Thomas fissa il soffitto della stanza, è sdraiato supino sul vecchio materasso del letto che gli è assegnato. Non riesce a prendere sonno. Troppa gente che sussurra, borbotta, persino qualcuno che parla nel sonno. Alcuni stanno parlando di lui. A quanto pare, intorno ai tredici anni vengono riconosciuti praticamente tutti. E una volta riconosciuti si viene assegnati ad una capanna piuttosto che ad un'altra. La capanna di Ermes è diversa da tutte le altre per una caratteristica in particolare: non accoglie soltanto i figli di quella divinità, ma anche tutti i cosiddetti Indeterminati, ovvero coloro che non sono stati ancora riconosciuti dal loro genitore divino.
Dato che non ha rivelato chi sia suo padre (non che tale informazione possa portare giovamento a qualcuno in qualche modo...), ora è qui, in mezzo a questa marmaglia di gente inferiore.
Ma che accidenti sto pensando? Si rimprovera da solo. Questi non sono i miei pensieri!
No, infatti. Sono i miei.
Il ragazzo scatta a sedere e si guarda intorno.
È inutile... Io sono soltanto una voce nella tua testa.
"Chi sei? Cosa vuoi da me?"
Sono qualcuno... E da te voglio qualcosa, ma tutto a suo tempo.
"Vattene da dalla mia testa!" sibila il giovane.
Non serve che parli ad alta voce. Io sento perfettamente i tuoi pensieri. Gli altri, invece, ti prenderebbero per pazzo...
Il ragionamento non fa una piega.
Che cosa ci fai nella mia testa?
Non sono nella tua testa.
E dove sei allora?
Un leggero brivido percorre tutto il suo corpo. E qualcosa sul suo petto sembra diventare prima gelido come il ghiaccio e poi ustionante quanto una fiamma.
Il... Il ciondolo? Sei nel ciondolo?
Non esattamente. Ho legato al ciondolo parte della mia essenza e, visto che lo stai indossando, riesco a parlare con te, fanciullo mio.
A parlarmi? A scombussolarmi la mente piuttosto!
Vedila come vuoi...
Cosa accadrebbe se mi togliessi il ciondolo? Mi lasceresti in pace?
Non credo che te lo toglierai, finché non avrai il mio consenso.
Questo è tutto da vedere!
Thomas afferra con entrambe le mani la catenella, inizia a sfilarsela, ma, arrivato a metà della testa si ferma e la rimettere a posto.
Come ti dicevo... Senza il mio permesso, non puoi.
Almeno dimmi chi sei!
Ogni cosa a suo tempo, tesorino, ogni cosa a suo tempo.
In breve il giovane si addormenta lasciando che la sua mente vaghi per il ricordo di Asgard.
. . .
A non troppi metri di distanza, nella cabina dall'esterno nero, Bianca e Hazel hanno finito da poco di chiacchierare. Si sono conosciute meglio e, da quello che ha sentito, la prima ha cominciato a rivalutare la propria infanzia: quella della sorella appena trovata è stata molto peggio.
A detta di Hazel, Nico ha fatto un buon lavoro con gli arredi della cabina di Ade. I gusti di Nico apparirebbero rétro agli occhi di chiunque altro e per il secolo in cui si vivono lo sono quasi certamente, ma alla ragazza risultano familiari. Lo stile anni Quaranta del mobilio, la logica con cui ogni pezzo è disposto non sono per nulla casuali; in un certo sensi si sente quasi a casa. Inoltre si nota il tocco femminile di Hazel e un po' di gusto femminile non guasta mai.
"Quando pensi che arriverà Nico?"
"Beh, doveva venire con noi, ma c'è stato un'imprevisto... Quindi, suppongo, tra due o tre giorni... -spiega la donna sbagliando- Vuoi... Provare a contattarlo domani?"
"Oh, no. -replica furba Bianca- Deve essere una sorpresa! Sapresti dirmi qual è stato l'imprevisto?"
Hazel, già quasi completamente addormentata, biascica qualcosa riguardo ad un dottore con l'influenza.
* * *
🌋Leti🌌
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Nuovi Mondi - Ritorno A Midgard
FanfictionSeguito di "Nuovi Mondi" (Ambientato dopo Thor - Ragnarok e Spiderman - Homecoming) La descrizione che seguirà contiene spoiler sul primo libro: siate svegli. Fuggiti per poco all'attacco di Hela ad Asgard, Bianca e Thomas tornano su Midgard, sulla...