Dopo parecchie ore, arrivammo finalmente a destinazione.
La visione era spettacolare, tanto da toglierti il fiato. Il profumo dell'erba appena tagliata sotto i nostri piedi, i fiori che spuntavano qua e là dalle aiuole curate fino all'ultima foglia, e gli alberi che si ergevano imponenti uno dopo l'altro, fino a pochi metri dallo chalet in cui avremmo alloggiato durante quelle vacanze, tutto, insomma, anche i più piccoli dettagli, mi facevano sentire come se mi trovassi in un paradiso terrestre, un oasi, comparso per caso, in mezzo al deserto.
Rimasi ad ammirare il scenario, esterrefatta, sforzandomi tenere la bocca chiusa.
《Ptf, quello che ho io è molto più bello e grande.》commentò una ragazza alle mie spalle.
《Hai ragione.》concordò un altro ragazzo 《Mi aspettavo qualcosa di meglio.》
Cercai di non ascoltarli e mi diressi, accompagnata dalla guida, all'interno dello stabilimento.
Solo la hall, senza contare il resto, era grande quanto la mia casa, il che era piuttosto deprimente.
Ci fecero una breve introduzione sul luogo, spiegandoci le varie attività che potevamo fare e tutte le comodità che avevamo a disposizione. Poi, ci diedero le chiavi delle nostre stanze, e ci divisero a coppie. Io capitai con una ragazza di nome Marianne, piuttosto alta e slanciata, dai capelli scuri e dagli zigomi ben definiti.
Era del mio stesso corso di storia dell'arte, ma non avevamo mai avuto occasione di parlarci o anche solo di presentarci, fino ad allora.
《Vuoi il letto di sopra o quello di sotto?》chiesi posando per terra lo zaino.
《Se per te non è un problema, preferirei il letto di sotto.》rispose 《È che soffro di vertigini...》aggiunse, imbarazzata.
《Davvero?》chiesi sorpresa 《Come mai sei venuta in montagna, allora?》
《Mi ha costretta la mia matrigna.》rispose, chiaramente scocciata.
《Oh, capisco.》mormorai 《Con tutto il rispetto, ma è stata proprio stronza.》
《Puoi anche evitare il con tutto il rispetto, darle della stronza è come farle un compliemento, credimi.》borbottò, iniziando a tirare fuori dalla valigia i vestiti.
Risi《È così terribile?》
《Peggio.》
《Mi dispiace.》
《Non preoccuparti, tanto tra qualche anno potrò andarmene a vivere da sola, così non sarò più costretta a sopportare quella vecchia megera.》
Mi buttai esausta sul divano, che si rivelò essere straordinariamente comodo.
Chiusi gli occhi per un istante e inspirai profondamente.
《A proposito, io sono Abby, Abby White.》
《Sì, lo sapevo già.》affermò 《sei diventata piuttosto famosa a scuola; in ogni caso, io sono Marianne.》
《Cosa vuoi dire con sei diventata piuttosto famosa?》
《Tu e quel James.》
《Io e quel James cosa?》
《Non siete una specie di coppia?》《Voglio dire, non state insieme?》
《Cosa?!》esclamai, sconvolta.
《Io e quello scarafaggio non siamo fidanzati, non potrei mai diventare la ragazza di un tipo simile, nemmeno se mi pagassero!》
《Sei proprio buffa.》disse, ridendo 《In ogni caso, a me sembrate invece molto intimi.》
《Se per te intimo significa litigare ogni volta che si inizia un discorso, allora sì, lo siamo.》
《Okay, va bene, ti credo.》
Continuando a parlare del più e del meno, venni a conoscenza di cose sconcertanti: per esempio, a scuola girava voce che ero la ragazza di James e, inoltre, scoprii che anche Marianne detestava James.
Passammo l'intero pomeriggio a chiacchierare, finché non ci chiamarono per la cena.
Avevano preparato due lunghi tavoli da sedici persone e avevano già lasciato l'antipasto: stuzzichini di carne e verdure.
Cercai di contenermi e non mangiare tutto prima ancora di essermi seduta. Così, presi posto accanto a Marianne e iniziai a giocherellare con il tovagliolo.
C'era una bell'atmosfera e, per la prima volta in quattro anni, non provavo il desiderio di isolarmi dal resto degli studenti. Anzi, potevo persino dire che mi stavo alquanto divertendo. E probabilmente è perché mi ero finalmente trovata un'amica o, per lo meno, una persona con cui mi trovavo in sintonia.
Tra le varie attività che ci proposero il giorno seguente, vi era anche un percorso in bici. Appena le mie povere orecchie udirono la parola bicicletta, le mie gambe tremarono e, se non fosse stato per la ragione, se la sarebbero squagliata.
Non ci fu ragione di far capire alla professoressa che io, su quell'affare a due ruote, non ci sapevo andare. Inutile. Avrei ricevuto più compassione da un sasso.
Così, costretta sotto minaccia, salii per la prima volta sulla bicicletta e, per mia grande sorpresa, imparai in fretta.
Mi guardai attorno ed eccolo lì, James, che, circondato da un gruppo di ragazzi, faceva lo stupido sulla bici.
Devo ammettere però che era proprio bravo.
In realtà, se la cavava in qualsiasi tipo di attività fisica, dal nuoto al basket, dal tennis al karatè, e persino nel golf eccelleva! In effetti, il voto di ginnastica era l'unico che gli alzava la media.
Ad un certo punto del percorso ciclistico, mi persi. Fu un'esperienza orribile, ragazzi. Credetemi. Ero caduta, passando sopra a una pietruzza, e mi ero slogata la caviglia. Essendo rimasta l'ultima, nessuno si era accorto di nulla e non riuscendo nemmeno ad alzarmi, ero bloccata lì, nel bel mezzo del bosco.
