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Quando Nicholas finalmente si degna di calcolarmi di nuovo è passata almeno mezz'ora. Sbuffa, lanciandosi sul letto al mio fianco e si passa le mani sul volto, guardandomi seccato.

<<La tua faccia mi fa pensare a due cose. La prima è che sia davvero uno stupido che vuole farmi impazzire a mandarmi quei messaggi, l'altra è che sei stufo di avermi in casa.>>

<<Mi dispiace doverti comunicare che nessuna delle tue ipotesi è giusta. Io adoro averti in casa, e lo sai, idiota. Ma non riesco a capire chi è che ti manda questi messaggi, sembrano venire tutti da un telefono diverso..>> Mormora, e non posso che essere un po' confusa. Se nemmeno lui, che è un asso deo computer ed un Hacker provetto, non riesce a capire chi è a darmi fastidio, non posso che preoccuparmi.

<<La prossima volta che ti arriva un messaggio da questa persona, inoltramelo all'istante, d'accordo?>> Annuisco, alzandomi dal suo letto e prendo la felpa, con la zip davanti, che ha abbandonato sul pavimento.

<<Prendo questa in prestito. Mi sai dire se c'è un Super-market in zona? Mi sono scordata di andare a quello vicino al Down.>> Mentre indosso la sua felpa lui annuisce, prendendo il cellulare da sotto il cuscino e iniziando a smanettarci.

<< Giù, dopo l'angolo a destra ci sono dei negozi ed un Supermercato. Ma devi già andare via? È un po' che non stiamo insieme, rimani a pranzo?>> ci penso un po' su e, onestamente, non è una brutta idea. A casa sarei comunque rimasta da sola.  Così annuisco, ma gli punto l'indice al petto e fingo un'espressione minacciosa.

<<Non pensare che mi tolga questa felpa, però. Qui dentro si sta espandendo un calore che non ho intenzione di allontanare, ne ora, ne quando andrò a comprare le uova per Kayla.>> lui sorride, scuote la testa e mi spinge per le spalle verso la cucina. So che ormai non fa più domande su quel che dico e, ringraziando Gesù, io non mi sforzo più di dargli delle risposte.

Credo siano passate un paio d'ore da quando io sono sdraiata sul divano, mentre Nicholas è seduto a terra, con la testa poggiata sul mio fianco. Abbiamo la musica in sottofondo, e lui continua a farmi domande. Non ci vediamo davvero da tanto tempo, e non sa un mucchio di cose.

<<Oggi non dovresti chiamare tuo padre, caramellina?>> Annuisco, sospirando e lui mi guarda con un sorriso dolce. Voglio davvero bene a questo ragazzo, è l'unico a cui tengo davvero dopo Kayla.

<< Sta sera verrai al Locale, hacker di cuoricini, vero?>> Lo vedo passarsi una mano tra i capelli, vuol dire che non sa che dirmi. <Oh andiamo Nich! Me lo avevo promesso!>> mi lamento, muovendomi sul divano e facendolo sbuffare.

<<Lo so, lo so! Ma mi è passato di mente, non pensavo fosse sta sera, ed ho accettato del lavoro, insomma, lo sai che sono sempre più impegnato con questa rob->>Odio quando inizia a blaterare scuse, e istintivamente la mia mano si incolla alla sua bocca. Alzando gli occhi al cielo, mi metto seduta mentre lui passa dal pavimento al divano, al mio fianco. Asciugo la mano bagnata della sua saliva sui suoi jeans, mentre il suo braccio si posa sulle mie spalle, avvicinandomi al suo petto. <<Avanti piccoletta, mi dispiace...>> Alzo appena le spalle sospirando. Oggi è l'anniversario del primo anno del mio lavoro al Black Moon, un'anno da quando mi trovo in questo posto, da quando Nich si è trasferito e siamo tornati in contatto. 

<<Non fa nulla, sarà per l'anno prossimo!>> Forzo un sorriso e non lo guardo, mentre le sue labbra si posano sulla mia guancia. Dopo si alza, andando verso la cucina, e la punta delle mie scarpe inizia a picchiettare contro la zampa di Jackie, che dorme sul pavimento. Lui ringhia, poi sbadiglia e si alza venendosi a coricare sui miei piedi. Allungo la mano per accarezzargli il pelo morbido e lui mi lecca la mano. Sorrido, davvero sta volta, perchè sento odore di bacon arrivare dalla cucina. <<Vedo che sai farti perdonare, brutto idiota!>> E sospiro, sentendo il mio amico ridere.

Amanti del pericolo. -All Monster Are Humans-Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora