32. Fiducia

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Cominciai a camminare a passo svelto verso di loro. << Ehi, fermi un attimo, cosa state facendo, Mike? >>.

<< Stiamo portando Eren Jaeger via. È un sospettato. >>.

<< No, è impossibile. Eren è stato con me in questi giorni, non può essere stato lui. >>.

<< Il suo modulo dice il contrario. >>.

Spostai il mio sguardo da Mike a Eren, che era tenuto con le mani dietro la schiena da altri due responsabili. << Eren, dimmi la verità, hai usato il modulo di movimento tridimensionale quando non ti era concesso? O quando non eri in allenamento con me? >>.

<< No, Chise, lo sai che non userei mai il modulo senza il permesso di un responsabile. E poi, Hanje ha parlato anche a me dei suoi esperimenti, e quindi non avrei avuto motivo di ucciderli! >>.

Stavo per parlare, ma Eld mi interruppe. << Non è che li hai uccisi solo perché nutri un profondo odio per i giganti? >>.

Oruo rispose ad Eld al posto di Eren. << Si deve essere per forza questo il motivo! >>.

"Basta. Non ce la faccio più a sentire questi due idioti. Eren è stato con me, è impossibile.". La rabbia uscì tutta in una volta, zittendo all'istante Eld e Oruo che stavano ancora accusando Eren. << VOLETE STARE ZITTI?! >>. Mi guardarono tutti in silenzio, sorpresi per la mia reazione violenta. Anche Eren mi guardava con gli occhi spalancati. << Se vi dico che non è stato lui, non è stato lui. È chiaro?! E ora lasciatelo immediatamente! >>. I due soldati che tenevano Eren lo liberarono dalla loro presa, ancora spaventati dalla mia reazione.

<< E ora continuate a fare i controlli. Eren, vieni con me. >>.

<< Oh... S-Si... >>. Cominciai ad allontanarmi dal campo nel quale si stavano tenendo i controlli a passo svelto, seguita da Eren che sembrava avere difficoltà nel starmi dietro.

Continuavo a camminare a passo svelto, non si sentiva un singolo rumore, tranne quello dei nostri passi; Eren preferiva stare in silenzio. Arrivammo agli alloggi di Levi: mi tolsi il mantello, la giacca e le imbracature, mentre Eren si sedette sul divano, dopodiché io mi sedetti sulla poltrona di fronte a lui.

<< Eren, ora siamo soli. Dimmi la verità. Hai usato il modulo di movimento tridimensionale quando non ti era permesso? >>.

<< Ti ho già detto di no! >>.

<< Lo hai usato per fare una delle tue passeggiate notturne in questi due giorni? >>.

<< No! >>.

<< Sei sicuro? Non mi stai mentendo? >>.

<< Ho già detto di no! E non ho ucciso quei giganti! Come devo fartelo capire?! >>.

Guardavo Eren negli occhi, e sembrava che stesse dicendo la verità. << Se non hai usato il modulo perché sembra che sia stato usato negli ultimi due giorni? >>.

<< Non lo so... e se quel qualcuno avesse usato il mio modulo di proposito per uccidere i giganti, non correndo rischi per sé stesso, incastrando me? >>.

<< E' possibile. Ma il problema ora è che non sappiamo chi. Bene, ne parlerò al capitano Levi e vedremo cosa fare. Puoi andare ora. >>.

<< Grazie, Chise, per la tua fiducia in me. >>. Eren si fermò sulla soglia della porta, e si voltò verso di me. << Ti dimostrerò che non sono stato io ad aver usato il modulo! >>. Con quelle parole, Eren si chiuse la porta alle spalle, lasciandomi avvolta in un silenzio tombale. Fissavo la porta intensamente. Mi tolsi la giacca e sbottonai di qualche bottone la camicia, poi rivolsi lo sguardo verso il pavimento e chiusi gli occhi, massaggiandomi entrambe le tempie con le dita. "So che non sei stato tu, Eren. Non lo avresti mai fatto, ti conosco. Ma perché Mike è sicuro che il tuo modulo è stato usato due giorni fa, proprio quando i giganti sono stati uccisi? Non voglio pensare che sia stato tu ad averli uccisi solo perché nutri troppo odio verso i giganti in generale, è una scusa troppo ovvia. Chiunque abbia ucciso i giganti lo ha fatto per un motivo preciso. Chi lo ha fatto non voleva che si scoprisse altro sui giganti. Chi lo ha fatto è uno che può trasformarsi come Eren, ma è come Annie, ovvero contro l'umanità...". Sentii la porta aprirsi. Mi voltai di scatto e notai che era appena tornato Levi. << Già qui? >>.

