"Quindi ora state insieme?" mi chiese Alex per l'ennesima volta.
"Sì" sorrisi guardandolo correre per la palestra giocando a basket.
"Sono felicissima per te, sai? Voglio dire, Justin é.." mimó un "wow" con le labbra.
Probabilmente Justin si era accorto che parlavamo di lui dato che non facevo altro che guardarlo e sorridere.
A fine allenamento mi si avvicinó.
Aveva il viso imperlato di sudore ed era fottutamente bello.
Mi attiró a sé e attaccó le sue labbra alle mie.
Dopo vari minuti ci staccammo.
"Sei davvero bravo, sai?" lo guardai dritto negli occhi mentre ero appoggiata a lui.
"Lo so, me lo dicono in tante" strizzó l'occhio e sorrise.
Gli diedi una gomitata sul braccio.
"Intendevo a giocare, stronzone" mi staccai dal suo corpo e mi girai distrattamente a guardare Alex, che se ne stava seduta a ridere.
Justin mi attiró di nuovo a sé ridendo divertito.
"Non ti arrabbiare" disse.
"Sei uno stupido" ribadii scuotendo la testa.
"Ti piace questo stupido" sussurró al mio orecchio per poi lasciarmi un bacio sul collo.
Sospirai, poi risi.
Mi vibró il telefono, segno che era arrivato un messaggio.
Lo aprii.
Da Travis:
"Dove sei?"
Sussultai e tornai a guardare Justin.
"Devo andare" dissi.
"Devi sempre andare" disse lui con tono afflitto.
Gli sfiorai il viso con la mano.
"Conosci il problema" gli guardai attentamente tutto il viso.
"Per me non é un problema" disse.
Sospirai. "Per me sì".
Mi prese il viso tra le mani e mi bació con passione.
"Prima o poi ce l'avrai un po' di tempo per me?" mi guardó negli occhi.
Quella frase mi fece star male.
"Justin..." sospirai.
"Io ci passerei le giornate con te, ma sai che é difficile" abbassai lo sguardo.
Mi sentivo terribilmente in colpa.
Mi alzó il viso con le mani.
"Hey, non preoccuparti, non é colpa tua" disse rassicurandomi.
Ero certa che voleva di più, e dovevo fare qualcosa.
"Domani" affermai.
Aggrottó la fronte. "Cosa?"
"Staremo insieme. Te lo prometto" lo guardai negli occhi.
Sorrise ampiamente stringendo la presa sui miei fianchi.
"Sicura?" domandó.
Non sapevo come avrei fatto, cosa avrei detto e tutto il resto.
Io volevo stare con lui e basta.
E non aveva prezzo vedere quel sorriso sul suo volto, avrei fatto di tutto.
Sorrisi. "Sicura".
**
#Justin's pov
"Ragazzi io esco, ci vediamo dopo ok?" dissi alzandomi dal divano a casa di Ryan.
"Esci?" fece lui accigliandosi.
"Vado da Kelsey, pensavo di avervelo già detto" dissi con una scrollata di spalle.
"Uhm, ok. Quindi adesso.. é la tua.. la tua ragazza?" mi chiese Chaz grattandosi la nuca.
"Sì, c'é qualche problema?" li guardai aggrottando la fronte.
"No, fratello, no, solo.. parliamoci chiaro. Tu non hai una fidanzata fissa dalle scuole medie" fece Khalil.
Risi, erano davvero sorpresi.
"Non é come le altre" dissi semplicemente prendendo il telefono dalla tasca.
Stavo facendo tardi per parlare coi ragazzi, e decisi di avvertire Kelsey, magari aveva avuto problemi col fratello.
La chiamai, mentre i ragazzi mi guardavano sempre più stupefatti.
"Arrivo, piccola" dissi solo, aspettando che acconsentisse e chiusi la telefonata.
"Che cazzo avete da guardare?" sbottai sorridendo.
"Arrivo, piccola..." fece Chaz imitandomi.
Gli tirai un cuscino e lui scoppió a ridere.
"Abbiamo capito che é diversa.. voglio dire, vi conoscete da settimane e ancora non é finita nel tuo letto. Peró, prima o poi ci finirà, e allora sarà uguale a tutte le altre?" disse Ryan.
