E io che credevo in lei e lei non c'era

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MARTINA,CAMILLA
14 lettere, 2 parole, 2 amiche, una vita.
Come potevo andare avanti?
Lei se n'era andata senza preavviso, non l'avevo nemmeno salutata, non avevo potuto dirle addio!
Sapevo che lei era indispensabile per me, ma solo in quel momento mi resi conto del perché fosse mia amica. Mi era sempre stata accanto, non mi aveva mai lasciata combattere da sola, per lei io ero una guerriera e se lo ero veramente lei era il mio scudo, la mia armatura, era la mia salvezza.
Io ero la barca in mezzo all'oceano e lei l'ancora che mi faceva rimanere ancora al terreno.
Lei era la mia migliora amica e io non mi sarei mai dimenticata di lei.
I pensieri correvano veloce nella mia mente proprio come lei mie lacrime scendevano veloci sulle mie guance; cercai di aprire gli occhi ma il risultato non fu dei migliori, le lacrime ripresero è solo in quel momento mi accorsi che nel salotto era caduto un silenzio molto strano interrotto da continui singhiozzi che non riuscivo a bloccare.

"Cami..." Una mano si posò sulla mia spalla per poi passare dietro il mio collo e accogliermi in un caloroso abbraccio.

Non potevo dimenticarmi di quella voce, di quel tocco, delle sue parole e dei miei sentimenti. Io non potevo dimenticare.
Dopotutto dovevamo diventare amici, e questi si sostengono a vicenda e lui ora lo sta facendo con me.
Cercavo di prendere parola per spiegare l'accaduto ma ogni volta che facevo un respiro profondo e aprivo la bocca per iniziare la frase, la voce di ferma ad io ricominciavo a piangere, poggiai la mia testa sulla spalla di Cam e lui poggiò la sua sulla mia.

"Hei, calma, respira. Non é successo nulla di grave. Dai dicci cosa c'é che cercheremo di rimediare tutti insieme." Disse Cam con tono calmo.

Alzai la testa dalla sua spalla, cercai di aprire gli occhi e, appena lo feci incontrai i suoi, non me li ricordavo così belli, ma dopo tutto non mi ricordavo di essere così fragile.
Ora il mio cuore è il mio cervello stavano facendo una lotta per cercare di capire la cosa giusta da fare.
Il mio cervello diceva di respirare, trovare le parole giuste, e parlare se no sarei scoppiata.
Mentre il mio cuore diceva di seguire il consiglio che avevo dato poche ore prima a Tommy, il mio cuore diceva di piangere e non smette fino a quando non mi sarei sentita meglio.
La lotta era davvero dura sembra stesse vincendo il cuore ma alla fine il cervello ha avuto la meglio.

"Io...lei...Nash scusa! Mi dispiace é tutta colpa mia!" Dissi riscoppiando a piangere.
"Cosa c'entro ora io? Va beh ragazzi sono stato anche troppo tempo alla festa devo andare" Disse Nash
"Nash, Martina in questo momento non é a casa?" Dissi con un fil di voce.
"E quando tornerà?"
"Non saprei..." Dissi e le lacrime ricominciarono a scendere impetuose.
"Dov'è di preciso la raggiungo." Disse alzandosi in piedi.
"Ecco lei ora é su un lettino di un ospedale a combattere tra la vita è la morte." Dissi ormai sfinita.

Vidi il suo volto sbiancare, si risedette sul divano e portò le sue mani ai capelli, poi rialzò il viso e fece incontrare i suoi occhi che non erano più di quel azzurro intenso che ricordava il mare, il colore sembrava più un grigio spento; era scosso si poteva notare da miglia e miglia e tutto questo solo per colpa mia.
Se solo non l'avessi fatta uscire ora Nash non sarebbe distrutto, ora lei sarebbe in un ristorante a ridere, scherzare e perdersi in quegli occhi che ama tanto.

"Cami...dimmi che é...é uno scherzo." Disse Nash balbettando
"Ma cosa te ne frega di lei, ci siamo noi! E poi è stata anche una stronza non ti ha ascoltato!" Disse Lox spezzando il silenzio che si era creato nella stanza.
"Mi prendi per il culo vero? Non capisco perché continui a trattarla male! Io ci tengo a lei e non mi interessa quello che pensi tu o qualcun altro! Non mi avrà ascoltato ma é stata colpa mia non le ho detto niente di quello che avevo in mente, le ho solo detto di stare a casa mentre io sarei andato alla festa! Mi sento uno schifo! Ho perso l'unica persona che mi vedeva per il ragazzo che sono veramente non per quel ragazzo famoso che tutti voi conoscete. Lei era l'unica che fino ad oggi era riuscita a risvegliare quel Nash che da molto tempo si nascondeva per far emergere l'immagine del ragazzo famoso e esuberante. Io non sono così, e se non l'avete ancora capito vuol dire che anche se ci conosciamo da anni non siete mai riusciti a conoscermi come lei ha fatto in meno di una settimana. Lei è stata un uragano é arrivata, mi ha rivegliato, mi ha scompigliato la vita e poi è andata via, senza dire niente, e ora che ci penso mi pento di quello che ho fatto.
Sapete io speravo che questo giorno sarebbe rimasto inciso nel mio cuore, ero sicuro che questo giorno non me lo sarei mai scordato e infatti non mi sbagliavo, non potrò mai dimenticarmi del giorno più brutto della mia vita.
E guardatemi, sono qui seduto sul divano a parlare a tutti voi con le lacrime che non smettono di scendere e con la voce strozzata ma io non smetterò mai di dire che io la amo perché anche se il mio cuore in questo momento sembra essere in frantumi continuerà a battere fino a quando non smetterà anche io suo." Disse Nash tutto d'un fiato.

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