<< Si. Riunione noiosa come al solito. A proposito, come mai ho visto Jaeger uscire dagli alloggi? Cosa stavate facendo? >>.

<< Ho fatto un piccolo interrogatorio ad Eren, perché dicono che è sospettato per aver ucciso i giganti di Hanje. >>.

<< Ma davvero. >>. Levi si sedette di fronte a me sul divano, notando che avevo solo la camicia mezza sbottonata.

<< Io so che non è stato lui, Levi. Non lo avrebbe mai fatto, lo conosco. Si, nutre un profondo odio verso i giganti, ma lui sapeva che quelle cavie erano preziose per tutti noi. Non si sarebbe mai spinto a tanto. Ho ipotizzato una teoria: qualcuno avrebbe preso il modulo di Eren e lo ha usato per uccidere i giganti per non avere le responsabilità delle conseguenze, quindi in questo caso non è sospettato. Che ne pensi? >>.

Levi alzò gli occhi dalla mia camicia, incrociando i miei e portandosi una mano sotto il mento.
<< Potrebbe anche essere una teoria plausibile, e in questo caso, visto che si pensa che qualcuno abbia preso il modulo di Eren, vuol dire che è stato qualcuno in questo gruppo di reclute ad aver ucciso i giganti. >>.

<< Già, non ci avevo pensato. Almeno ora abbiamo il campo già più ristretto... >>. Proprio in quel momento, mi tornò in mente ciò che mi disse al campo il comandante Erwin: "Tu che cosa ci vedi, Chise? Che cosa credi che sia il nemico? Chissà, forse si riferiva a questo Erwin in quel momento...".

<< A cosa stai pensando? >>.

<< Nulla... devo andare. Ci vediamo dopo a ora di pranzo. >>. Stampai un veloce bacio sulle labbra di Levi, mi alzai di corsa ed uscii dagli alloggi, lasciando Levi seduto sul divano, che mi fissava con aria indiscreta. Cominciai a correre verso gli alloggi del comandante Erwin. Arrivata davanti alla sua porta bussai delicatamente come di mio solito, ma non rispose nessuno: mi guardai in giro, e notai che Erwin stava parlando con una recluta qualche metro più avanti.

<< Comandante! >>.

<< Ciao, Chise. Cosa succede? >>.

Feci il saluto. << Comandante, ho bisogno di parlarle. >>.

<< D'accordo. Marlo, va pure. >>. La recluta fece il saluto e poi se ne andò. << Dimmi tutto, Chise. >>.

<< Comandante... quella domanda che mi volgeste al campo... lei già sapeva? Aveva già capito che si trattava di una recluta che si trova in questo gruppo? >>.

<< Non era difficile arrivarci. Pensaci. >>. Rimanemmo in silenzio per qualche secondo, finchè qualcuno non chiamò Erwin bussando alla sua porta. << Mi dispiace, ma ora devo andare. Ci vediamo agli allenamenti. >>.

<< Certo, comandante. Io ora vado a vedere i risultati dei controlli. Arrivederla. >>.

Feci il saluto e mi voltai per tornare indietro, dirigendomi verso il campo con ancora in mente le parole di Erwin: "Non era difficile arrivarci. Pensaci. Ma quindi, vuol dire che tra di noi c'è qualche 'amico' di Annie, intento nel distruggere le mura, che sia il colossale? Oppure il corazzato? O addirittura entrambi, saranno stati loro. Il problema è scprire chi sarebbero costoro...".

A ora di pranzo, eravamo tutti in sala a mangiare. Io ero seduta vicino a Levi, e stavamo chiacchierando animatamente tutti insieme, finchè un messaggero di un gruppo di ricerca partito per una spedizione non fece il suo ingresso nella sala, spalancando le porte e correndo verso il nostro tavolo velocemente. Tutti gli occhi erano su quel soldato.

<< COMANDANTE ERWIN! >>.

<< Cosa succede? >>.

<< IL WALL ROSE... HANNO AVVISTATO DEI GIGANTI AL SUO INTERNO! >>.

Levi si alzò di scatto. << E' impossibile, questo vuol dire che il Wall Rose è caduto! >>.

"Cosa... in quella spedizione c'erano i miei amici...". Afferrai il braccio di Levi.

<< Comandante Erwin, dobbiamo andare ad aiutarli. Ci sono tutti i miei amici in quella spedizione. Dobbiamo assolutamente partire! >>.

<< Bene. Preparatevi. Questa sera partiremo per una spedizione. >>.

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