2) The green eyed boy.

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Capitolo 2

Megan's Pov :

Erano le 19:20.

Andai in bagno e mi feci una doccia bollente. Mi vestii scelsi una borsa da abbinare.

La riempí con cellulare, sigarette, portafoglio e le chiavi della stanza.

Scesi verso l' entrata, erano le 19:55.

Alle 20:00 in punto, avvistai in lontananza una ragazza che correva verso di me, urlando il mio nome.

Era Cheryl.

Le corsi incontro e ci abbracciammo affettuosamente. Ero così felice di vederla! Da quando avevo deciso di tornare a Londra, io e lei ci eravamo sempre tenute in stretto contatto via telefono e computer, ma non ci eravamo più riviste.

Erano passati cinque anni ed era cambiata tantissimo!

I suoi occhi color nocciola così dolci e profondi, risaltati dai capelli mori ondulati, le sue gambe lunghe e quella risata acuta mi mancavano tantissimo.

Al suo collo pendeva un ciondolo a forma di scarpa da danza, lo stesso ciondolo che ci eravamo scambiate una vita fa.

Stavo per mettermi a piangere, quando lei mi riabbracció forte e sussurró: " Su, vieni qui, non devi piangere. Non ci siamo viste per cinque anni, ma ora sono qui e recupereremo tutto il tempo perduto." Detto ció, mi riguardó e aggiunse: "Andiamo? É ora di ricordare la mia buona vecchia Londra! E racconta, come stai?!"

Era identica. Sempre così attiva e felice. Ci avviammo verso il Pub nel quale cenammo tra una chiacchera e un' altra.

Harry's Pov :

Prendemmo la metropolitana per raggiungere il locale, si trovava nel quartiere Notthing's Hill e ci saremmo arrivati in due minuti.

Io, Niall e Louis, eravamo consapevoli di non poter  andare in un luogo pubblico senza la sicurezza.

I manager ce lo avevano proibito per la nostra sicurezza.

Ma decidemmo che una volta tanto si poteva anche fare...

Quella sera ci saremmo sicuramente divertiti molto, nel locale avremmo potuto ballare, scatenarci come matti, flirtare con belle ragazze, bere,... Ma mentre ero perso nei miei pensieri e stavamo svoltando

l' angolo di una strada, andai a sbattere contro una ragazza che dallo scontro cadde a terra.

"Scusami tanto, non ti ho vista!" Le dissi aiutandola a rialzarsi.

Aveva forse due anni in meno di me, occhi verdi dalle lunghe ciglia nere. E dei morbidi capelli castani ondulati le ricadevano sulle spalle.

Lei mi sorrise e disse : "Niente, tranquillo. Sono io che dovevo guardare dove andavo, mi dispiace."

Quando rialzó lo sguardo, incroció i miei occhi e arrossì, facevo sempre uno strano effetto alle ragazze, e questo mi piaceva. Sarei rimasto con lo sguardo fisso nel suo ancora a lungo se la sua amica non

l' avesse trascinata via senza neanche un saluto.

Le guardai andarsene e notai che a terra era rimasto il suo cellulare, le chiamai per riportarglielo, ma poi pensai che mi sarebbe potuto essere utile.

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