«Dean» esordì il padre, guardandolo fisso, «ho come l'impressione che tu sapessi già quello che combinava Sam, sbaglio?»
"Merda!" Sospirò: per un attimo aveva sperato di uscirne pulito... «No, non sbagli» si decise a confessare. «Me l'aveva detto qualche settimana fa.»
«Qualche settimana fa?!» sbottò John. «Tuo fratello si mette con un frocio e tu non mi dici niente!»
"E farti così saltare le coronarie?" «Mah... Ho pensato che fosse una fase transitoria e Sammy mi era parso così felice...»
«Felice!» sbuffò John. «Anche quando si drogava, sembrava felice e sono pronto a scommettere che ha ripreso a farlo. Hai sbagliato a non dirmelo subito! Chissà in quale fogna ha trovato questo Gabriel.» Sputò l'ultima parola con disgusto.
«Veramente è il suo capufficio.»
«E perché non me l'hai detto subito? Questo spiega tutto! Quello schifoso!»
«Ma chi, Sam?»
«Ma no! Quell'altro! Scommetto che è un vecchio sporcaccione che l'avrà costretto a concedersi se vuole mantenere il posto. Quello che non capisco è perché Sam non se ne sia andato sbattendo la porta per cercare un altro posto. Sarebbe potuto tornare qui ma no! Al signorino non piace sporcarsi di grasso! Si sta rovinando la vita ed è troppo testardo perché ci chieda aiuto.» Ormai stava più parlando fra sé che al figlio.
«A dire il vero, aveva trovato lavoro in un altro studio legale ma poi è tornato con Gabriel.» Oddio detta così, la frase aveva un che di ambiguo e infatti...
«Non dire cose del genere! Sam non sta con quello, lavora solo per lui e quel pervertito se ne sta approfittando!»
«Parlando con Sam non ho avuto quest'impressione, so che Gabriel l'ha aiutato molto nel suo lavoro e lui gli si è affezionato...» "Entusiasta è la parola giusta..." Ripensò a quelle conversazioni che avevano fatto guadagnare a Sam il titolo di fangirl...«Dean, avresti dovuto vederlo! Teneva la giuria in pugno, come nei telefilm sugli avvocati e pensa che era soltanto una banale lite fra vicini!»
«Pensa, mi ha regalato una bilancia a due piatti ma è squilibrata perché...»
«Perché voleva risparmiare e ti ha rifilato il primo rottame che ha trovato» aveva ghignato Dean.
«No! È fatta apposta...!»
«Mi vien da vomitare anche solo a pensarci!» disse John, tracannando una bottiglietta di birra e riportandolo al presente.
«Comunque Gabriel ci ha invitati a casa sua per il prossimo week end.»
John ci pensò un attimo. «Ma sì, voglio proprio guardarlo in faccia quel depravato!»Che strazio quella settimana!
John era diventato del tutto paranoico: «Dean, lo sanno tutti! Sono andato al bar e la gente ai tavoli stava ridendo! Ridevano di noi! In più il barista mi ha guardato in una maniera strana...»
«E ci credo! Ha un occhio di vetro! Dai, papà, se fosse come dici tu, Benny mi avrebbe accennato qualcosa, invece niente di niente, stai tranquillo!»
«Mi auguro che tu abbia ragione...» disse il padre non tanto convinto.Il viaggio in macchina era stato un vero inferno.
Già Dean era partito di cattivo umore perché aveva litigato con Lisa giovedì sera a causa del mancato pic-nic.
«Oh insomma Dean, si può sapere che cosa sarebbe questa emergenza per cui dovete partire domani mattina?»
«Ma niente, problemi di famiglia.» E non era neanche stata una bugia.
«E siccome io non faccio parte della famiglia, non vuoi dirmi di che si tratta» si era imbronciata lei.
Ma perché le donne dovevano essere così invadenti?
In più avevano viaggiato a tappe forzate: mentre uno dormiva, l'altro guidava, fermandosi solo per fare benzina e mangiare un boccone, come se prima fossero arrivati e prima avrebbero potuto salvare Sammy dalla perdizione.
Durante il tragitto, John non aveva smesso un attimo di lamentarsi dei due figli, eh sì anche Dean aveva la sua parte di colpa nel malumore paterno: «Ventidue ore di viaggio, perché il signorino ha paura di volare. Avrei dovuto piantarti a casa e prendere l'aereo!»
«Gli aerei cadono» rispose automaticamente Dean. «Senti papà... quando saremo là, cerca di essere gentile...»
«Vuoi insegnarmi come devo comportarmi?»
«Con Sam le urla non sono mai servite: si chiude a riccio e fa comunque di testa sua. Se insulterai Gabriel, Sam gli si attaccherà ancora di più.»
«Vuoi dare lezioni a me, tu che non sai neanche tenerti una ragazza per più di due settimane?» domandò sprezzante.
«Non ho rotto con Lisa, abbiamo solo discusso: lei voleva sapere perché partivamo e mi son rifiutato di spiegarglielo» rispose Dean sulla difensiva.
«Hai fatto bene, meno gente sa di questa faccenda e meglio è» grugnì il padre.Finalmente erano arrivati.
Dean controllò l'indirizzo che gli aveva mandato Sam tramite sms, poi si decise a suonare il campanello.
La porta fu aperta da un tizio con i capelli neri arruffati come se avesse smesso di fare sesso selvaggio solo cinque minuti prima, degli intensi occhi blu e un trench addosso. Ma chi indosserebbe un capo del genere in California e per di più a giugno? Solo i maniaci dei giardinetti!
«Sei Gabriel?» chiese John in tono aggressivo.
«No» rispose con una voce talmente roca che sarebbe stata perfetta per le telefonate porno. «Sono Castiel. Voi dovete essere John e Dean Winchester. Sam e Gabriel vi stanno aspettando.»
Li introdusse in casa nella quale regnava un allegro disordine.
Dean ne fu quasi sollevato: istintivamente si aveva temuto qualcosa di orribilmente kitsch come le camerette delle ragazzine, invece c'era uno specchio ovale appeso vicino alla porta d'ingresso, un appendiabiti sepolto da giacche e giacchette, un mobiletto con sopra una marea di riviste e una biblioteca stracolma di libri tra cui Dean ne riconobbe alcuni di Sam e vide anche il trofeo che aveva vinto a quella gara di matematica.
«Così tu saresti...» disse Dean a quel strano tipo (e poi che razza di nome aveva?)
«Castiel» rispose un po' perplesso senza aggiungere altro.
Ma lo stava prendendo in giro? «Sì, questo l'avevo capito. Quello che intendevo...» stava pensando a come chiedergli chi diavolo fosse e che cosa ci facesse in casa di suo fratello senza sembrare sgarbato (il bon ton non era mai stato il suo forte!), quando da una delle stanze uscì un uomo biondo, con indosso una giacchetta militare, più basso di loro di almeno 10 centimetri.
«Mi casa es su casa» disse fissandoli con degli insoliti occhi color ambra, mentre un sorriso ironico increspava le sue labbra sottili.
Finalmente avevano davanti il famoso Gabriel.
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Tu, la cosa più importante
FanfictionSam e Gabriel hanno scoperto di amarsi ma diversi ostacoli metteranno alla prova il loro amore.