Era ormai pomeriggio inoltrato e il sole stava per tramontare. Si sarebbe presto fatto sera e... I pensieri più terrificanti mi passarono per la testa. E se ora spuntasse all'improvviso un lupo?pensai, impallidendo.
Cominciai a urlare, chiedendo aiuto, ma nessuno sembrava essere nei paraggi.
Non potevano avermi dimenticata, o potevano esserne capaci?
Stavo ormai perdendo la speranza, quando intravidi un ombra d'uomo avvicinarsi tra le foglie degli alberi.
《Chi va là?》chiesi, tremando per il freddo e per la paura.
Ma appena vidi che era James, tirai un sospiro di sollievo e mi calmai. Non ero mai stata così contenta di vederlo, tanto che ero sul punto di piangere.
《Ma che cavolo ti è successo?》domandò, scendendo dalla bici.
《Sono caduta, genio.》risposi, ironica.
《Non ti puoi alzare?》
Scossi la testa. 《Credo di essermi slogata la caviglia.》
《Come diavolo hai fatto?》imprecò, visibilmente arrabbiato.
《Hey, calmati!》《Ti ho già detto che sono caduta dalla bici.》
《Non ti posso lasciare nemmeno per un minuto che quasi non ti uccidi.》commentò 《E sarei io l'imbranato...》
《Senti coso, se hai altro da aggiungere ti invito anche ad andartene.》
Sospirò, alzando lo sguardo al cielo, e si chinò verso di me, toccandomi la caviglia.
《Ssst, fa male!》urlai.
《Su, alzati.》disse poi.
《Ti ho detto che non posso...》
《Ti porto in spalla.》
《Cosa?!》esclamai《Non ci penso proprio a farmi portare in groppa da te. Sai cosa direbbero tutti?》
《Smettila! Non me ne può fregar di meno di ciò che la gente potrebbe dire o pensare di noi.》replicò 《Adesso finiscila di fare la bambina. Avanti, muoviti, presto sarà tutto buio.》
《Okay.》borbottai, controvoglia.
Mi sollevò come se fossi una piuma, e iniziò a camminare.
Ero rigida e tesa, come se da un momento all'altro mi avrebbe fatto cadere. Ma non accadde.
Al contrario, fu estremamente delicato, per tutto il tempo.
《Come mai non sei ritornato allo chalet con gli altri?》chiesi, lungo il cammino.
《Mi sono accorto che non c'eri più e sono subito venuto a cercarti, intuendo che, spaesata come sei, ti eri probabilmente persa.》
《Hey!》protestai 《Non sono affatto spaesata.》
Rise e scosse la testa.
Smisi di parlare. Non sapevo davvero cosa dirgli per ringraziarlo di tutto ciò che stava facendo.
《Grazie per essere venuto a cercarmi.》sussurrai alla fine, rilassando i muscoli e appoggiandomi alla sua spalla.
Aveva un buon profumo.
Sapeva di acqua di colonia e di lui. Sapeva di casa e di protezione.
《Prego.》rispose dopo qualche istante.
《Non sei così male come pensavo che fossi.》borbottai.
《È un complimento?》
《Sì.》
《Puoi migliorare.》
《Ci sto lavorando.》
Si voltò verso di me e mi guardò di traverso. Sorrisi imbarazzata, nascondendo la faccia nel cappuccio della sua felpa. Quando rialzai lo sguardo, stava sorridendo anche lui.
Arrivammo finalmente allo chalet. Appena entrammo, tutti gli studenti e gli insegnanti, che si erano riuniti nella grande sala, si alzarono di colpo.
《Oh santo cielo! Eccovi! Dove caspita siete stati?!》urlò Mrs Connors, correndo verso di noi.
《Come mai sei tutta sporca di terra, Abby? E perché James ti sta portando sulle sue spalle? Voglio subito una spiegazione!》
Se mi lasciasse parlare, invece di continuare a sbraitarci contro, pensai.
《Sono caduta dalla bici e mi sono slogata una caviglia.》iniziai 《Fortunatamente James era lì nei paraggi e mi ha portata fin qui in spalla.》
《Caduta dalla bici, certo.》
starnazzò una studentessa 《Secondo me, è stata tutta una messinscena per stare con James.》
《Stai zitta, Sally.》lo ammonì la professoressa. 《Fammi vedere la caviglia.》disse poi, rivolgendosi a me.
James mi fece scendere con cautela e mi aiutò a sedermi.
《Tu puoi anche andare a farti una doccia, James. Qui ci penso io.》disse.
《Okay.》rispose, e fece per andarsene.
Tutti gli altri lo seguirono, tranne Marianne, che rimase accanto a me.
《Non si è slogata, hai solo preso una brutta storta. Ora te la fascio e domani starai meglio.》spiegò 《Però, non potrai comunque camminare per almeno 2 giorni.》
《Ma...》
《Niente ma, questa è la punizione che ti sei meritata per non esser stata attenta.》
Se non mi avesse obbligata ad andare in bici... Pensai e feci una smorfia.
Marianne mi riaccompagnò in camera, dove le spiegai tutto quello che era successo.
Fu una lunga notte, durante la quale non dormii affatto.
Continuavo a pensare e a ripensare alla giornata passata.
Non riuscivo a togliermi dalla testa il sorriso di James, il suo profumo...
Erano le due di notte. Perché stavo continuando a pensare a lui?
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Tempeste e Uragani (Versione revisionata! #wattys2016)
عاطفية"Non importa quante battaglie dovrò combattere, finché sarai con me, so che le vincerò tutte." Abby ha 17 anni e frequenta una prestigiosa scuola di New York. Vive con la madre e il fratello in un piccolo appartamento lì vicino. Prima della scuola i...