"Ma non capite proprio, eh? Non é come quelle puttane e non lo sarà mai. Non verrà a letto con me e poi sparirà, mi vuole vicino. E adesso.. mi state facendo perdere il poco tempo che posso stare con lei, ci vediamo dopo" sbuffai uscendo di casa e raggiunsi la mia macchina.
Guidai e mi fermai a circa due case prima della sua.
In breve tempo mi raggiunse e si sedette vicino a me.
"Beh ciao" dissi guardandola.
Sorrise e mi bació.
"Ciao" disse.
"Hai trovato una scusa oppure hai confessato il tuo amore per me?" sorrisi.
Lei scoppiò a ridere.
"Lascia stare" scosse la testa.
Risi e partii.
#Kelsey's pov
Per tutto il viaggio guardai fuori dal finestrino, ma ogni tanto guardai lui, sguardo sulla strada e mascella serrata.
Non sapevo neanche dove stessimo andando.
Quando si fermó, venne dalla mia parte e mi aprì la portiera.
Gli sorrisi grata e lui mi prese per mano.
Era una grande villa, che immaginai fosse casa sua.
Ebbi la conferma quando si fermò davanti la porta, lasció la mia mano e prese le chiavi dalla tasca.
Avvertii un senso di vuoto quando mi lasció la mano, e mi chiedevo se fosse normale.
Avevo così tanto bisogno di lui, nella mia vita, da non essermene resa conto prima?
Aperta la porta, prese di nuovo la mia mano e mi condusse dentro.
Ecco, ora si che stavo bene.
Iniziai a scrutare quell'enorme casa, e mi chiesi se abitasse da solo in quel posto tanto grande.
In effetti, non sapevo quasi nulla di lui, e ancor meno della sua famiglia.
Non sapevo se chiedergliendogli qualcosa si sarebbe incazzato, dato che non aveva mai detto niente a riguardo, ma decisi di farlo più tardi.
"Vuoi vedere la mia stanza?" chiese ad un tratto.
Mi accigliai.
Mi aveva portata qui per scoparmi?
Rise vedendo la mia espressione.
"Non voglio fare sesso, voglio solamente mostrarti la camera" sorrise alzando le mani.
Non so perché restai male a quella frase, forse perché aveva appena detto che non mi voleva.
Non volevo farglielo notare, così annuii e lo seguii di sopra.
Anche la stanza era grande, ed era piuttosto semplice.
Mi sedetti sul letto e lui mi affiancó.
Inizió ad accelerare il battito del mio cuore e poggiai la testa sulla sua spalla.
Mi bació i capelli e poi scese sul collo.
Chiusi gli occhi, mentre lui intensificava i baci.
Avevo paura pensando a dove volesse arrivare.
Prima che potessi dire qualcosa raggiunse le mie labbra.
Ricambiai il bacio, e mi sfuggì un gemito appena sentii la sua lingua a contatto con la mia.
"Justin..." sussurrai staccandomi leggermente.
"Mh?" mi guardó.
Sospirai. "Mi hai portata qui per..."
"Cosa? No, Kelsey, era solo un bacio" disse.
"Davvero? Perché sembrava che..." mi interruppe di nuovo.
"Posso assicurarti che non ero sul punto di toglierti i vestiti. So che non sei pronta, e non é un problema" disse prendendomi la mano.
"Da quando ti interessa se una ragazza é pronta?" feci scherzosa.
"Da quando quella ragazza sei tu" lui peró era serio.
Sorrisi e lo baciai di nuovo.
In realtà, io lo volevo quanto lui voleva me, e non mi sarei nemmeno tirata indietro se lui ci avesse provato.
Avevo solo paura che cercasse solo quello, ma mi aveva appena dato la prova che non era così.
E quindi ero già pronta.
Pensai che sarebbe stato divertente vederlo trattenersi tutte le volte, fino a che avrei ceduto.
In fondo, se qualcuno doveva prendere la mia innocenza, quel qualcuno non poteva essere altri che lui.
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Confident
Fanfiction"Non feci in tempo ad alzare lo sguardo per guardarlo, che mi ritrovai le sue labbra attaccate alle mie. Tracciò con la lingua il contorno delle mie labbra, poi si soffermò sul labbro inferiore picchiettando con la lingua, ed io socchiusi di poco le...
