Capitolo 47

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Lux's Pov

Erano le nove di sera, ed eravamo entrati da poco nello stadio "Sydney Football Stadium" dove si sarebbe tenuto il concerto degli AC/DC. Non ero mai stata in questo stadio, o per meglio dire, non ero mai stata in uno stadio australiano, ogni tanto da bambina mi ricordo che i miei genitori mi avevano portato a San Siro quando ancora eravamo una famiglia "felice".

Ma ora posso dire, che nonostante il San Siro sia magnifico e non solo per il suo aspetto, questo è stupendo.

Ero tornata in Australia insieme a Rob, il ragazzo che mi aveva "salvato la vita" quel giorno a scuola. Dopo quella tragedia, lui e Levi mi erano stati vicini senza lasciarmi nemmeno un secondo. Avevo passato sei mesi in cui ero caduta in depressione, avevo iniziato anche a frequentare uno psicologo quasi sotto ricatto di mio padre e Isabelle, perché avevo smesso anche di bere della semplice acqua. Semplicemente restavo chiusa in camera a studiare per l'esame di maturità, anche se il mio livello di concentrazione era pari a zero, ma non potevo buttare tutto all'aria così.

Avevo sostenuto gli scritti, che secondo i professori sarebbero potuti andare meglio, ma posso dire con fierezza di aver dato a tutti uno bello schiaffo morale agli orali. Infatti mi ero diplomata con novanta, avevo sempre potuto al cento, ma dopo aver perso mio figlio non potevo certo pretendere di dare il cento per cento, e infatti nessuno me ne ha fatto una colpa o mi ha detto di aver sbagliato qualcosa.

Mio padre come "regalo" aveva deciso di venire con me e Rob a Sydney per fare una specie di vacanza e rivedere anche mia madre. Dopo l'incidente si erano sentiti e mia madre l'aveva diciamo così perdonato, anche se non c'era molto da perdonare dopo tutti questi anni passati lontani e con un'altra persona al proprio fianco. Erano andati avanti entrambi, ed avevano la famiglia che avevano sempre sognato.

"Lux ecco i nostri posti, vieni.."

Rob si era seduto al posto che c'era segnato sul biglietto, mi sedetti anch'io accanto al mio nuovo ragazzo.

Era stato difficile dimenticare Michael, non ne avevo mai parlato a Rob, non perché volevo tenergli nascosta questa cosa del mio passato, ma perché non me la sentivo e lui fortunatamente aveva capito e non mi aveva fatto domande. Anzi sembrava quasi sollevato dal fatto che io non parlassi di lui.

Non avevo avuto il coraggio di chiamarlo e dargli quella brutta notizia. Non sapevo come l'avrebbe presa, quindi semplicemente avevo deciso ignorare il "problema" e il giorno successivo quando fui dimessa dall'ospedale andai a comprare una nuova scheda in modo che lui non potesse chiamarmi. Sarà stata infantile come cosa, ma non volevo che stesse male, anche se secondo mia madre meritava di sapere perché non avevo perso solo io un figlio ma anche lui, e forse aveva ragione.

"Piccola ti senti bene?"

"Certo non ti preoccupare, ho solo un po' fame."

Mentii, non è vero, ma almeno gli avrei dato una giustificazione.

"Aspetta qua, vado a compare qualcosa da mangiare. Cosa ti va?"

Ci pensai un momento, non mi andava niente, ma ora dovevo dire qualcosa.

"Una pizzetta andrà bene."

Gli sorrisi e lui mi lasciò un bacio sulle labbra e si alzò per andare a prendere la famosa pizzetta.

Recuperai l'IPhone dal mio zainetto nero e vidi che avevo una chiamata persa da Isabelle. Composi il suo numero e aspettai che rispondesse.

"Lux perché non hai risposto? Ci hai fatto preoccupare.."

"Scusa Isabelle, io e Rob stavamo entrando nello stadio e non ho sentito il telefono."

"Va bene, tutto okey?"

When Something Great Began M.C. #Watty2016Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora