ALLIE'S POV
Zayn emette una sottospecie di grugnito quando gli premo sullo zigomo rotto del cotone impregnato nell'acqua ossigenata. Ho chiamato Liam giusto alcuni minuti fa, gli ho raccontato brevemente cos'era successo senza spiegare però nei minimi dettagli.. sono stata felice di sentirlo dire che aveva trovato Niall e che era a casa, almeno lui sta bene, ho pensato.
"s-scusa.." mormoro picchiettando sulla ferita aperta di Zayn.
"non è colpa tua"
Zayn si morde l'interno guancia cercando di trattenersi.
"no, è colpa mia invece.. è sempre colpa mia, se non fosse stato per me non sarebbe successo niente di tutto questo" sento il magone schiacciarmi il petto e un irrefrenabile senso di colpa nei confronti di Zayn e preoccupazione verso Harry, dov'è adesso? Anche lui era ferito.. non sarei dovuta andarmene, io..
"Allie.." Zayn mi prende il viso in lacrime tra le mani, sono fredde e un lungo brivido mi sale su per la schiena
"non è colpa tua. Harry è una persona complicata, è uno stronzo lasciatelo dire e non devi essere tu a fartelo pesare. Non devi star male per una persona come lui, non merita neanche la metà delle lacrime che stai versando in questo momento"
"non sto piangendo per lui.."
"ne sei sicura?"
"io.. sto piangendo perché hai la faccia gonfia, sei pieno di sangue, ho praticamente lasciato che ti picchiasse e ho rovinato la serata di tutti quanti. È per questo che sto piangendo.." mormoro e un singhiozzo mi esce dalla gola. Non voglio che Zayn mi veda piangere, in questi mesi le mie lacrime sono state beneficio esclusivo di Harry e in un modo o nell'altro, non voglio che sia nessun altro a doverci fare i conti.
"non hai rovinato la serata a nessuno, o non a me almeno, mi basta anche solo essere qui con te" preme una mano sulla mia guancia ma, a differenza di prima, adesso non ci trovo più nulla di dolce. Mi scosto all'indietro allontanandomi un po'
"non.."
"ho capito" dice in fretta e tira un lungo sospiro passandosi la mano tra i capelli neri, poi lo vedo scuotere la testa in modo strano aggrottando la fronte "sai" incalza,all'improvviso "non riesco davvero a capire il modo in cui sei legata a lui" dice, con tono di disprezzo
"cosa stai dicendo?"
"lo sai.. lo sai benissimo, ed è una cosa che non comprendo e probabilmente non lo farò mai. Io sono qui, adesso, per te. ma tu stai ancora pensando a lui, pensi sempre a lui, anche quando non dovresti, anche dopo una notte come quella di oggi.. lo vedo il modo in cui ti guarda, sai, e subito ho cercato di non pensarci, credevo che lasciandolo fare avresti capito che tipo di persona è, che avresti voluto allontanarti da lui, che ti saresti resa conto di che sbaglio comprende per te. E l'hai visto, cosa ha fatto stasera, l'hai visto il modo in cui ti tratta, l'hai sentito sulla tua stessa pelle. Hai visto che persona orribile è, di cosa è capace, di come rende gli altri delle fottute nullità.. l'hai dannatamente visto All-..."
"Zayn, basta, ti prego..." mi sento tremare mentre una lacrima mi riga il volto, non voglio più ascoltarlo..
"l'hai dannatamente visto ma sei ancora qui, a pensare a lui, a sentirti in colpa, per lui. A distruggerti, per lui. Sei qui a sprecare lacrime, per lui. Ed è una cosa che non accetto, perché meriti più di così Allie"
"ti prego.."
"meriti qualcuno che ti faccia ridere, non piangere. Qualcuno che ci sia per te nel momento del bisogno, che ti ascolti, che ti supporti. Meriti una persona diversa da lui, meriti una persona disposta ad amarti nel modo in cui meriti di essere amata.."
In un attimo, è di nuovo di fronte a me, così vicino da poter sentire il suo respiro sulle mie labbra. Mi sento rabbrividire e faccio un piccolo passo indietro. Zayn mi guarda, confuso, speranzoso
"non posso, io.. Zayn sei importante per me ma adesso ho bisogno di schiarirmi le idee.."
"su cosa? Io-.."
