"Si invitano i gentili passeggeri ad allacciare le cinture di sicurezza poiché stiamo andando incontro ad una turbolenza, di conseguenza l'arrivo a Miami sarà ritardato, ci scusiamo per il disagio, e buon viaggio!"Aprii improvvisamente gli occhi sentendomi scuotere.
"Mamma che ore sono?" Biascicai ancora assonnata, odiavo alzarmi presto.
"È ora di svegliarsi tesoro." Disse lei accarezzandomi la testa con amore.Mi stropicciai gli occhi e con tanta forza di volontà mi alzai dal letto, il pavimento risultò essere quasi ghiacciato, un brivido di freddo mi percorse tutta la schiena.
Era tardissimo e, anche se un po' controvoglia, dovevo ancora prepararmi per il mio primo giorno al college.I primi di giugno avevo iniziato ad informarmi sui vari college che la Florida offriva tramite dei depliant che arrivavano continuamente all'arrugginita cassetta della posta di casa mia, e avevo deciso di frequentare il Miami Barry College. La mia scelta è stata influenzata soprattutto dal non volermi allontanare troppo da casa, in modo da non lasciare mia madre sola per lunghi periodi. In questo modo avrei potuto permettermi di tornare a casa almeno una volta ogni mese e per quasi tutte le festività.
Io e mamma abbiamo sempre vissuto da sole, e lei è sempre stata davvero buona con me, l'ammiro per tutta la forza che ha avuto a crescermi da sola.
Non mi è mai mancato nulla; tranne un padre. Lui ci ha lasciate quando io ancora ero in grembo, ma nonostante tutto mia madre ha sempre ricoperto anche il suo ruolo.Con passo lento e assonnato mi trascinai fino in bagno, il mio riflesso nello specchio mi mostrava sconvolta ma euforica; raccolsi i capelli in una crocchia spettinata e sistemai con le dita la frangetta dorata che incorniciava il mio pallido viso stanco, misi poi un filo di mascara sulle ciglia.
Ero pronta.Uscita dal bagno mi resi conto che tutta la casa profumava di chicchi di caffè macinati, mi venne spontaneo accennare un sorriso all'idea di un cappuccino caldo in una mattinata di inizio Ottobre.
"Amore ti ho lasciato il caffè sul tavolo in cucina." Mi avvertì mia madre, come avevo previsto.
"Grazie, come farò d'ora in poi senza di te, mi mancherai mamma. Prometto che verrò a trovarti spesso." Le risposi.
"Ti aspetterò, sono sicura che te la caverai." So che ci credeva davvero, e ci credevo anche io.Anche se mi dispiaceva lasciare mia madre, non vedevo l'ora di diventare finalmente indipendente.
Era l'ultimo giorno a casa prima di trasferirmi al dormitorio del college, avrei voluto rimanere un altro po' a scambiare quattro chiacchiere con mia madre Camila ma l'autobus sarebbe passato da un momento all'altro e non potevo perderlo per nessuna ragione.Salutai mia madre con un bacio ricambiato e mi chiusi la porta alle spalle, in tempo per prendere l'autobus dall'altro lato della strada.
Il viaggio risultò più lungo del previsto così che mi lasciai sopraffare dai miei pensieri.
Adesso capivo il perché del sogno, ero tanto euforica quanto spaventata per l'inizio di questa nuova esperienza, proprio come quando all'età di soli cinque anni fui costretta a lasciare casa nella mia città natale, l'Havana, per trasferirmi nella periferia di Miami con mia madre per iniziare una nuova vita insieme; lo svantaggio era che non conoscevo nessuno e non avevo amici qui in America.
"È libero?" Una voce mi risvegliò dai miei pensieri. Rivolsi lo sguardo in alto verso una ragazza dai capelli rossi.
"Oh... si, si è libero, prego." Risposi spostando velocemente lo zaino che occupava il posto.
"È il tuo primo anno qui?" Domandò.
Rivolsi nuovamente lo sguardo verso la sconosciuta.
"Si sono al primo anno, tu?" Domandai curiosa.
"Sono al secondo"- rispose -"Mi chiamo Laurel. Laurel Reyes. Piacere di conoscerti." Mi porse la mano. Aveva delle unghie rosa fosforescenti, perfettamente squadrate e per un attimo gliele invidiai.
"Piacere, Emily Torres." Il suo sorriso era luminoso e a primo impatto mi parve gentile quindi decisi di ricambiare la stretta.
"Se hai bisogno di qualsiasi cosa puoi contare su di me, sono del posto e ho sicuramente qualche esperienza in più di te" Mi rassicurò Laurel ridacchiando, da i suoi occhi capì che era sincera, desiderava davvero essere di aiuto.
Pensai che probabilmente anche lei aveva bisogno di cambiare amicizie, e di farsene di nuove. E una nuova buona amica era proprio quello che stavo cercando.
"Grazie mille, stai certa che in tal caso verrò a cercarti." Le dissi con un sorriso.
"Buona fortuna." disse lei strizzando l'occhio nella mia direzione.
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Paramour (an illicit love)
RomanceLei, ragazza di periferia cresciuta senza un padre, all'inizio di una nuova esperienza. Costretta ad affrontare uno sconvolgente segreto che le è stato nascosto per tutta la vita, inizierà così a ricomporre i pezzi di un puzzle ancora incompleto. S...