andare a un evento insieme, uno di quelli che lo hanno reso la persona che oggi e, come sempre, lei non ha detto di no. Io ero così arrabbiato, perché nonostante la trattasse da cani, nonostante tutta la sofferenza, lei sceglieva sempre lui e la cosa mi ha... Fatto diventare cattivo. Quando non l'ho vista quella sera, all'intervallo, l'ho chiamata furibondo, le ho detto cose orribili... Le ho detto che la odiavo per come si faceva trattare, per aver preferito lui a me e... Le ho messo giù il telefono, urlandole che non vedevo l'ora di andare all'università per non vederla più."
Sta tremando, il suo corpo è continuamente scosso da brividi. Allontana la mia mano e si alza per mettere distanza e non so cosa fare: non so se concedergliela o se non staccarmi da lui.
"Lei ha preso la macchina di mio padre e ha attraversato la città a folle velocità. Ha preso una curva troppo forte e la macchina si è ribaltata e... Ci ha messo mezz'ora a morire, da sola e con le mie parole nella testa, mentre io giocavo una partita del cazzo di cui nemmeno mi importava."
Si appoggia al muro e il suo respiro diventa sempre più pesante, così forte da essere rumoroso. Mi spaventa.
"Sono uno stronzo, una persona orribile per quello che ho fatto. La sua morte è solo colpa mia, è solo per quello che ha preso la macchina quella sera: se non l'avessi chiamata, se non le avessi detto niente, a quest'ora sarebbe ancora viva. E mi vergogno per quello che ho fatto, tanto che avevo paura a parlarti, a dirti quale testa di cazzo fossi. Io... Non posso."
All'improvviso, proprio mentre stavo per andargli ad accarezzare la schiena, si volta di scatto ed esce dal bagno alla velocità della luce. Lo seguo e noto che si sta vestendo in fretta e furia. La situazione mi sta sfuggendo di mano, devo fare qualcosa.
"Marcus..." Provo a fermarlo, ma non mi guarda e continua a spostarsi non appena provo a prenderlo. "Calmati, ehi, non scappare così!"
"Per tutti questi anni ho dato la colpa a mio padre, ma non è vero. Sono stato io, la colpa è mia e..." Si ferma ancora a continua a scuotere la testa. "Devo andare via. Ora."
"Non devi proprio fare niente." Lo placco da dietro e mi aggrappo a lui per impedirgli di fare un passo, ma è più furbo e mi lascia andare sul letto in modo che non mi faccia male. "Marcus Kane, fermati subito!"
Corro alla porta d'ingresso, riuscendo a passare per miracolo, mettendomi davanti per impedirgli di uscire. Allargo le braccia e, in affanno per la lotta, lo fisso un po' scioccata da questo cambio di atteggiamento. Lui, come una preda in trappola, comincia a girare per la sala, andando anche in cucina, come se non riuscisse a stare fermo e stesse valutando le opzioni.
Non riesco a dirgli niente, ma non è per il motivo che crede lui. È così pesante il fardello che si porta nel cuore che vorrei strapparglielo via per permettergli di stare meglio.
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Ti appartengo
Romance#2 della Kane Series Quando ti innamori per la prima volta, può capitare che qualcosa vada storto. Annabelle, dopo la delusione per Marcus, ha imparato la lezione e deve ricomporre i pezzi di sé per ritrovare il suo equilibrio. Ma il giovane e sedu...