Capitolo 8

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Una prerogativa di un campo di addestramento per eroi è, senz'altro, l'allenamento al combattimento. Per tutti. Quella prima mattinata al campo, quindi, sarebbe stata dedicata all'affinamento dell'arte della spada.

Quando era venuto a saperlo, a colazione, Thomas per poco non aveva imprecato pesantemente: l'ultima volta che aveva affrontato qualcuno diverso da Bianca le aveva prese malamente. In realtà, anche lei lo aveva battuto, ma non contava: la sua Bee poteva batterlo tutte le volte che voleva. In ogni caso aveva imparato a non sottovalutare ragazzini asgardiani, mai. Non che perdesse sempre... Tuttavia l'ultimo allenamento sotto la guida di Lady Sif era stato un fiasco totale.

Il ragazzo con cui deve allenarsi è Henry, il figlio di Ares che il giorno prima faceva la sentinella. Mentre cercano delle spade da allenamento adatte Tom ammette di essere piuttosto scarso in materia, per cui l'altro gli promette di andarci piano, per quanto un figlio del dio della guerra possa esserne in grado.

"Non te la cavi troppo male! -commenta ad un certo punto il semidio greco parando un colpo dell'avversario con lo scudo.- Hai solo una tecnica leggermente... Anzi, decisamente barbarica. Con un po' di pratica sono sicuro che affinerai la tecnica e diventerai piuttosto bravo."

"Grazie." ansima il figlio di Loki: non ha il fiato dell'altro. In più, il suo scudo lo sta intralciando: Lady Sif non voleva che, in un duello, i suoi allievi si nascondessero dietro un insulso pezzo di legno e ferro, comportandosi da pusillanimi. Gli scudi venivano solo quando ci si allenava con l'arco od altre armi a lunga gittata a coppie e bisognava fornire al compagno un bersaglio mobile senza rischiare la pelle. C'era stata anche una volta in cui la Maestra d'Armi si era svegliata particolarmente di mal umore e aveva deciso che i suoi allievi avrebbero imparato a schivare dardi volanti senza alcuna protezione... Quello era stato ufficialmente etichettato come un giorno da dimenticare.

"Senti... -comincia Henry con una nota di incertezza nella voce. Thomas si trattiene dal ridere: quel ragazzo è imperturbabile quando si tratta di armi almeno quanto è imbranato con le interazioni affettive.- La ragazza con cui sei arrivato ieri... Tieni la spada più alta! E non abbassare lo scudo! Dicevo, tu e lei vi conoscete?"

Thomas corregge la postura. "Se ci conosciamo? Bianca mi ha stravolto la vita."

"Siete amici?"

"Se vuoi andare a parlare di quello che penso, lascia perdere. E poi... Non ci stavamo addestrando?" si irrita Tom.

"Giusto. Parliamone dopo."

O non parliamone più.

"Lo scudo! Tienilo su!" lo riprende Henry Morris.

L'altro sbuffa. "Time out. -Poi butta a terra lo scudo sotto lo sguardo stupito del primo.- Bene ora riprendiamo."

I movimenti del mezzo asgardiano ora sono molto più fluidi e il ragazzo sembra aver ritrovato parecchia energia.

Questo lo nota Annabeth mentre, seduta ai margini dell'arena, getta l'ennesima occhiata al nuovo arrivato. Il giovane ha una tecnica diversa da tutte quelle che vengono insegnate al Campo Mezzosangue, o al Campo Giove, ma non è privo di un addestramento serio. Ciò che più la sorprende è che quella maniera di muoversi non le è del tutto aliena: è molto simile a quella di suo cugino per lato mortale e degli amici di lui. Questo la porta a credere che Thomas non sia un semidio greco: lo sospetta da quando, il giorno prima, l'ha sentito nominare Odino, ma non riesce a ricordare come mai non gli abbia posto delle domande a riguardo. Tuttavia non si sofferma troppo su quel pensiero e torna a fissare attentamente la sfida.
Da quando ha gettato lo scudo, il nuovo arrivato combatte quasi fosse un'altra persona e il figlio di Ares, al momento il migliore del Campo in fatto di duelli, comincia a trovarsi seriamente in difficoltà.

Nuovi Mondi - Ritorno A MidgardDove le storie prendono vita. Scoprilo ora