36. Un salvataggio in extremis

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La situazione a Puente Viejo ero peggiorata: i francesi saccheggiavano le case, deridevano chiunque incontrassero sul loro cammino e condavvano sempre più uomini senza motivi apparenti.
Raimundo, su richiesta di Francisca, avva deciso di tenere la bocca chiusa, ma gli era sempre più difficile stare zitto vedendo le ingiustizie che venivano commesse intorno a lui.
Un giorno, un ufficiale lo ascoltó mentre, discutendo con don Anselmo, parlava male degli invasori.
La mattina dopo, alla locanda si presentó Lión con due suoi uomini
-Raimundo Ulloa, vi dichiaro in arresto per tradimento-
uno di loro lo ammanettó e lo portarono in carcere.
La situazione si stava mettendo male: altri uomini erano stati giustiziati per molto meno e lui non godeva della simpatia del generale. Il processo si svolse il giorno successivo, lui non aveva nemmeno un avvocato e il verdetto fu, purtroppo, quello che lui si aspettava
-questa corte vi condanna a morte-
disse il giudice, prima che lo riportassero nella sua cella.
Avrebbero eseguito la condanna entro due giorni. Ormai era spacciato; non c'era niente che lui potesse fare per fermarli.
Lui no, ma Francisca non aveva intenzione di restarsene con le mani in mano mentre uccidevano l'amore della sua vita. La sera prima dell'esecuzione, Lión sentì bussare alla porta e andó ad aprire
-donna Francisca, cosa ci fate qui?- lei entró e poi rispose
-dobbiamo parlare, parlare di Raimundo Ulloa-.
-di Raimundo Ulloa? Non c'è niente da dire signora, domani all'alba sarà giustiziato- Francisca chiuse gli occhi per un istante, come se non volesse credere a quelle parole.
-generale io mi rendo conto che la situazione sia difficile, ma non potete giustiziarlo solo per quello che ha detto, perchè dovreste condannare tutti, me compresa-
sperava di poterlo convincere, ma lui era irrimovibile.
-mi dispiace signora, capisco che sia vostro cognato e che siate preoccupata per vostra sorella, ma la legge va rispettata-.
Era disposta a tutto pur di farlo liberare, ma per fortuna qualcuno bussó alla porta prima che lei potesse commettere qualche sciocchezza
-generale, sono don Anselmo, posso entrare?-.
Il generale acconsentì. Il prete sapeva che avrebbe trovato anche Fracisca, lo aveva dedotto pochi minuti prima, quando si era presentato alla Villa per parlarle, senza trovarla.
-donna Francisca, che cosa ci fate qui?- le chiese.
-io..io stavo, stavo solo..- era imbarazzata, non sapeva bene che scusa inventarsi.
-non importa, venite via con me, non avete niente da fare qui- il parroco aveva intuito le sue intenzioni, per questo doveva assolutamente portarla via da lì.
-no, don Anselmo, io devo..- il prete non le fece neanche terminare la frase, la prese per un braccio e la portó via di peso.
-non avevate il diritto di portarmi via, io devo salvarlo!- gli urló Francisca.
-signora, qualunque cosa avreste detto o fatto non avrebbe cambiato le cose. La sentenza è stata emessa e il generale non puó cambiarla-.
Francisca scoppió in lacrime, cercando consolazione tra le braccia del parroco.
Non riusciva a prendere sonno; avrebbe perso la vita poche ore dopo e la sua mente riusciva a pensare solo a lei: ai momenti che avevano passato insieme e a quelli che avrebbero potuto condividere se solo non si fossero impegnati a separarli.
Si immaginó insieme a giocare con Tristan, a leggere poesie e ad amarsi.
Una lacrima gli scese dagli occhi; lei era l'unica ragione della sua vita e non voleva lasciarla sola proprio in quel monento di pericolo.
Un paio di guardie lo portarono fuori dalla cella, conducendolo nello spiazzo dietro alla caserma.
I soldati erano giá in fila, con i fucili carichi e pronti a sparare.
Cercó di tenere gli occhi aperti fino all'ultimo, ma la paura lo invase, costringendolo a chiuderli.
Aspettó di sentire gli spari, di sentire la vita andarsene dal suo corpo, ma non successe niente. Quando aprì gli occhi, vide Lión lanciare a terra un telegramma e andarsene fuori di sè dalla rabbia.
Uno degli uomini gli slegó i polsi e gli fece capire di andarsene, che era libero. Senza farselo ripetere, Raimundo se ne andó velocemente, ma con un grande dubbio: chi c'era di così potente da costringere un generale francese a liberare un prigioniero già condannato? E soprattutto, perchè proprio lui?.

Siempre juntos - Raimundo&FranciscaDove le storie prendono vita. Scoprilo ora