Era mattina. I raggi del sole penetravano dalle tendine del laboratorio di Ai. Durante la notte non aveva dormito e ora si sentiva così debole e stanca.
L'orologio del suo computer segnava le sette e trenta, ció stava a significare che avrebbe avuto a disposizione poco tempo per prepararsi, quindi si doveva sbrigare.
Arrivó dieci minuti prima fuori la scuola per parlare con i suoi amici, tra cui l'ultima persona che avrebbe voluto vedere quel giorno.
La stessa persona che la sera prima si era dimenticata di lei.
Conan: 'Ai, dormito bene?' Il piccoletto se ne era già dimenticato.
Ai: 'Vedo che ti ricordi ancora del mio nome.' Cercó di rispondere più freddamente possibile.
Il ragazzo, dopo queste parole, ripensó alla sera in cui la conobbe: il tono di voce era lo stesso.
'Che succede ad Ai?' 'Possibile mai che sia diventata come prima?' Queste erano le domande che giravano nella mente di Conan.
La campanella suonó segnalando il momento di entrare in classe e allo stesso tempo sveglió il ragazzino dai suoi pensieri.Le lezioni si svolsero tranquillamente tranne che per Conan; quel giorno era molto irrequieto. Si dimenava nel banco pensando continuamente alla ragazza dal caschetto biondo e alle sue apatiche parole. Ma all'improvviso si ricordó: aveva compiuto un gesto orribile, non si poteva difinirlo affatto un gentiluomo. Alla fine non ci fece più caso pensando che ad Ai non potevano importare certe cose.
Decise di andare in bagno per chiamare Ran.Cinque minuti dopo..
Conan: 'Hei Ran, tutto bene?'
Ran, appena udì quelle parole, sfoderó uno dei suoi più grandi sorrisi.
Ran: 'Scinichi da quanto tempo! Non ti fai mai sentire...' Il sorriso di Ran si spense e il suo viso assunse un espressione di tristezza.
Conan capì il suo disagio e disse: 'È per questo che ti ho chiamata, no? Vuoi venire a cenare con me stasera?'
Ran era troppo felice per la proposta appena ricevuta; accettó e si salutarono.
Il ragazzino, peró, sapeva bene che per andare all'appuntamento avrebbe avuto bisogno di ingerire la pillola che solo Ai poteva dargli.Conan dopo la scuola si recó dal dottor Agasa per andare a parlare con la ragazzina dagli occhi color ghiaccio.
Conan: 'Dottore mi sa dire dove si trova Ai?' Chiese il bambino con occhi supplichevoli sapendo troppo bene che il grassoccio dottore glielo avrebbe detto.
Dottor Agasa: 'Scinichi, dove potrebbe stare? È in laboratorio.'
Conan ringrazió il dottore e scese le scale per andare dalla ragazza.'Posso entrare?' Chiese il bambino con la voce più roca possibile.
Nessuno rispose ma lui entró lo stesso.
Conan: 'Ai mi servirebbe una pillola. Sai, ho un appuntamento con Ran..'
Ai: ' L'avrei dovuto immaginare. Perchè uno dei più bravi detective verrebbe qui se non per quello di cui ha bisogno?'
Il piccoletto rimase spiazzato da quelle parole.
Conan: ' Ai che ti succede?'
Ai: ' Riesci a risolvere anche i casi più strani ma non riesci a capire quanto disagio o quanta frustrazione provi? Vieni qui solo per chiedermi un favore, anch'io ci sto male, sai? Anch'io ho un cuore!'
Conan rimase allibito non tanto per le parole ma per l'odio che trasmetteva nei suoi discorsi.
Ai:' Per caso cerchi questa? Tieni!-lanció la pillola fra le sue mani- vai da Ran. Infondo chi vorrebbe stare con me?'
Conan non proferì parola e se ne andó.Ran: 'Scinichi, da quanto tempo..' disse la ragazza stampandogli un piccolo bacio sulla guancia.
La serata passó con una velocità incredibile e venne il momento di salutarsi.
Ran: 'Quando ci rivedremo, Shin?'
Scinichi: 'Presto Ran, presto.' Si abbracciarono e ognuno prese la strada per andare a casa.•Spazio Autrice•
Spero che questo secondo capitolo vi piaccia! Se avete qualche idea per la storia contattatemi in chat privata.❤️
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Detective Conan.✨(in pausa)
Fanfiction'Io faccio parte di un organizzazione segreta molto grande dove i pesci piccoli, come me, che si trovano in fondo alla lista, sanno che c'è una sola cosa che conta: il colore Nero. I membri dell'organizzazione vestono tutti di Nero, come i Corvi.' ...