"Lui la invocava mentre la vita fuggiva."
-Virgilio8 Marzo
Mi svegliai... sorprendentemente bene.
I dolori disumani erano soltanto leggeri crampi, non vi erano segni di ferite aperte o ossa rotte.
Se le stranezze non bastavano, mi trovavo sul divano, come la notte precedente.
Era stato tutto un sogno? Probabilmente sì, doveva esserlo, magari i crampi erano stati causati da una dormita nella posizione sbagliata, non potevano esserci spiegazioni logiche per cui...
- Buongiorno, Nathan.-.
Gabe stava proprio dietro di me, quasi caddi per terra mentre alzavo lo sguardo.
Mi fissava, ma sembrava completamente diverso dal solito: nessuna faccia allegra e gentile, stavolta era decisamente serio.
- Gabe... buongiorno.-.
- Dobbiamo parlare- disse subito.
- Qualcosa non va?-.
- Sbrigati ad alzarti.- rispose.
Quando fui in piedi, percepii una strana differenza.
Guardando la casa, la mia casa, fu come rivedere un luogo in cui non mi trovavo da tempo.
In un primo momento sentii quasi di non appartenere a quel posto, a quel... mondo.
- Abbiamo molto di cui discutere, Nathan Miller.- disse nuovamente senza mezzi termini.
Alzai un sopracciglio, stupito.
- Gabe...da quando mi chiami anche per cognome?- accennai un sorriso, lui sembrò non ricambiare.
Decisi, allora, di assecondarlo: non pareva in vena di scherzi, quel giorno.
Era strano, fin troppo strano: Gabe Reynolds, lo stesso tizio che, il giorno del mio ritorno a casa, mi aveva accolto in un modo così caloroso da sembrare quasi un cane scodinzolante e pieno di gioia; adesso, mentre mi fissava con uno sguardo quasi vuoto, seduto di fronte a me al tavolo della cucina, si comportava in modo totalmente diverso, come se tutta la sua felicità fosse stata presa e fatta a pezzi, forse addirittura da lui stesso.
- Ricordi, il tuo ultimo giorno, prima del coma.-.
- La notte fra il 6 e il 7 Luglio del 2016, la ricordo bene- risposi, come se "bene" fosse la parola adeguata a descrivere la bellezza e la tragicità di quelle ore.
- Bene, quella notte, Fey morì a causa dell' incidente, mentre tu cadesti in un sonno profondo.-.
- Non dirmi cose che so già, grazie.- risposi.
- D' accordo, allora andrò dritto al sodo, ma poi non lamentarti di quanto questo ti sembrerà assurdo.-.
Chiuse gli occhi, fece un bel respiro e attese qualche secondo prima di parlare.
-Sei morto il 4 Gennaio 2017, il giorno in cui ti sei svegliato. Il tuo risveglio è stato causato dalla tua decisione di tornare in vita grazie ad un Patto che hai stretto con la Morte. Questo Patto ti ha reso un Taker, o Mietitore, il cui compito è quello di trovare la persona che ti ha ucciso e ucciderla a sua volta, così da recidere l' Accordo preso con la Morte. Per farlo, da adesso sei in grado di sfruttare numerose abilità interessanti, ma, per usarle, avrai bisogno di Tempo... letteralmente: sul tuo polso sinistro c' è un Contatore, indica il Tempo che ti rimane e decresce ogni qual volta che usi i tuoi poteri. Raggiungi lo zero e, beh.. sei morto.-.
Disse ogni cosa tutto d' un fiato, per un momento ebbi paura che svenisse.
Oltre allo stupore per la rapida parlantina, di certo non avevo ignorato ciò che aveva detto.
- Gabe... hai fumato?- dissi ridendo.
Lui mi guardò storto, poi sospirò.
- Hai guardato il tuo avambraccio, Nathan?-.
- Cosa?- domandai.
- L' avambraccio sinistro, il tuo polso, hai guardato?-.
Ovviamente non lo avevo fatto: la situazione era decisamente troppo assurda per credere ad una sola parola.
Quando abbassai lo sguardo, però, dovetti decisamente ricredermi.
C'erano effettivamente dei numeri, come tatuati sulla mia pelle.
Solo che... stavano scorrendo
all' indietro.
29 Giorni, 13 ore, 27 minuti e 33...32..31..
Scossi il braccio, feci ruotare completamente il polso, sperando che qualunque cosa avessi visto fosse una mera allucinazione.
Purtroppo, non lo era.
- Questo... questo non può essere reale.- dissi.
- Lo è, Nathan, ora lasciami continuare.-.
- Come pretendi che ti dia ascolto? Tutto questo è folle! E chi cazzo sei tu, per di più?-.
- Sono Gabe Reynolds, te l'ho già detto..-.
- No! Sai cosa intendo, cosa sei tu?-.
Gabe inarcò le labbra in un mezzo sorriso.
- Sono un Taker, proprio come te.. beh, io non ho un Contatore, ma ciò non cambia il fatto che sono qui per aiutarti, anzi, semplifica decisamente le cose.-.
- Perchè mai avrei dovuto stringere un Patto simile? E con la Morte per giunta!-.
- Stai solo facendo delle domande complesse fino a quando non sarò più in grado di darti una risposta concreta, non è così? Vuoi provare a fregarmi, così da poterti convincere che tutto ciò non è reale.-.
Abbassai la testa, fissando le mie mani.
Come potevano quelle mani calde, veloci, pulsanti, colorate... essere morte?
- Sì, è così.- risposi deciso.
Gabe scosse la testa.
- Ascolta, ecco come stanno le cose: mi sono trasferito qui ancora prima che venissi a sapere della tua dipartita, è stata la Morte stessa a dirmelo, proprio il 4 Gennaio. Io sono un Taker Eternal, ovvero un Mietitore che ha guadagnato l' immortalità uccidendo la persona che lo ha a sua volta privato della vita: avendo reciso il Patto, sono in grado di comunicare con la Morte. Mi ha pregato di aiutarti, in quanto aveva deciso di darti del tempo in più da comune mortale prima della trasformazione in Taker, proprio a causa del coma. Ho deciso di accettare la sua richiesta e, beh... eccomi qui.-.
- Davvero premurosi... perchè la Morte dovrebbe preoccuparsi così tanto delle mie condizioni?-.
- Sei proprio una testa calda... troppe domande, persino per un Detective.-.
- Rispondi, se vuoi che ti creda.-.
Gabe sospirò ancora, quasi cercando di farmi pena.
Purtroppo per lui, lo spettacolino non attaccava.
Certo, molti avvenimenti accaduti successivamente al mio risveglio sembravano quasi dare credito alla sua storia: i sogni, le voci, le allucinazioni... ma come potevo io, un Detective della Omicidi, fin da sempre cresciuto nella più forte razionalità, dare fiducia ad una teoria così assurda?
- Sarebbe stato sciocco lasciare che tu fossi morto subito dopo aver stipulato un Patto... dato che la tua trasformazione è stata ritardata di proposito, la Morte sapeva che ci sarebbero stati degli effetti
collaterali: durante questi mesi sei sempre stato un morto il cui corpo stava tornando ad abituarsi alla vita.
Per questo, ieri notte, hai provato così tanto dolore: il tuo tempo da vivo era finito, stavi, di fatto, morendo nuovamente. Se non fossi intervenuto... diciamo che adesso ti ritroveresti leggermente fottuto.-.
Ieri notte... non era un sogno allora.
Sentii una forte fitta allo zigomo.
No, non lo era, disse il mio corpo.
- Cosa avresti fatto, di preciso?-.
- Ho fatto in modo che ti rilassassi, così da rallentare la trasformazione e attenuarne gli effetti.-.
Mi alzai di scatto, con grande sorpresa di Gabriel, e andai in bagno: era completamente pulito, senza alcun segno di schegge o cocci per terra.
- Ricordo di aver mandato tutto
all' aria!- esclamai compiaciuto.
Fantastico! Avevo trovato una prova che dimostrava le sue menzogne!
- Hai avuto delle allucinazioni, durante la trasformazione, ma di certo hai anche rotto un bel po' di cose, a cominciare dallo specchio: una parte dei nostri poteri consiste nella manipolazione della materia, sono stato io a pulire tutto. E poi, nonostante ciò, come lo spieghi il contatore?-.
