Capitolo dodici, ovvero Il mio amico Tom

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Il mio "uomo perfetto", ultimamente, a causa forse della mia figuraccia, non si mostrava, per lo meno a me.

Nelle ultime due settimane, o veniva alla mattina quando ero a casa a dormire o nel pomeriggio mentre ero occupata a preparare le torte per tre matrimoni, due battesimi e cinque compleanni.

Agosto era arrivato, i clienti andavano in vacanza, tutte le scuole erano chiuse ed il mio negozio si svuotava ma in compenso avevo più torte speciali da preparare.

- È appena andato via il tuo uomo. – disse Lakisha

entrando in cucina.

- Lakisha mi devi dire quando arriva non quando se ne va!- dissi io, alterata per il tempismo di mia sorella.

- Ah ecco cosa non andava! Mi sembrava che ci fosse qualcosa di strano! – disse lei pensierosa.

Avevo tra le mani delle praline ricoperte di crema appena fatta, ne tirai una dritta sul braccio di Lakisha.

- Ehi!! Mi hai sporcato il braccio! Oh guarda adesso mi tocca anche lavarmi, uffa! Smettila di inzozzarmi perché non ho intenzione di lavarmi! – disse Lakisha arrabbiata.

- Sai forse è meglio se ti fai una doccia perché puzzi! –

- Oh come sei insensibile! Non è vero! Mi sono lavata ieri ed ho anche messo il deodorante! Vuoi sentire? –

- No! – dissi, incrociando le braccia.

- Come no!? Sei proprio una pessima sorella, io lo farei per te! –

- Non è vero! – dissi pacata.

- E chi te lo dice? Eh chi te lo dice? Magari lo farei! –

- Ti conviene uscire prima che ti tiri un'altra pralina addosso! – la minacciai.

- Sì ma stavolta becca la bocca! –

- So io cosa ti becco! Fuori! – dissi, facendole segno di uscire.

- Ok adesso esco, come siamo frettolosi! – Lakisha uscì dalla cucina per poi rientrarvi subito dopo.

- Mi sono dimenticata di dirti che il tuo uomo ti saluta e che se la prossima volta non sei impegnata gli farebbe piacere salutarti di persona. – disse Lakisha, sforzandosi di ricordare tutto quello che doveva dire.

- Lakisha perché non mi sei venuta a chiamare quando è entrato? – dissi cercando di contenere la rabbia.

- Perché eri impegnata. – disse tranquillamente Lakisha.

- Sì ma ti ho detto che se entrava lui dovevi dirmelo! –

- Te l'ho detto infatti. – disse lei ostinata.

- Devi dirmelo quando entra non quando ormai se né già andato! – dissi chiudendo forte le mani a pugno.

Stavo per esplodere!

- Ohhh! Ok! – disse innocentemente lei.

L'avrei uccisa, non so come non so quando, ma prima o poi l'avrei fatto!

- Comunque buona la pralina di prima, cos'era? – chiese

Lakisha, guardando in giro se ne trovava altre.

- Crema al cioccolato bianco. Il cioccolato arriva dritto dalla Svizzera. – dissi con una nota d'orgoglio.

- Ah ecco! Mi sembrava che sapesse di Svizzera! –

Alzai gli occhi al cielo, spinsi Lakisha fuori dalla cucina e tornai alle mie torte.

Lakisha intanto, era tornata dai clienti.

- Ciao Denny! Come va oggi? – disse sorridendo Lakisha, da dietro il bancone.

- Non potrebbe andare meglio, sono in vacanza! Mi dai tre Èclair? – chiese Denny, dando un bacio sulla guancia

a Lakisha.

- Qualcuno ha fame vedo! Te li porto subito Denny. Oh salve Sig. Tom! Come va la gamba oggi? – disse Lakisha vedendo entrare il Sig. Tom.

- Male! Molto male! Domani pioggia! – disse il Sig. Tom

malinconico.

- No! Volevo venire in bici! – disse dispiaciuta Lakisha.

- Non ti conviene mia cara se non vuoi beccarti l'acquazzone! –

- Va beh verrò in auto! Grazie del consiglio Sig. Thomas, le regalo un muffin ai mirtilli per il suo disturbo! –

- Mi fa sempre piacere dare una mano! – disse felice il Sig. Tom.

Chiudemmo la pasticceria alle 17.20 e andammo dritte al supermercato a fare la spesa. Avevamo il frigo vuoto, e con vuoto intendo che non c'era nemmeno il classico uovo che c'è sempre nei frigo vuoti.

- Lakisha prendi il carrello. – dissi a mia sorella mentre uscivo dall'auto.

- No vai tu, mi odiano! – si lamentò Lakisha.

- I carrelli non ti odiano, gli stai solo antipatica. –

- Ecco visto! Vacci tu, io becco sempre quelli con la ruota storta!–

Andai a prendere il carrello e ci avviammo dentro al supermercato. Non era affollato ma lo sarebbe stato ben presto, quindi dovevamo muoverci.

Saltammo le corsie iniziale e andammo dritte ai reparti di alimentari.

- Lakisha hai tu la lista? – chiesi iniziando ad esaminare gli scaffali.

- No. –

- Sicura? –

- Sì. -

- Ma dove l'ho messa allora? – chiesi pensierosa.

- Nella borsa. – rispose sicura Lakisha.

- Sì ma dove? – dissi, iniziando a frugare nella borsa.

- Tasca esterna. – disse ancora Lakisha.

- Ah ecco, brava! Servi a qualcosa allora! –

Prendemmo della pasta, della carne, pane, cereali, uova, latte, acqua, patatine.

- Cassy prendiamo anche gli hot dog? – chiese mia sorella, guardando i prodotti sugli scaffali.

- Sì dai prendili. – dissi distratta.

- E dove sono? –

- Che ne so, cercali! – dissi, mentre ero concentrata a cercare i grissini alle olive.

- E se mi perdo? – chiese Lakisha, leggermente impaurita.

- Giuro che non ti cercherò! – promisi.

- Mmm! –

Continuammo la spesa, affettati, pesce, verdura, frutta, gelati, formaggio, e tutto quello di cui avevamo voglia in quel momento.

Hanno ragione quando dicono che la spesa va fatta a stomaco pieno! Spendemmo ben 137,73 euro! E tutto perché avevamo una fame da lupi!

A casa ci preparammo, anzi preparai, del filetto al pepe verde e un'insalata mista.

Al negozio erano rimaste delle paste che Lakisha aveva deciso di portare a casa per mangiarle come dessert.

Dopo cena le mangiammo tutte mentre guardavamo un film alla televisione.

Assolutamente deliziose!

Modestamente, le avevo fatte io!

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