13. Tempo

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Emily

In questo momento potrei riuscire a tranquillizzarmi, sta piovendo e le cuffie producevano la mia musica preferita.
Tutto ciò era così tranquillo, la pioggia scendeva calma, la strada era desolata.

Tutto tranquillo tranne il mio stato d'animo.

Io non ero tranquilla da una settimana ormai, ero tormentata dai sensi di colpa ed ero confusa.

Non so cosa fare, non so come comportarmi e come porre fine a tutto ciò.

Vorrei addormentarmi serena senza i sensi di colpa che mi fanno restare sveglia a rigirarmi tra le coperte.

Harry non sapeva niente della " quasi relazione" iniziata da me e louis una settimana fa, e mi sembrava abbastanza tranquillo, non sospettava niente.
Lui e Louis era diventati amici a quanto avevo capito, anche se lui e Louis non mi avevano proprio detto le stesse cose su questo fatto.
Non capivo niente neanche su quello.

Sbuffai e salii le poche scalette che mi portavano sotto il portico della casa di Louis, chiusi l'ombrello e lo misi nel porta-ombrelli accanto alla porta per poi suonare il campanello.

Louis aprì la porta tutto sorridente, cercai di ricambiare il sorriso, ma non ci riuscii molto bene perché lui mi guardò con tristezza e aprì le braccia.
Lanciai la borsa per terra e mi fiondai tra di esse stringendolo forte, mentre lui mi lasciava leggeri baci sui capelli.

Mi trascinò con lui dentro casa per poi chiudere la porta con un piede per non spezzare l'abbraccio.

"Non so cosa fare, sono così confusa."
I miei occhi iniziarono ad inumidirsi
"Faccio schifo, sono una schifosa traditrice; harry non merita tutto questo."

Mi staccai da lui e mi gettai sul divano, affondando il mio viso tra le mani e intrecciando le dita trai capelli.

"Non so più cosa sia giusto e cosa sbagliato" sussurai.

Lo sentii mettersi a sedere accanto a me per poi accarezzarmi la schiena con la mano calda.

"Piccola non dire queste cose, devi solo stare tranquilla. Harry non sospetta assolutamente niente, te l'ho detto: io e lui siamo... amici."

Lui la faceva così facile.
Non era lui quello che tradiva il proprio ragazzo.
Lui non provava nessuna colpa, tradendo il suo amico.
Che poi "amico", fino a ieri si odiavano, quindi non gli dispiace per nulla.

"Ma lui non merita tutto questo, lui mi ama, lui è sempre gentile, dolce e buono con me.
Io non posso ripagarlo così." Mi alzai In piedi, tenendo sempre le dita intrecciate ai capelli.
Iniziai a camminare avanti e indietro nel salotto.

"Tutto questo deve finire, non possiamo andare avanti."

Appena finii quella frase Louis scattò in piedi, mettendosi davanti a me per bloccarmi le spalle con le mani.

"Guardami."
Lo feci, anche se per via delle lacrime la sua immagine non era molto chiara.
"Anche io ti amo. E anche a me dispiace per harry" storse il naso " ma noi stiamo bene insime... non è vero?" Annuii " io ti piaccio, è così? " annuii un'altra volta " e allora dov'è il problema? Più in là cercheremo di risolvere tutto, trovando una soluzione, ma per ora continuiamo così... resta con me."

Disse l'ultima frase nella maniera più dolce possibile; poi guardandomi negli occhi sorrise leggermente, mentre piano di avvicinava a me, al mio viso, alle mie labbra.

NO.

Mi levai dalla sua presa, facendo qualche passo indietro.

"No, non posso farlo. È troppo, tutto ciò è troppo. Dio, sono così confusa. Tu mi piaci cazzo, ma non posso tradire Harry; lui non se lo merita."

Before and after. The change of love  - Larry Stylinson -Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora