POV di Mario
Passò qualche mese dalla fine della mia relazione con Marco. Io rimasi con la mia ragazza spesso assente, e lui si mise con una ragazza di nome Helena. Un mese fa si mise con questa ragazza, e i telegiornali e soprattutto internet parlò della nostra relazione, della fine della nostra relazione e della sua. Tutto ciò mi diede fastidio, mi diede fastidio anche la relazione di Marco. Come poteva darmi fastidio se l'ho lasciato io? Come poteva darmi fastidio se gli ho chiaramente detto che non lo amavo più?
-Non mi importa più nulla di lui.- dissi ad alta voce come per convincermi.
Non è vero. Pensai.
-Non lo amo più.- dissi nuovamente per convincermi.
Sei un fottuto coglione Mario, tu lo ami ancora. Pensai di nuovo.
-Non è stato nulla per me e non sarà mai nulla.-
È stato il tuo migliore amico e il tuo ragazzo, come puoi dire che non è stato nulla? Testa di cazzo che non sei altro. Pensai nuovamente.
-Non mi importa nulla di lui e della sua ragazza.- questa volta urlai.
Ti importa, ti manca e lo ami. Urlai nella mente.
-Fanculo.- urlai iniziando a prendere a calci e a pugni tutto ciò che mi capitava davanti. Non mi accorsi delle lacrime che iniziarono ad uscire dai miei occhi e che bagnarono le mie guance. Piansi. Piansi come mai avevo fatto. Piansi pensando a ciò che avevo perso. Piansi pensando a Marco con un'altra. Piansi pensando a ciò che eravamo. Piansi, perché era l'unica cosa che ormai potevi fare.Il mio sguardo si spostò su un mobiletto che non aprivo quasi mai. Lì dentro si trovava ciò che avrebbe potuto aiutarmi. Lì dentro nascosi un po' di tutto. Bottiglie di vodka e altre bottiglie di alcool abbastanza forte. Presi una bottiglia di vodka e successivamente un bicchierino, che osservai per qualche minuto prima di iniziare a riempire.
Mentre mandai giù il primo bicchierino strinsi gli occhi con forza. Era forte, ma non mi importò.
-Ti odio, Marco.- dissi mentre mandai giù un altro bicchierino.
-Ti odio e mi odio per colpa tua.- mandai giù un altro bicchierino.
-Sei un bastardo, o forse sono io il bastardo?- ingoiai il quarto bicchierino. La mia vista si fece sfocata.
-Se ti avessi qua, ti prenderei a schiaffi e..a baci.- lanciai il bicchierino vuoto contro il muro, si ruppe in tanti pezzettini, come il mio cuore.
-Ti prenderei a pugni, ma farei di nuovo l'amore con te.- dissi prima di attaccare le labbra alla bottiglia. Feci un lungo sorso prima di staccarmi da essa.
-Perché a me? Non potevi innamorarti di un altro? Che so, magari Robert o quel coglione del tuo amico.- risi appena prima di fare un altro sorso.
-Ho perso la lucidità, ahahaha.- inizia a ridere, ormai ero ubriaco.
La bottiglia era quasi vuota, mi alzai e andai alla ricerca del mio cellulare, che trovai sul divano poco dopo. Digitai il numero di Marco e, come un idiota, decisi di mandargli un messaggio.Io:
Marco, ahahaMarco:
Mario?Io:
Sì, qeulol è il mio noem, ahaha. Il tuo è Marco, no? Un nome itlaiano, uhuh però sei tdeesco, proprio come me e la tua rgazazMarco:
Sei ubriaco?Mario:
No, non sl os, frose. Forse sì, ma che importa? Che it ipmotra?Marco:
Hai ragione, non mi importa.Mario:
Che amico di medra che sei, Mraoclnio ahahaha.Marco:
Detto da uno stronzo come te è un complimento.Mario:
Stronzo, io? Tu, che ti sei trvato una rgazaz ahaha
La mia non c'è qausi mai, sratà scoapndo noc qulcancuoMarco:
Mario.Io:
E qnaundo lo fa ocn me, io pnso a te.
A i toui cpailli boindi, lla tau vcoe e llae tue main, alle tue labrbra.Marco:
Mario..Io:
Mi manhcyi Mraco. Soon inannmroto di tw, acnroa.Marco:
Sei ubriaco, non sai ciò che dici.Non risposi più, mi affrettai a prendere la bottiglia di vodka e la finì. Mi ubriacai cercando di dimenticarlo. Di dimenticare i suoi occhi, il suo corpo, i suoi capelli, il suo sorriso, il suo viso, la sua voce, lui, il suo nome.
Dimenticai tutto. Dimenticai il mio nome, ma non il suo.
***
Mi svegliai il pomeriggio verso le 14:30, contro un muro. Mi alzai e portai una mano sulla fronte. Mi alzai con un gran mal di testa e con il vomito che saliva e scendeva. Corsi in bagno e mi inginocchiai davanti al water, vomitai.Tornai in cucina dopo qualche istante, presi il cellulare e lessi ad alta voce la chat tra me e Marco.
-Cazzo..- tirai un pugno sul tavolo e scossi il viso.Io:
Riguardo a ciò che ti ho detto, dimenticalo. Ero ubriaco e..scusami.Marco:
Tranquillo, l'ho già fatto. Preferisco essere uno sconosciuto per te.Non risposi, presi la bottiglia vuota e la lanciai contro il muro, che successivamente iniziai a prendere a pugni fino a farmi sanguinare le nocche delle mani. Presi il pacchetto delle sigarette e ne presi una, che subito accesi e inizia a fumare. Sbloccai il cellulare e cercai una nostra foto, e pensai, pensai nuovamente a Marco, a noi, al suo sorriso, alla sua risata, ai suoi occhi, ai suoi capelli, alla sua voce, alle sue mani, al suo corpo.
Una lacrima mi rigò la guancia, ma non me ne accorsi fino a quando non cadde sullo schermo del cellulare. Altre lacrime rigarono il mio viso, piansi nuovamente mentre continuai a guardare quella foto, la nostra foto.
Intanto la sigaretta mi si spense quasi fra le dita, così feci un altro tiro e poi la spensi nel portacenere.
-Fanculo Marco. Ti amo ancora.- sussurrai mentre appoggiai la testa sulle mie braccia appoggiate al tavolo. Piansi e singhiozzai, pensando a quanto fossi stato stupido e pensando che sarei andato da lui, che sarei andati a riprendermi ciò che è mio. Sarei andato a riprendermi il mio uomo, il mio biondino, il mio tedesco, il mio Marcolino.Spazio autrice
Ehii! Non so quando la storia finirà e ammetto che un po' non so come continuarla, un po' perché ho un sacco di idee e un po' perché dopo averle buttato giù, iniziano a farmi schifo.
Comunque, credo che eliminerò la storia che ho pubblicato qualche giorno fa, ho intenzione di pubblicarne un'altra, anche se non so ancora chi potrebbe essere il protagonista e, soprattutto, se farla con una coppia gay che shippo o meno. Sono ben accettati i suggerimenti!
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I want you here with me. llGötzeus.ll
Romance-Io..io, Marco Reus, sono innamorato di te, Mario Götze. Sono innamorato di te, è colpa dei tuoi fottuti occhi, mi ci perdo solo a guardarti, e del tuo fottuto sorriso, che amo da morire così come i tuoi piccoli gesti e tocchi. So che è sbagliato, m...