"su tutto quanto"
"non c'è niente che dovresti capire, lui è un errore Allie"
"devo riflettere..." sussurro.
"io.."
"ti prego" lo supplico
"va bene" sospira e poi si sposta vicino a me, dandomi un bacio sulla guancia.
"aspetterò" dice
Annuisco. Non so cosa sia appena successo, non lo so ma devo stare sola adesso.
Dopo alcuni minuti di silenzio, Zayn lascia la mia stanza e io crollo sul letto, insieme al turbinio dei mie pensieri, dei miei tormenti, insieme a quelle lacrime amare che rigano le mie guance.
Il telefono squilla e sobbalzo mettendomi a sedere sul letto, non mi ero nemmeno accorta di essermi addormentata.. ora non c'è luce dietro le tende delle finestre e la camera è vuota e silenziosa.
Rispondo senza nemmeno controllare l'ora o vedere chi è "pronto?"
"ti ho svegliata?" sento un brivido quando riconosco la voce famigliare dall'altra parte del telefono
"io, ehmm.." sbadiglio e mi passo una mano fra i capelli arruffati "perché mi ha chiamato?"
"non lo so" dice piano "Immagino che avevo soltanto voglia di sentire la tua voce e poi, volevo sapere come stavi"
"Harry.."
"lo so, pessimo tempismo"
"non voglio parlare con te"
"so anche questo" continua, posso sentire la stanchezza e la resa nella sua voce "ma comunque dovevo sentirti, anche se ora mi riattaccherai in faccia"
"ed è quello che sto per fare"
"Allie.." incalza "ti prego, fammi spiegare"
"hai avuto tempo a sufficienza Harry, e non ho nessuna intenzione di discutere con te per telefono, alle due del mattino"
"hai ragione.." dice
"quindi..."
"quindi ti prego, vediamoci domani" la sua voce sembra un piccola supplica e mi sento tremare al pensiero di lui, ancora mezzo ubriaco, solo e chissà dove.
"non posso"
"non puoi o non vuoi?"
"Non posso e non voglio, Harry. devi lasciarmi in pace, come posso fare ad allontanarmi da te se continui a tirarmi verso di te? Perché.. perché se non la smetterai io tornerò da te"
"io ti voglio con me, Allie.. sempre, lo sai questo vero?" dice piano, quasi attento
"non voglio parlare, non ora, non così.."
"stai accettando di vedermi per caso?" posso sentire quell'ironia dolce nella sua voce
"Harry.."
"cosa?"
"io.. non lo so, non so se posso vederti.. ti prego, è già abbastanza complicato, io... questa sera è andato tutto storto, Zayn.."
"è lì con te?" mi interrompe velocemente, la voce dura all'improvviso.
"che? No, perché dovrebbe essere qui?"
"per lo stesso motivo per il quale era con te stasera" dice, acido.
"non è qui."
Sento un lungo respiro da parte sua, sento come sta cercando di mantenere sotto controllo il suo temperamento.
"sei a casa vero?" mi chiede, capisco che sta contenendo la rabbia tramite il tono della sua voce
"certo che sono a casa, dove dovrei essere?"
"l'importante è che tu sia li"
"e tu? Sei a casa?"
Non risponde.
"Harry?"
"hmm.."
"rispondimi"
"vuoi sapere se sono nel mio fottuto appartamento? Si. E se questo posso considerarlo casa? Allora scusa ma no, non sono a casa. Non sono mai a casa se non ci sei tu"
Il cuore accelera in piccoli spasmi e sento il petto poter esplodere quando sento le sue parole..
"ci.. ci vediamo domani" dico, e riattacco.
Mi accascio sul cuscino con la mente in delirio e lo stomaco e il petto nella confusione più totale.
"non sono mai a casa se non ci sei tu" fidati, vale lo stesso per me. ma perché allora deve essere tutto così sbagliato?
Non appena chiudo gli occhi, dietro le mie palpebre si muovono soltanto immagini confusionarie, occhi verdi e vortici neri sono le principali.
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SUDDENLY
FanfictionAllison Dowson ha 18 anni e le idee ben chiare, frequentare il college non è mai stata un'alternativa e non vede l'ora di lasciarsi tutto alle spalle e rincominciare. ma i suoi piani verranno presto intralciati quando un ragazzo rude e arrabbiato si...
