5 - Il prezzo di un'eretica

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I cittadini non sembrano toccati da tutto quel casino

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I cittadini non sembrano toccati da tutto quel casino... e questa è la cosa più inquietante.
Le bancarelle sono aperte, i mercanti urlano offerte e il profumo di pane caldo si mescola all'odore dolciastro della frutta matura. Qualcuno ride e qualcun altro contratta. Vi è persino un bambino che corre tra i passanti, stringendo un pezzo di mela caramellata. Stringo meglio la borsa sotto al mantello, contenente tutti i miei averi, e lì, nascosta tra i vestiti, la corona ormai rotta pesa più del potere. 

Riven dice che troverà qualcuno capace di ripararla, io sono del parere che sarà un miracolo trovare qualcuno disposto anche solo a guardarla.
Abbasso il cappuccio sul viso e continuo a camminare, stando ben attenta alle pattuglie che passano ogni pochi minuti: paladini in armatura chiara si muovono tra le strade come lame nel burro, aprendo porte, entrando nelle case e trascinando fuori gente che non ha nemmeno il tempo di capire cosa stia succedendo.

Posso sentire donne urlare e vedo uomini che cercano di spiegare, bambini trascinati per le strade e la folla che, indisturbata, seleziona le marmellate.Nessuno interviene o parla, non una persona che guardi più a lungo di un battito di ciglia.

Fingo di osservare una bancarella di stoffe mentre una pattuglia passa accanto a me, buttando lo sguardo più in basso pur di evitarli.
«È seta vera, signorina! Dalla costa sud, guardi che colore...» e annuisco senza ascoltare.

Quando li vedo girare l'angolo mi allontano, camminando nella medesima direzione.
Non dovrei esserne sorpresa, a Noxaria facevano lo stesso ma, vederli così alla luce del giorno...

Da me lo chiamavano potere, controllo e dedizione... impegno nel liberare una nazione oppressa dalla sua marcia monarchia. Qui, invece, è semplicemente fede..

Il cristallo pulsa, freddo contro la mia corazza di rabbia, e un nodo allo stomaco mi attanaglia. Che sia la sua paura del giudizio?
Riprendo a camminare più in fretta: devo raggiungere Riven alla fontana a Gravesend, la piazza principale della città. Lui è l'unico che può darmi risposte, ora come ora...
O, almeno, l'unico disposto a cercarle.

Attraverso la strada cercando di non attirare l'attenzione: ogni tanto qualcuno mi sfiora una spalla o un gomito con una cesta di verdure, e il rumore della città mi rimbalza nelle orecchie, come se fossi fatta di vetro.

Tutto troppo normale, se non contiamo le persone trascinate per le strade e portate verso la cattedrale. Ed è questo a disturbarmi: a Noxaria il controllo era più elegante, invisibile. Le guardie non trascinavano via le persone nel mezzo del mercato e non c'erano urla né madri che si aggrappavano alle armature lucenti dei paladini.

Le persone sparivano e basta. Qui invece tutto avviene alla luce del sole, come se fosse giusto... come se la paura fosse parte della vita quotidiana. 

Una campana rintocca da qualche parte e il suono si propaga tra i tetti di ardesia. Mi volto appena in tempo per vedere una nuova pattuglia che svolta all'angolo: sono quattro, con le loro armature chiare e mantelli accesi, il simbolo dell'Aurora inciso sul petto.

Santi e Ladri | IN REVISIONEDove le storie prendono vita. Scoprilo ora