Non lo ascoltai, ero troppo scettico e riluttante per accettare quelle assurdità, adesso cercavo solo un modo per uscire da quell' en passe, una prova che facesse cadere ogni sua affermazione e mi desse ragione... e finalmente la trovai.
Lo specchio: mi voltai per guardarlo meglio.
- Mi credi, adesso?-.
- Quegli occhi... quel ghigno... nel mio sogno mi ero effettivamente trasformato, ma adesso non ho niente di tutto questo: il mio aspetto non è cambiato!-.
Eureka! Ce l' avevo fatta!-.
Gabe roteò gli occhi, poi si passò un amano sulla fronte.
- Porco cane... non hai ancora capito?. Ti facevo più sveglio, Nathan.-.
- Sentiamo, allora. Voglio proprio vedere quale altra scusa ti troverai.-.
- Ti ho aiutato, durante la trasformazione, ho rallentato i suoi effetti, bloccandone una parte, in modo che non soffrissi troppo: a causa di ciò, però, essa non ha raggiunto il totale completamento.
Adesso, beh... è come se la trasformazione in Taker si sia diffusa all'interno del tuo corpo, ma non nel tuo aspetto, una sorta di completamento al 99%. Nonostante questo, il Contatore sembra essere sfuggito al
contenimento.-.
- Bene, e cosa dovrei fare per passare da bruco a bellissima farfalla?- dissi ridendo.
- Devi solo concentrarti, pensa al giorno dell' incidente d' auto, al coma, al 4 Gennaio.-.
Storsi il naso, Gabe continuò ad insistere, alla fine cedetti.
Magari così l' avrebbe finita con quelle stronzate, una volta per tutte.
Guardandomi allo specchio, iniziai a pensare alla mia morte, allo svenimento, ricercando disperatamente anche il più piccolo ricordo, magari un sogno, avuto durante il coma, sebbene sapessi quanto fosse ridicolo cercare di rivivere una morte che non era mai avvenuta.
Poi la vista si appannò per qualche secondo: iniziai a sentire un gran freddo, ma non smisi di guardare lo specchio, su consiglio di Gabe.
Stava succedendo davvero qualcosa: come nel sogno, la pelle stava sbiadendo, quasi scomparendo per quanto era pallida, mentre gli occhi si erano tinti di azzurro chiaro.
Inoltre, i capelli si fecero ispidi e neri.
- Nathan!-.
Un grido: la voce di Fey mi liberò
dall' ipnosi.
Il senso di smarrimento svanì: resomi conto del mio nuovo aspetto, indietreggiai spaventato, cadendo col sedere a terra.
Era vero, era seriamente vero... oppure stavo del tutto impazzendo? Avevo già avuto allucinazioni fino a poco tempo prima, forse ne stavo avendo un' altra proprio in quell' istante, forse Gabe non esisteva neanche.
- Vuoi un' altra prova? Bene!-.
Spazientito, poichè sembravo paradossalmente ancora scettico, Gabe mi prese per un braccio: prima che me ne rendessi conto aveva conficcato un coltello nella mia mano, attraversandola.
Urlai di dolore, senza però accorgermi che, in effetti, di dolore non ce
n' era affatto, nonostante il sangue non smettesse di colare.
Sentii solo un leggero calore al braccio sinistro, proprio dove si trovava il Contatore, accompagnato da un formicolio.
Adesso, il tempo stava scorrendo ancora più velocemente, fino a quando non diminuì di esattamente 30 minuti, poi riprese a decrescere ad una velocità normale.
- È diminuito... ho perso 30 minuti... cosa vuol dire?-.
- È il prezzo da pagare per curare quella ferita.- disse Gabe.
Fissai la mano: non vi era nemmeno un graffio.
- Che cazzo... allora è successo davvero.- .
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The Taker Tales: Eternal Curse
Mystery / ThrillerA Nathan Miller, poliziotto ventisettenne della fittizia città di Blackdoom City, è stata data una seconda possibilità. Risvegliatosi da un coma, scopre di aver perso la fidanzata, Fey, a causa di un brutto incidente d' auto. Purtroppo, quando crede...