Era una notte buia e tempestosa. Sul versante roccioso del Pico de Mulhacen un uomo curvo e di età senile sfidava il vento sferzante di montagna. Le nuvole rade scoprirono una luna piena luminosa, che proiettava il suo debole chiarore sul saio logoro e la barba grigiastra di Frate Aldemar. Il cappuccino procedeva lento e silenzioso sul sentiero montano, incurante della pioggia violenta che si stava raccogliendo all'orizzonte. Le nubi si moltiplicarono ed Eolo cominciò a soffiare con maggior impetuosità nell'otre dei venti. Per grazia divina, Frate Aldemar scampò alla tempesta, che rilasciò la sua minacciosa potenza quando il religioso era ormai all'interno del diroccato monastero, in cima al Mulhacen.
- " Dona Francisca! Dona Francisca, aprite! " - intimò con voce stentorea il vecchio e barbuto Aldemar, sulla soglia dell'eremo. E Dona Francisca, la perpetua del monastero, lo introdusse nella Rocca del Diavolo. Stanco del lungo, impervio cammino e provato dalle intemperie dell'esterno, Aldemar andò a sedersi su una panca tarlata nell'ingresso atro ed umido della Rocca. Nel vano di antica pietra medievale, la luce di una sola lanterna rischiarava flebile l'inquietante oscurità. Dona Francisca apostrofò il vecchio avvolto nel saio : - " Frate Aldemar! Quasi non credevamo che sareste arrivato! È stata una scalata prodigiosa per la vostra età, per non parlare dell'aria di bufera che tira fuori... " . Il sibilio sinistro della tempesta s'infiltrava tra gli interstizi della pietra, faceva sussultare le lingue di fuoco nella lanterna e sbatteva con insistenza le vetuste persiane dell'edificio.
- " Dona Francisca, era indispensabile che venissi! Devo assolutamente parlare con Remedios ed Adamantes. Al villaggio di Holodor succedono cose strane, cose arcane. Temo che la punizione divina sia piombata sul mondo " - riprese a conversare Aldemar, gli occhi fiammeggianti nel buio pesto dell'ingresso. La rivelazione apocalittica del frate atterrì la Perpetua : - " Dios Mio! Che dite Santissimo padre Aldemar? Il diavolo vi ha forse sedotto? " . Frate Aldemar non aggiunse altro alla sua fatalistica previsione. Divenne laconico. Poi, con fare guardingo, invitò la donna corpulenta e canuta ad avvicinarsi. Dalle pieghe del suo saio estrasse un involucro indefinito, un neonato in fasce... Dona Francisca aprì la bocca guasta per lo stupore. Aldemar le impose il silenzio ed espose la creatura alla luce fioca della lanterna, per permetterle di studiare le morbidi carni nell'involto.
- " Santissima Vergine! Il piccolo non respira!!! " . Aldemar confessò : - " L'ho ucciso appena è stato concepito, ad Holodor. Gli stessi genitori mi hanno intimato di farlo " - . Dona Francisca tremava davanti al frate infanticida. Non riusciva quasi a crederci. Aldemar, così buono e mite, incapace di schiacciare persino una mosca! Il religioso colse il disappunto del volto rugoso ed ispido dell'inserviente. E si affrettò a fornirle una spiegazione. Si appellò segretamente alle forze della fede, perché stava per rivelare una sconvolgente verità. Liberò il corpicino esanime dalle fasce natali. La lanterna rischiarò il bebè e Dona Francisca, apprendendo il mistero, emise un grido di sconcerto, perchè il bambino...
(il concorrente continuerà la storia).
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CONCORSO "VIAGGIO NEL TEMPO"
SonstigesCreare una storia originale ambientata sullo sfondo di eventi storici scelti a piacere dall'utente che partecipa.