12. Love you

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Una volta ci andò anche con Justin lì. Lo riconobbe quel posto. Ricordò quella giornata come fosse stato il giorno prima. Non aveva ancora dimenticato. Affatto. Non lo aveva ancora dimenticato perché Justin fu la sua prima volta, fu il suo primo amore, fu il suo primo «buonanotte, vado a dormire», ma che poi la faceva rimanere sveglia per almeno un'altra ora.

-Ti piace qui?- furono le parole che la fecero risvegliare da quel momento in cui si era persa.

Scosse leggermente la testa e la rivolse verso il ragazzo biondino.

-Sì, mi piace tanto- gli disse, quando scesero dalla macchina che avevano parcheggiato all'esterno del parco.

C'era tanto prato e quest'ultimo era decorato da piccoli fiorellini colorati che crescevano qui e lì.

Fecero una piccola passeggiata, poi si sedettero sotto l'ombra di un albero.

-Allora, cara Devil- iniziò Jason.

Lei alzò il capo verso di lui.

-Mi dici o no il tuo vero nome?- le chiese.

Lei rise. Una risata ironica.

-E tu mi dici o no io cosa ci faccio qui?- chiese retorica, con tono neutrale.

-Oh- ammiccò lui. -Povera piccola- continuò.
-Ti senti smarrita?- domandò.

-A dire la verità un po' sì, ma sai...- cominciò.
-Quando conduci una vita come la nostra, devi mettere in conto che possano accadere cose del genere- rispose.

-Sì, concordo- le disse.

-E comunque, ritieniti fortunata che il capo di quei due ti abbia mandato qui- la avvisò.

Lei aggrottò la fronte in maniera interrogativa.

-Potrebbe averti mandato da altre persone che avrebbero potuto farti del male- si spiegò. -Deve volerti davvero bene- rise.

-Non so nemmeno chi sia questo tipo- ribatté Sophia, ridendo.

-Stai tranquilla, davvero- la rassicurò. -Qui nessuno ti farà del male- le disse, appoggiando una mano sulla spalla della ragazza ed accarezzandola.

Lei si irrigidì e fece un sorriso forzato.

Le mancava Louis.

-Una chiamata non posso farla, vero?- chiese speranzosa.

Lui mise su un'espressione negativa.

-Mi dispiace, ma no-

-Ti prego- unì le mani in segno di preghiera.
-Non ho mai pregato a nessuno in questo modo- disse.

-Vai a chiamare in quel telefono pubblico- disse lui, sconfitto. -La chiamata non deve durare più di dieci secondi contati- si alzò.

Lei fece la medesima cosa e poi parlò, felice.

-Grazie, grazie, grazie- saltò, finendo per abbracciare McDaniel.

L'abbraccio non durò molto, semplicemente perché lei si accorse di ciò che stava facendo e si staccò, motivando quel che aveva fatto come un gesto di entusiasmo.

Andarono verso la cabina telefonica che era a poco più di cinquanta metri da loro.

...

Louis si alzò dalla sedia per prendere il suo cellulare che aveva scaraventato sul pavimento.

Era un numero sconosciuto che lo chiamava.

-Pronto?- rispose lui.

-Louis!- esclamò la sorella.

Devil || Justin Bieber Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora