14 Settembre, 2015
KeyNon avevo mai pensato così tanto come in quel ennesimo viaggio verso casa. Eppure ero stata tutto il tempo con gli occhi incollati al finestrino del treno e la musica che scorreva veloce nelle mie orecchie. Non mi ricordavo neanche più cosa stessi ascoltando. Ero rimasta alla prima canzone mentre i pensieri erano andati sempre più avanti, sempre più verso la consapevolezza che non c'era soluzione a quella partenza, a quella decisione che aveva dovuto prendere il padre di Joon. Fuori stava cominciando a piovere, il cielo era sempre grigio ultimamente, e pian piano lo stavano diventando anche i miei sentimenti. Sarebbe stato difficile. Adesso tutto sarebbe cambiato. Avevamo passato momenti incredibili, quella era stata l'estate più bella della mia vita. Forse perché dentro di noi sapevamo sarebbe stata l'ultima. Quante cose avevamo passato io e Joon per colpa delle decisioni di altri. Prima la paternità, poi scopertasi falsa, poi la mia scelta di lasciarlo per una causa che ai tempi reputavo giusta, ed infine quella fottuta lettera che aveva costretto il padre di Joon a trasferirsi a Roma con tutta la famiglia. Ma almeno Joon avrebbe potuto frequentare l'università. Non avevo intenzione di lasciarlo, volevo continuare a vivere questa storia perché l'amore che avevo per lui superava ogni distanza. Avremmo trovato il modo di vederci, avremmo trovato il modo di amarci nonostante ci fossero autostrade, treni e pullman a dividerci. Ma questo pensiero non riusciva a farmi dimenticare che il giorno dopo Joon sarebbe partito definitivamente.
Era la seconda persona che andava via e nella stessa città. Chissà se Joon avrebbe incontrato Jemy, prima o poi.
Jemy.
Erano tre anni che non ci sentivamo. A malapena sapevo cosa stesse combinando. Qualche suo amico mi aveva detto che quest'anno aveva cominciato a lavorare presso un negozio di tatuaggi e che i suoi erano incazzati neri, ma che continuavano a pagargli l'affitto del suo appartamento. Venti anni e già viveva come un uomo. Ma Jemy per me sarebbe sempre rimasto il ragazzino che fumava canne e si metteva nei guai, il ragazzino geloso della sua migliore amica, il ragazzo per cui avevo messo in dubbio inconsciamente tutto quello che avevo dentro. Mi mancava da morire. Non c'era stato giorno in cui non mi fosse mancato quell'ultimo anno di scuola, se non fosse stato per Cas, Joon e Yu probabilmente una parte di me sarebbe stata irrimediabilmente vuota. Invece ne ero uscita fuori e alla vigilia del mio terzo anno di università, potevo dire di stare meglio e che la sua mancanza la sentivo di meno. Fuori continua a piovere, il treno fa la sua ultima fermata prima di arrivare alla stazione della mia città. Come al solito c'è sempre qualcuno che scende e qualcuno che sale. Un ragazzo entra nel mio vagone, ha un viso familiare, sulle spalle uno zaino grigio ed indossa una t-shirt rossa. Ci guardiamo per un lungo istante, entrambi sappiamo che c'è qualcosa di conosciuto nell'altro. Poi il telefono gli squilla, si distrae e continua a camminare per il vagone in cerca di un posto.-Sì, sono appena salito sul treno-
Si è seduto dietro di me. Siamo spalla contro spalla. La sua voce è dolce e confortante, quasi quella di un uomo, ed è di nuovo dannatamente familiare.
-Mezz'ora e sono da te, tranquilla-
Quella dolcezza, quel modo di abbassare la voce, io l'avevo già provata. Qualcuno era stato così delicato anche con me, in un tempo ormai distante da quello in cui vivevo ora. Lo stesso qualcuno che quel ragazzo, seduto sul sedile dietro al mio, mi ricordava terribilmente. Poi ho come un flashback e all'improvviso mi viene in mente la gelateria in cui avevo lavorato qualche estate fa, subito dopo ho un altro flashback del pullman che prendevo sempre per andare da Jemy. È JK che quel ragazzo, seduto dietro di me, mi ricorda. E sento una morsa allo stomaco, se ripenso a come era stato facile perderlo di vista e vederlo diventare qualcuno che a malapena adesso potevo ritenere di aver conosciuto. JK non era più stato lo stesso dopo quell'estate di tre anni fa. Semplicemente speravo che prima o poi ritrovasse dentro di sé quel ragazzino che abbassava lo sguardo quando era imbarazzato e che diceva sempre la cosa giusta. Ancora non mi spiego perché tutto d'un tratto ha smesso di parlarmi, ha smesso di salutarmi, ha semplicemente deciso di tagliarmi fuori dalla sua cerchia di conoscenze.
Quante cose erano cambiate in quegli ultimi tre anni, quante persone avevo dovuto dimenticare.
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救い出すよ必ず// I'll Save u
FanfictionBOY IN LUV SERIES // Second Act Sono passati tre anni dagli ultimi avvenimenti, Key ormai è all'università: viaggia tra la città in cui vive da sempre alla città in cui cerca di crearsi un futuro. La sua vita è molto diversa da quando frequentava i...