Incontri e strane rivelazioni.

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Le paure che ci opprimono i pensieri, paura di andare avanti. Fermi, sullo stesso punto, immobili. Con lo sguardo avanti sperando di iniziare a muoverti, ma ciò non succede, non succede perché il tuo corpo e teoricamente fermo, inondato di paura.
"Come stai?" parlò Luke entrando in stanza. Rimasi ancora per un po' a fissare la parete bianca davanti a me, bianca come la mia mente.
"..bene." risposi. Mi passai una mano fra i capelli. "La ferita?" Continuò lui.
"Anche quella bene."
"Louis smettila di essere una mummia" sbuffò cadendo di peso sul letto. "Vivi. Inutile rimuginare sul passato." Alluse.
"Se ti stai riferendo a Meredith, beh pensa un po': è difficile ok? Ma d'altronde che ne può sapere una persona che non ci è mai passato." Ribattei stizzito girandomi verso di lui.
Fece un piccolo risolino e si alzò dal letto. "Si vede che non mi conosci caro cugino." Detto ciò mi diede una pacca sulla spalla e uscì dalla stanza.
"Merda." Urlai ad alta voce.
Cominciai a camminare avanti e indietro. "Cazzo, perché deve essere tutto così difficile. Caro Dio se esisti veramente spiegami il cazzo di motivo del perché è così difficile." Urlai ancora ora rosso in faccia per la rabbia. Camminai a passo svelto verso la scrivania, rimasi a guardarla per alcuni secondi, poi con il braccio scaraventai tutto quello che c'era sopra a terra. La stessa cosa feci al comodino.
Avevo gli occhi lucidi, non riuscivo neanche a stare in piedi così mi sedetti sul bordo del letto.
Sospirai pesantemente e mi morsi il labbro. Cambiare vita? E come? Non posso cancellare dei ricordi tutto quel che avevo di lei, non posso.
In quell'instante qualcosa a terra catturò i miei occhi. Mi sporsi e la presi. Era una foto, la nostra foto.
Ritraeva lei come sempre bellissima e raggiante ed io che la guardavo come non avevo mai guardato nessuna.
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Meredith:
Andare avanti o voltare le spalle ad essa è guardare il passato come fosse un filmino? Era questo il problema.
Alzandomi dal letto andai a fare subito una doccia fredda per schiarirmi le idea. Pensavo che trasferendomi di nuovo qui a New Orleans sarebbe stata la mia salvezza. In realtà è stata la mia rovina. Uscii dal torpore dei miei pensieri. Chiusi il rubinetto dell'acqua e uscii dalla doccia.
Da un momento all'altro mi sarebbe venuto a prendere Calum per andare a scuola, così mi preparai di fretta e furia e scesi sotto in cucina. Presi una tazza e la riempii di caffè quasi fino all'orlo. Come sempre zia non c'era, nessuno c'era.

"Ieri non ti ho vista più. Ma che fine hai fatto?" Iniziò a parlare Calum scendendo dalla macchina. Per tutto il tragitto casa-scuola c'era stato un silenzio, a parer mio, fantastico e rilassante.
"Io, emh..ho incontrato un amico e poi mi ha riportato lui a casa." feci spallucce sorridendogli.
Si girò di scatto verso di me e sgranò gli occhi.
"Tu cosa? E da quanto tempo che non lo vedevi? E se era cambiato? Poteva fare...chissà cosa!!" Sbraitò alzando le braccia al cielo.
Risi dandogli una spallata. "Quanto la fai tragica" gli cantilenai sorpassandolo andando dritta al suo gruppo. "Non sto scherzando." Mi urlò dietro. Scossi la testa e alzai gli occhi al cielo.
"Ei Meredith, ieri non ti abbiamo vista più. È successo qualcosa?" disse Michael abbracciandomi. "Tutto apposto, tranquillo." Gli diedi un bacio sulla guancia.
"Ciao" salutai con un cenno della mano James. Lui di rimando mi fece l'occhiolino. Era veramente bello, da mozzare il fiato.
Entrai a scuola dirigendomi verso gli armadietti. Appena lo richiusi mi ritrovai James affianco. Sobbalzai per lo spavento. Lui sorrise mordendosi un labbro. "Scusa, non volevo spaventarti."
"Tranquillo, è tutto apposto! Devi..devi dirmi qualcosa?" Balbettai per un momento.
Esitò per un momento.
"Si! Volevo chiederti se oggi ti andava di venire a mangiare con me, sempre se ti va ovviamente." E lo fece di nuovo, sorrise facendo vedere un fossetta.
"Io beh.." Non sapevo se accettare o meno. Non lo so, ero confusa.
"Tranquilla, puoi farmi sapere anche dopo." Detto ciò mi fece l'occhiolino e se ne andò. Ed io rimasi li immobile a vederlo andar via.
"Meredith? Ci sei?" Domandò qualcuno picchiettandomi su una spalla. Mi svegliai dal torpore e sbattei più volte le ciglia. "Si, certo. Andiamo in classe che è tardi Cal." Lui fece spalluccia e mi seguì.
Le ore di lezione finirono in fretta ed io non avevo ancora preso una decisione.
Vado o non vado? Pensai mentre mi incamminavo verso l'uscita. Forse uscire con una persona che non è familiare con Calum o Zayn mi avrebbe fatto bene, pensai.
Arrivai fuori e cercai con lo sguardo James ma non riuscivo a trovarlo. Aspettai altri cinque minuti, ormai la scuola era quasi vuota, ma nulla.
Forse se ne sarà scordato, mi dissi incamminandomi verso casa.
"Ei Meredith!!" Mi chiamò qualcuno da dietro. Mi girai.
"James!" Gli sorrisi.
"Scusa per ritardo, sono stato..trattenuto!" si scusò.
"Nessun problema, davvero." Mi passai una mano fra i capelli. Ero un po' nervosa a dirla tutta! Si insomma, non mi era mai passato di mente di uscire proprio con lui.
"Allora sei ancora disponibile? Per pranzare intendo!" Sorrise porgendomi una mano, la afferrai e gli sorrisi di rimando.

I'm lost without you.|| L.T (COMPLETA) Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora